UN COMMENTO DI BASE SULLA LIBERALIZZAZIONE PER MOTIVI ECONOMICI DELLA MAIJUANA. di GiC.

A SEGUITO DELLA MIA DICHIARAZIONE DI IGNORANZA CIRCA GLI EFFETTI MEDICI DELLA MARIJUANA, ECCOCI SERVITI DA GiC, CHE COME SAPRÀ CHI CI SEGUE DAGLI INIZI, È UN MEDICO.
http;//corrieredellacollera.com
Una rassegna recente (Presse Med. 2013, 22 marzo : S0755-4982(13)00411-9. doi: 10.1016/j.lpm.2012.11.015. [Epub ahead of print] si sofferma sull’uso del tabacco e di altre sostanze “illecite” ponendosi la domanda “Cosa dobbiamo fare ?”.
Trattandosi di una rassegna francese, quindi redatta in un ambiente sociale molto simile al nostro, penso sia lecito considerarla come un elemento di base.

Vi si afferma, ovviamente, che l’uso del tabacco è molto comune nella nostra società e che esso è responsabile di più morti e malattie che non ogni altra malattia non infettiva.
Ogni anno un maggior numero di decessi è connesso con l’uso del tabacco, rispetto alle morti riportabili a HIV, a uso illegale di droghe o di alcol o a incidenti stradali.
La dipendenza da tabacco, inoltre, è molto comune fra i soggetti dipendenti da droghe o farmaci. I soggetti “substance abuse” fumano di più e sono più vulnerabili agli effetti del fumo rispetto alla popolazione generale.

I programmi tradizionali sono in genere rivolti a soggetti dipendenti da alcol o altre droghe ma non si occupano molto della dipendenza da tabacco.

Contemporaneamente un altro studio del 2009 (“Cannabis abuse and addiction: a contemporary literature review”) condotto in Africa (Niger J Med. 2009 Apr-Jun;18(2):128-33) ha osservato che su scala mondiale l’abuso e la dipendenza da cannabis è “particularly devastating”, e ciò malgrado l’uso della cannabis continua a crescere e il suo controllo rimane “enigmatic”.
Si afferma che esiste oggi una “increasing evidence” che l’uso prolungato di droghe quali la cannabis produce effetti “long lasting” nei circuiti cognitivi cerebrali.

Di conseguenza “addiction is now considered generally a chronic brain disease”. L’uso cronico di cannabis danneggia le funzioni cognitive, la percezione, i tempi di reazione, l’apprendimento, la memoria, la capacità di contrazione, i rapporti sociali e il controllo emotivo. Possono conseguire anche reazioni di panico, allucinazioni, stati paranoidei fino a psicosi acute; tutti elementi che hanno implicazioni negative sulla guida di veicoli o macchinari e sui risultati scolastici o lavorativi come pure sullo sviluppo di relazioni familiari sane, e “as the development of a strong national economy ad a secure society”.

Le conclusioni di questo studio nigeriano sono chiarissime: “Cannabis abuse and addiction is destructive and may affect all of our lives and the fabric of the society”. Detto da un autore che vive in Nigeria e non in un Paese occidentale, insegna –credo- molte cose.

In effetti, la letteratura occidentale mostra dati alquanto contrastanti e la lettura della voce su Wikipedia conferma tale idea. Infatti, secondo Crean et al. (J. Addict. Med., 2011, 5, 1-8) il consumo di cannabis per scopi e finalità mediche é legale, sotto ricetta medica, in 15 Stati degli USA, e molti Stati stanno decriminalizzando l’uso non medico della marijuana.

Sempre secondo gli Autori ora citati, più di 97 milioni di Statunitensi di età superiore ai 12 anni hanno fatto uso illecito di marijuana e la marijuana stessa è considerata da molti una sostanza “benigna” con impiego “recreational”. Tuttavia, esistono prove di effetti significativi dannosi per alcuni soggetti, con un soggetto su 10 che sviluppa una “cannabis dependance” (SAMSHA. Results from the 2006 National Survey on Drug Use and Health: National Findings. Rockville, MD: Office of Applied studies, DHHS; 2006.).

Inoltre, il 16% di tutti i trattamenti per “substance abuse” negli USA si deve a disturbi correlate alla cannabis e si stima che più di 4 milioni di statunitensi rientrano nei criteri diagnostici per la dipendenza da cannabis secondo i criteri del DSM IV; si tratta di un dato che è doppio rispetto al 2011 e che è in continuo aumento (Results from the 2007 National Survey on Drug Use and Health: National Findings.Rockville, MD: Office of Applied studies, DHHS; 2007). Ne consegue, secondo gli autori, che capire gli effetti sulle funzioni superiori della cannabis sta assumendo sempre maggiore rilevanza clinica.

Un altro studio apparso sul British Medical Journal nel 2012 (344:e536 doi: 10.1136/bmj.e536; published 9 February 2012) é arrivato alla conclusione che il consumo acuto di cannabis é associato con un aumentato rischio di incidenti mortali automobilistici e auspica campagne contro l’uso di tali droghe specie nei soggetti abili alla guida.
Il fatto, che viene riassunto nella tabella qui sotto, che il rapporto tra dose attiva e dose letale sia per la marijuana molto basso, pari a quello dell’LSD o della psilocibina, ma con un maggiore potenziale di dipendenza aumenta il valore di tali considerazioni.

A questi dati della letteratura vorrei aggiungere una considerazione personale. Se invece di impegnare lo Stato a una sempre maggiore e incisiva lotta contro l’uso del tabacco, per motivi economici –gli stessi che fanno sì che tale impegno non sia efficace- ci immettiamo nella strada che liberalizza l’uso della cannabis aggiungiamo un altro elemento negativo a una situazione che già nella nostra società di tali elementi non è certo esente.

Nota: non sono riuscito a riprodurre lo specchietto illustrativo. Mi scuso per la mia inettitudine tecnologica. AdM.

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Commenti

  • Anafesto  On aprile 6, 2013 at 8:00 pm

    Continuo a rimanere un po’ perplesso contro qualsiasi proibizionismo, prima del proibizionismo c’è la regolamentazione.
    Visto da un determinato punto di vista tutto può essere negativo non solo tabacco, alcool, marijuana ecc.., ma anche il cibo … può indurre alla bulimia o all’anoressia.
    Ma forse non è politicamente corretto addossare colpe al cibo …
    Ma certe prese di posizione sono suffragate da una letteratura scientifica che non provenga da entità in totale conflitto di interessi?
    Ok, si riporta che 4 milioni di americani utilizzano in maniera continuativa la marijuana, ma quanti americani utilizzano in maniera smodata il cibo, credo siano ben più di 4 milioni, ma lì c’è il businness non si può certo decretare per legge la chiusura dei Mc Donald, Burger King e analoghi distributori di fast food, o no?

  • fxsinfo  On aprile 6, 2013 at 10:44 pm

    Ovviamnete l’alcol va bene, quello non da nessun danno esatto? Allora signori fatevi una canna e vedrete che sparerete meno cazzate…Il Nigeriano poi ve lo rccomando sara un servo del USAID

    • antoniochedice  On aprile 7, 2013 at 5:11 am

      A parte il vizio di insultare, sei in contraddizione: stiamo parlando della tendenza alla liberalizzazione della canapa negli USA e tu vieni a dire che uno contrario alla liberalizzazione è ” servo” di USAID…..
      Prima di scrivere dovresti ” fare pace col cervello” come si dice dalle mie parti.

      • fxsinfo  On aprile 8, 2013 at 2:24 pm

        Esimio, forse non si rende conto che l’articolo si dimostra contro la mariujana ed il suo uso medicinale. Magari se lo rilegge….

        Chiedo scusa per il vizio di insultare in quanto ho la tendenza ad essere a volte troppo diretto. Petr quanto riguarda il cervello vorrei annunciare la gradita nuova che vi ho fatto pace…

  • gicecca  On aprile 9, 2013 at 6:49 am

    Sono abituato da anni a ragionare in base a elementi tecnici cercando per quanto possibile di evitare coinvolgimenti emotivi; sempre da anni e per abito mentale rifuggo da frasi ad effetto e da quelle che si definiscono repliche “dirette”; non sono alla moda ma non mi interessa esserlo.
    Premesso questo, avrei potuto rifarmi nel mio parere a quello espresso di recente dal direttore del NIH (National Institute of Drug Abuse) nel marzo e prima nel febbraio 2013; li trovate in questi due link:

    http://www.drugabuse.gov/about-nida/directors-page/messages-director/2013/03/marijuanas-lasting-effects-brain

    e
    http://www.drugabuse.gov/about-nida/directors-page/messages-director/2013/02/challenging-marijuana-myths .
    Naturalmente, ci si può credere o meno, come a tutti “i pareri degli esperti”. Nessuno credette a Cassandra, a suo tempo, ma pare che in seguito la cosa che la poverina aveva predetto risultò alquanto esatta. Possiamo sempre pensare che dietro il parere degli esperti ci sia un conflitto di interessi, ed è verosimile che qualche conflitto di interessi ci sia sempre (se comperiamo un paio di scarpe e non una giacca forse siamo più amici del calzolaio che non del sarto); io sono dell’opinione, ma non pretendo che mi si creda, che compero un paio di scarpe se quelle che ho sono sfondate, e una giacca se quella che possiedo è lisa. Ma non posso evitare che altri pensi che sulle scarpe ci guadagno come tangente dal calzolaio molto di più che sulla giacca.
    Prendo più seriamente in considerazione l’opinione di Anafesto. Essendo un liberale di vecchio stampo che votava per Malagodi nel 1963 non vedo neanche io volentieri i proibizionismi. Sono d’accordo che anche l’acqua può servire ad affogare (come il cibo può essere alla base dell’obesità; l’anoressia ha altra genesi, di solito, di cui il cibo è un epifenomeno); tuttavia, la disponibilità di sigarette non fa sì che in genere ci si limiti a una al giorno, e chi gioca al Gratta e Vinci non compera solo un biglietto al mese. Il mondo occidentale (e non solo) è già pieno di fattori di rischio, alcuni fin troppo enfatizzati (per esempio il colesterolo, ci ho scritto sopra un articolo –Giorn Acc. Med. Torino, 2005, 68, 439-56-, naturalmente con un conflitto di interesse), ma a me pare che aggiungerne legalmente un altro, quale indubbiamente la marijuana è, e farlo (tra l’altro se non solo) per motivi di rilancio economico non sia cosa “buona e giusta”.
    Ma, come ho già detto a AdM, nel caso in oggetto –quello della marijuana- i problemi medici sono solo una parte, e non la maggiore, della questione, che ha implicazioni ideologiche, sociali, psicologiche e politiche che travalicano, ahimé, il dato tecnico. Forse per una volta il mondo occidentale dovrebbe considerare seriamente le prescrizioni che l’Islam riporta per i suoi adepti (vedi Corano, Sura 4 ayat 43; Sura 2 ayat 219; Sura 5 ayat 90); vi si parla, proibendone l’uso, di “intossicanti”, una dizione molto ampia. Poi, la civiltà occidentale ha molti modi per danneggiarsi e distruggersi. Fate un po’ come volete; a 80 anni suonati mi interessa poco. Per quanto riguarda gli usi medici della marijuana, ho scritto anni fa che in Italia l’uso medico della morfina come antidolorifico è troppo limitato, senza giustificazioni; figuriamoci se sono contro l’uso medico, nei casi opportuni e con le necessarie cautele, della marijuana !!!

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