MARIJUANA. NEGLI STATI UNITI INIZIA IL PROCESSO DI LIBERALIZZAZIONE. IGNORO SE SIA UN BENE PER LA SALUTE, MA POTREBBE ESSERE UNO STIMOLO PER L’ECONOMIA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com

Gli ultimi tre Presidenti degli Stati Uniti hanno ammesso di aver fumato Marijuana.
In California c’è una maggioranza del 54% a favore della legalizzazione.
Due stati: Washington e Colorado hanno già legalizzato l’uso della Marijuana ed altri sei stati americani hanno in iter un procedimento legislativo in materia. ( Hawaii, Maine, New Hampshire, Pennsylvania, Rhode Island e il Vermont). Il Rhode Island ha derubricato il reato.
Il PEW research center, specializzato in sondaggi di ogni genere, registra la continua crescita dei favorevoli alla legalizzazione.

Lo ” Zar” antidroga Gil Kerlikowsky dell’Office of National Drug Control Policy ha ammesso l’impotenza dello stato federale a contenere il fenomeno che gli stessi conservatori del partito repubblicano cominciano a considerare con interesse per l’aspetto fiscale che ne scaturirebbe dalla creazione di una nuova linea di business e il risparmio di circa 1,5 miliardi di dollari annui spesi dalle autorità in questa battaglia di retroguardia.

Ci sono, insomma, tutti gli ingredienti per una fase abolizionista dell’uso di questa sostanza e poiché noi italiani scimmiottiamo tutto quel che fa l’America nel bene e nel male, sarebbe bene cominciare ad esaminare i pro e i contro di una scelta analoga in Italia, prima di essere colonizzati anche in questo campo.

Lo scorso anno, proposi questa scelta come uno degli stimoli all’economia, in quanto si potrebbe dar vita ad un nuovo canale di distribuzione con relativa creazione di un sistema del tipo di quello esistente per la coltivazione, distribuzione e vendita del tabacco.
Grosso modo trentamila posti di lavoro per piccole imprese e sei/ novemila posti in agricoltura, dove esisteva fino a pochi anni fa una tradizionale coltura del tabacco in Puglia e in Campania.

Per raggiungere questo traguardo si deve:

A) partire per primi in Europa ( l’Olanda e l’hascisch sono altro)
B) evitare la tentazione di fare un ente parastatale destinato alla distribuzione
C) evitare la proposta della lobby dei tabaccai e di quella dei farmacisti di accorpare la distribuzione sui loro negozi
D) mettere all’asta le licenze di commercio.
E) rafforzare il divieto di uso ai giovanissimi, limitando la vendita ai maggiorenni ( attualmente il divieto per il tabacco è limitato agli under 16 ed è disatteso).
F) proibir e la vendita con macchinette automatiche.

Quando lo proposi un annetto fa, nessuno commentò. Ora che sta nascendo altrove, e la crisi incrudelisce, sarebbe una buona cosa far circolare la proposta e aprire un dibattito.
Insomma, più che la moral, poté il digiuno?

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Commenti

  • Anafesto  On aprile 6, 2013 at 7:13 pm

    Credo sia abbastanza stupido impedire lacoltivazione della canapa sia indica che sativa che tra l’altro crescono naturalmente.
    Oltre alle importanti caratteristiche nel campo industriale, la canapa indica è quella che possiede più elevato tenore di THC lelle sue inflorescenze ed è ritenuta, a prescindere dall’utilizzo che il singolo ne può fare una delle principali piante medicinali attualmente disponibili .
    Oltre ad essere un adattogeno in gardo di attenuare anche le sindromi da esposizione a radiazioni, sembra in grado di dar un notevole contributo al trattamento di molti tumori (hepm oil) e forse è proprio per queste proprietà che viene perseguita la sua coltivazione.in natura
    Mi aspetto da un momento all’altro qualche genio possa mettere al bando anche funghi come il ganoderma lucidum, l’agaricus Blazei Murrill, il cordiceps sinensis, il trametes versicolor, il coprinus comatus e tanti altri tipi di fugo che con le loro dosi di beta glucani, triterpeni, eccetera portano effettivi benefici alla salute anche di persone con problematiche gravemente invalidanti, ma , come si dice, business è business ….

    • antoniochedice  On aprile 6, 2013 at 7:16 pm

      A giudicare dagli errori di battitura, ti sei fatto una fumatina….

  • Anafesto  On aprile 6, 2013 at 8:55 pm

    Purtroppo non ho mai fumato marijuana, ma mi propongo di documentarmi quanto prima.
    Effettivamente ci sono un po’ troppe castronerie (però, diciamolo chiaramente, si sente un po’ la mancanza di un correttore ortografico per minimizzare quello che qui in Veneto viene definito “momento de mona”)… vado a farmi un caffé con una leggere correzione di grappa poi vediamo se va meglio o peggio!

  • antoniochedice  On gennaio 15, 2014 at 8:01 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Post del 3 aprile 2013…

  • Luca  On gennaio 15, 2014 at 9:58 am

    “Nemico. Un astuto mascalzone che ti ha reso certi servigi scomodi da ricambiare”
    (Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo, 1911)

    Bush senior – forte della sua immagine ufficiale di zar della lotta mondiale contro la droga – mise in piedi addirittura due strutture federali (il National Security Council staff presso la Casa bianca e il Focal Point presso lo Stato maggiore del Pentagono) per stimolare e garantire il buon fine delle importazioni di cocaina e crack dei Contras nicaraguensi negli U.S.

    Secondo Francesco Marino Mannoia alla fine degli anni ’70 la base U.S. di Sigonella fu messa a disposizione dei fratelli Stefano e Giovanni Bontade per la spedizione sicura di diverse partite di eroina negli U.S.

    Chi controlli oggi la commercializzazione dell’oppio Afghano è una storia che sarebbe interessante scrivere.

    Questo per quanto riguarda la battuta iniziale.

    E noi siamo oggi a chiederci se potrebbe uno stato liberalizzare la produzione e la commercializzazione di marijuana?

    Sono personalmente contrario all’uso di qualunque stupefacente, televisione inclusa. Però mi sembra che i pericoli dell’abuso di marijuana in confronto a quelli di eroina e cocaina siano paragonabili all’etilismo rispetto agli eccessi di Coca Cola. Anche l’uso degli scooter comporta rischi mortali (ben superiori) per i giovani, però invece di favorirne un mercato illecito si producono alla luce del sole e se ne regolamenta l’uso.

    L’Uruguay sta dando la stura all’approvazione di provvedimenti già in bozza in decine di nazioni.

    Unico ostacolo serio: la depenalizzazione del commercio delle droghe leggere presuppone pragmatismo nell’affrontare i problemi e rinuncia all’ipocrisia. Due qualità che vengono coltivate dai politici italiani ancora meno di qualche piantina che annaffiano di nascosto sui terrazzini assolati.

    • antoniochedice  On gennaio 15, 2014 at 10:32 am

      Ignoravo le confidenze del pentito in quanto le ritengo strumentali anche quando vere.
      Ignoravo che Bush senior fosse stato zar antidroga.
      Certamente esistono connivenze tra FBI e mafia siciliana fin dalla seconda guerra mondiale, quando, mediatore Frank Coppola, stipularono un accordo anti sabotaggi alle navi col sindacato portuali di New York ed altri porti di imbarco per l’Europa.
      In cambio a fine guerra Coppola fu liberato, dichiarato persona non grata e spedito in Italia, dove fu libero di circolare e fare amicizia col questore Mangano ed altri funzionari di polizia.
      Risulta parimenti che la mafia fornì informazioni sulla Sicilia che fu quindi scelta come località in cui sbarcare.
      Infine la scelta di località siciliane per l’installazione degli Euromissili viene fatta risalire all’esigenza di una cornice di sicurezza bipartisan ( stato e mafia) benché la Puglia fosse più vicina agli obiettivi russi che all’epoca erano primari.
      È un fatto denunziato più volte dal blog di Piero Laporta che all’epoca prestava servizio allo Stato Maggiore proprio negli uffici preposti alla scelta.

    • Luca  On febbraio 4, 2014 at 2:53 pm

      Meglio: chi controlli la produzione e commercializzazione dell’oppio afghano è facilmente intuibile. Può forse ancora stupire la progressione della sua coltivazione, a partire dall’anno in cui truppe americane e inglesi hanno preso il controllo del territorio o di chi controlla il territorio. Vedi tabella a pagina 5 del survey:
      http://www.unodc.org/unodc/en/frontpage/2013/November/afghanistan-opium-crop-cultivation-rises-a-record-36-per-cent-opium-production-up-49-per-cent.html.
      Tra parentesi: da alcuni anni negli U.S.A. si registra una recrudescenza della diffusione di eroina tra i giovani, che era quasi scomparsa nell’ultimo decennio. Problema analogo viene sollevato in Russia.

  • Francesco Venneri  On gennaio 15, 2014 at 10:52 am

    perchè non legalizzare la marijuana? Io credo che lo stato abbia solo da guadagnare!
    Oppure guadagna di più dalla connivenza con la mafia?

  • Luca  On gennaio 15, 2014 at 11:01 am

    Può anche darsi che la famiglia Bontade e i suoi pentiti ce l’avessero con i loro referenti U.S. a Sigonella per delle storie di appalti non rinnovati e di speculazioni immobiliari non andate a buon fine. Non sempre si incontrano uomini d’onore.

    Con George H.W. Bush però il traffico di droga pesante passò dagli episodi di tolleranza e connivenza sporadica al crisma dell’istituzionalizzazione, pur nell’illegalità. Il doppio messaggio alla nazione sulla politica repressiva antidroga raggiunse livelli inusitati.
    Più che uno zar fu il gran capo dello zar antidroga. E nello stesso tempo uno dei massimi spacciatori americani.
    “1989, Winter.
    President Bush appoints William Bennett to lead the new Office of National Drug Control Policy (ONDCP). As drug ‘czar’ he campaigns to make drug abuse socially unacceptable, an approach he calls denormalization. Federal spending on treatment and law enforcement increase under Bennett’s tenure, but treatment remains less than 1/3 of the total budget.”
    (http://www.pbs.org/wgbh/pages/frontline/shows/drugs/cron)

    • antoniochedice  On gennaio 15, 2014 at 11:05 am

      Il testo inglese sembra suggerire il contrario

  • Luca  On gennaio 15, 2014 at 11:22 am

    A giudicare dai numeri: a) a George Bush il nome zar piaceva in modo particolare; b) con quella modestia che sempre lo contraddistingueva, riteneva di essere più di uno zar; c) avendo vinto la guerra fredda, probabilmente l’idea di nominare degli zar (e annettere un giorno la Russia) lo solleticava tanto da fargli perdere il senso della misura. Vedi:
    http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_U.S._executive_branch_%27czars%27

  • Luca  On gennaio 15, 2014 at 11:25 am

    L’exploit con George W. Bush junior.

  • oraetsemper  On gennaio 15, 2014 at 2:25 pm

    Premesso che trovo aberrante il fatto che uno stato sfrutti i “vizi” dei suoi cittadini per far cassa, resta il problema del punto E) rafforzare il divieto di uso ai giovanissimi, limitando la vendita ai maggiorenni ( attualmente il divieto per il tabacco è limitato agli under 16 ed è disatteso).

    Infatti nel preciso momento in cui esiste un divieto per legge, e non per convincimento personale e/o morale, crolla tutta la baracca, perché il problema si ripresenta, tale e quale.

    Bisognerebbe anche cercare di imparare dal passato: dal momento in cui è stato liberalizzato l’uso dell’alcool, sono uscite sul mercato centinaia di sostanze “stupefacenti” a modo loro e, forse lo stato guadagna anche sulle accise e ci saranno anche dei posti di lavoro in più, ma non me ne farei un gran vanto perché, per restare nell’ambito prettamente materialista, bisognerbbe fare il conto di quanto costano alla collettività non solo gli alcolisti, ma tutti gli altri dipendenti da sostanze di abuso. Chiunque ha dei ruoli di responsabilità deve saper fare i conti tra i costi e i benefici delle azioni che intraprende.

    Ultimo punto: legalizzata la marijuana, bisogna immaginare il passo successivo… o no?

    • antoniochedice  On gennaio 15, 2014 at 2:45 pm

      Non condivido la teoria del Domino per cui fatto un passo, poi ne segue un altro nella stessa direzione e non condivido la pretesa di imporre la moralità per decreto.
      Che la Maijuana sia in libera vendita o meno, io non la fumo.
      Non bevo superalcolici. Non vado a puttane.
      Questo perché so che non fanno bene. Se qualcuna di queste abitudini fosse salubre, si sarebbero trovati scienziati d’ogni ove per presentare i risultati.
      Se la vendita di questi servizi è clandestina in tutto o in parte, questa alimenta fasce di marginali che finiscono per delinquere con costi rilevanti per la società.
      Anche le automobili sono potenzialmente un’arma ( dopo oltre un decennio di propaganda pagata dalla UE – un miliardo di Euro – i morti si sono ridotti da 5000 a3500 all’anno).
      Decine di sette religiose o sedicenti, schiavizzano persone meno indipendenti.
      Compito di uno stato serio è regolamentare la vita associata, non imporre come norma virtù o comportamenti personali o intimi.

  • oraetsemper  On gennaio 15, 2014 at 5:11 pm

    Mi aspettavo di meglio come risposta…. Tralascio la storia delle macchine che non è degna di antoniochedice. La teoria del domina è una prassi consolidata quando vige un determinato paradigma. Per fermare e invertire la rotta ci vuole uno scossone violento, altrimenti il processo continua, non lo dico io, lo dice la storia.

    Nemmeno io fumo marijuana, non bevo e e non vado a puttane, però so bene che ogni passo fatto dallo stato in una determinata direzione ne sigla la moralità, la morale civile, quella del dio imperante al momento: lo stato.

    Uno stato che diventa biscazziere e lucra sulla debolezza di tanti disperati, a me personalmente fa ribrezzo, non lo rispetto più e mi allontana come cittadino.

    Perché è così difficile da capire?

    • antoniochedice  On gennaio 15, 2014 at 6:37 pm

      “Mi aspettavo di meglio come risposta…. Tralascio la storia delle macchine che non è degna di antoniochedice. La teoria del domina è una prassi consolidata quando vige un determinato paradigma. Per fermare e invertire la rotta ci vuole uno scossone violento, altrimenti il processo continua, non lo dico io, lo dice la storia.”

      Concedo che il parallelo delle macchine poteva essere migliore. ( anche la tua dichiarazione che non vai donne pessime non è granché…) . Io non sono in grado di dare scossoni violenti .
      Faccio la frittura col pesce che ho ( ripreso da Cossiga).
      Se governassi io, invece del biscazziere Letta, non ci sarebbero stati biscazzieri, ma – devo dirtelo prima – nemmeno fondi al Vaticano. Sono convinto che le comunità religiose perdano in impegno e moralità se finanziate dallo stato e così recupererei quel che incassa lo stato in dubbie imprese.

  • oraetsemper  On gennaio 15, 2014 at 7:58 pm

    Riguardo alla questione delle donne, ho utilizzato la frase usata da te in precedenza, così, giusto per essere in sintonia… … però sulla questione specifica della legalizzazione di una droga mi sembra di capire che la questione sia stata affrontata in maniera un pò superficiale. Per il resto del discorso faccio fatica a vedere i nessi logici.

    • antoniochedice  On gennaio 15, 2014 at 8:07 pm

      Il nesso logico e che ad ogni rinunzia ad un lucro deve corrispondere un risparmio e che visto che uno stato deve fare scelte di carattere “morale” , può farle moralizzando anche i risparmi. Si può contribuire a fare “una chiesa povera per i poveri”.

  • oraetsemper  On gennaio 16, 2014 at 9:19 am

    Amen

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