LA RASSEGNA STAMPA DI GiC DEL 5 APRILE 2013

NEW YORK. L’Assemblea generale dell‘Onu ha approvato ieri il Trattato internazionale sulla compravendita delle armi    convenzionali con una schiacciante maggioranza di 154 Paesi a favore, tre contrari e 23 astenuti. Decisivo il sostegno fornito anche dagli Stati Uniti. Lo sforzo globale per regolamentare il multimiliardario commercio delle armi aveva subito una battuta d’arresto la scorsa settimana quando Iran, Corea del Nord e Siria avevano impedito il raggiungimento di un accordo unanime. Senza sorprese il no di ieri dei tre Paesi, motivato con il fatto che il Trattato sarebbe discriminatorio nei loro confronti. Tra gli astenuti Russia, Cina, Cuba, Venezuela e Bolivia.

PYONGYANG,3. Si aggrava di ora in ora la tensione nella penisola coreana. La Russia si dice preoccupata per la situazione «esplosiva» creata dalla Corea del Nord, dove anche un semplice errore umano potrebbe innescare la miccia. Anche la Cina ha espresso oggi la sua «seria preoccupazione» per la crescita della tensione sul confine tra le due Coree. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Hong Lei, precisando che la preoccupazione di Pechino è stata comunicata agli ambasciatori in Cina delle due Coree e degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti hanno intanto ribadito che si difenderanno e difenderanno la Corea del Sud da Pyongyang.

Lo ha affermato il segretario di Stato John Kerry, al termine dell’incontro con il ministro degli Esteri sudcoreano, Yun Byung Se. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, si dice «profondamente preoccupato» per l’escalation della situazione in Corea del Nord. «Siamo delusi e preoccupati», ha detto stamani Ban Ki-moon in una conferenza stampa a Monaco di Baviera, per le restrizioni ai lavoratori sudcoreani impiegati nel distretto industriale di Kaesong, sottolineando di auspicare una rapida eliminazione di tali restrizioni.

BRUXELLES, 3. Il fallimento del nuovo tentativo negoziale sul Kosovo, tenuto martedì 2 aprile a Bruxelles con la mediazione dell’Unione europea era stato previsto dalla gran parte degli osservatori. A quattordici anni dall’intervento armato della Nato e a cinque dalla dichiarazione unilaterale d’indipendenza da parte della maggioranza albanese della popolazione, restano infatti irrisolti i nodi principali della questione. Né a scioglierli sembra avere contribuito la politica applicata nell’area dall’Unione europea.

Punto cruciale del disaccordo è la questione dei poteri esecutivi e legislativi per le comunità autonome dei serbi del Kosovo, chiesti con forza da Belgrado, ma dei quali Pristina non vuole sentir parlare. A inasprire gli animi tra le comunità serbe kosovare aveva contribuito giovedì scorso anche la condanna da parte del Tribunale internazionale di Kosovska Mitrovica di tre dei sei serbi accusati di aver preso parte alle violenze che nel marzo 2008 avevano investito la città, teatro da anni di scontro tra serbi, che qui sono maggioranza, e albanesi.

BRUXELLES, 3. Si allontana la ripresa di Eurolandia. Gli indici Pmi, ovvero quelli relativi all’andamento del settore manifatturiero delle piccole e medie imprese e che segnalano con tempestività il livello di attività economica, hanno subito a fine marzo una correzione rispetto al dato provvisorio di metà marzo: a 46,8 l’indicatore per tutta Eurolandia resta ancora in zona contrazione, sotto quota 50, e indica un peggioramento rispetto ai mesi precedenti (il 47,9 di febbraio e gennaio). Insomma il primo trimestre 2013 non è andato bene.

Il fatto che proprio l’ultimo mese, marzo, sia stato cattivo un po’ per tutti, anche per la Germania, non fa ben sperare per il secondo trimestre. L’indice è infatti al minimo da sette mesi per l’Italia (44,5), da cinque per la Spagna (44,2), da dieci per l’Olanda (48.0), da tre per l’Austria (48,1). Irlanda e Germania, che avevano fino a febbraio segnalato espansione, sono tornate sotto quota 50: un livello che Eurolandia, nel suo complesso, non vede il più da agosto 2011.

L’Olanda è alla sua terza recessione in pochi anni. In Italia sono tornati a crescere gli ordini all’esportazione, sia pure in misura insufficiente per compensare il calo di quelli interni. E sia in Olanda che in Italia, come del resto in Francia e in Irlanda, la riduzione dei posti di lavoro è stata marcata anche a marzo: solo Austria e Germania si sono mosse in controtendenza. In flessione, di conseguenza, anche i prezzi.

BRASILIA, 3. S’impone, in Brasile, la classe media. Si stima che dal 2003 al 2011 quaranta milioni di persone siano uscite dalla fascia di povertà. E non che la crisi finanziaria internazionale non abbia fatto sentire i suoi effetti anche in questo Paese.  I sociologi brasiliani, rilevano fonti giornalistiche, suddividono i consumatori in cinque fasce: A,B,C,D,E. La più ricca è la A, la più povera è la E. In otto anni nella fascia C sono entrate quaranta milioni di persone, che hanno lasciato le classi inferiori, senza provocare erosioni nelle classi più elevate. È come se, all’interno del Paese, si fosse formato un volano che genera nuovi consumi di classe media per quaranta milioni di persone. Insomma, la crisi c’è, la corsa del pil non è più agile come in passato, ma le dimensioni del mercato interno e la mobilità sociale registrata negli ultimi anni offrono prospettive confortanti. Auto e telecomunicazioni sono i settori dove i consumi si mantengono sostenuti.

PORT-AU -PRINCE, 3. Buone notizie per Haiti: le porta il Fondo monetario internazionale (Fmi) che ha elaborato stime secondo le quali l’economia dell’isola, pur dovendo fare fronte a grandi difficoltà, è destinata a crescere nell’arco del 2013. L’economia, afferma l’Fmi, raggiungerà una crescita del 6,5 per cento. A supportare questa tendenza dovranno essere gli investimenti nel settore agricolo e in quello industriale. Il terremoto del 2010 ebbe effetti devastanti anche sull’economia di Haiti. Da allora, sottolinea l’Fmi in un dossier, sono stati compiuti progressi significativi. Questi progressi, osserva il Fondo monetario internazionale, sono stati resi possibili anche grazie al condono di parte del debito estero.

TEL AVIV, 3. Un raid sulla Striscia di Gaza è stato compiuto nella notte dall’aviazione israeliana. Non vengono segnalate vittime. L’azione è stata lanciata in rappresaglia per il lancio di razzi contro Israele. ll ministero della Difesa ha lanciato un monito contro il lancio di ordigni. «Israele ritiene Hamas responsabile per qualsiasi attacco da Gaza. Non permetteremo che si assista al fuoco quotidiano contro i nostri civili e le nostre forze», ha detto il ministro, Moshe Yàalon, dopo il raid compiuto da Israele. «Allo stesso modo — ha aggiunto il ministro — la nostra politica è che non abbiamo intenzione di ignorare il fuoco dal territorio siriano contro quello israeliano”.

IL CAIRO, 3. Il Governo egiziano ha intrapreso un negoziato con il Fondo monetario arabo (Fma), un’organizzazione panaraba creata dal Consiglio economico degli Stati della Lega araba, per un prestito da 465 milioni di dollari. Lo ha reso noto ieri a Dubai il ministro delle Finanze, El Morsi El Hegazy, citato dal sito web del quotidiano «Al Ahram». Il ministro non ha aggiunto ulteriori dettagli in merito, né ha spiegato i tempi dell’operazione.

PARIGI, 3. Un tribunale francese ha per la prima volta ordinato un rinvio a giudizio in relazione al genocidio in Rwanda del 1994. Si tratta dell’ex capitano dell’esercito rwandese Pascal Simbikangwa, arrestato nel 2008 sull’isola francese di Mayotte.

Simbikangwa deve rispondere dell’accusa di complicità in genocidio e complicità in crimini contro l’umanità, ma può ancora presentare appello per evitare il processo in Francia. Come noto, sul genocidio in Rwanda ha particolare competenza il tribunale ad hoc istituito già nel 1994 dall’Onu e che ha sede ad Arusha, in Tanzania. Diversi Paesi, oltre ovviamente al Rwanda stesso, rivendicano però giurisdizione su sospetti responsabili catturati sul proprio territorio.

MOGADISCIO, 3. Le truppe dell’Amisom, la missione dell’Unione africana in Somalia, hanno riaperto la maggiore arteria stradale del Paese, quella che collega la capitale Mogadiscio alla grande città meridionale di Baidoa. In una nota  dell’Amisom si specifica che è stata ripristinata la sicurezza negli ultimi sessanta chilometri della strada, quelli che attraversano regioni per anni rimaste sotto il controllo delle milizie radicali islamiche ribelli di al Shabaab.

N’DJAMENA (Ciad), 3. I capi di Stato e di Governo della Comunità economica dei Paesi dell’Africa centrale (Eccas), sono riuniti oggi a N’Djamena, la capitale del Ciad, per un vertice straordinario dedicato alla situazione nella Repubblica Centroafricana, dove dieci giorni fa le milizie della Seleka hanno assunto il potere, costringendo alla fuga il presidente François Bozizé. Quest’ultimo, che si trova ancora in Camerun, ma che ha ottenuto asilo dal Benin, ha detto che gli organizzatori hanno respinto la sua richiesta di partecipazione. «Allo stato attuale delle cose è impossibile riconoscere un presidente autoproclamato»: così il capo di Stato ciadiano, Idriss Deby, ha riassunto la posizione della Comunità economica dei Paesi dell’Africa centrale (Ceeac) in merito al colpo di Stato del 24 marzo nella Repubblica Centroafricana. Deby ha chiesto che «un collegio eletto dalle forze vive della Nazione prenda la guida della transizione.

FRANCOFORTE, 4. Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) nella riunione di oggi ha lasciato il tasso d’interesse di riferimento fermo allo 0,75 per cento. La decisione era attesa dal mercato, ma rappresenta comunque un segnale importante: l’istituto di Francoforte sceglie la linea della prudenza nella lotta contro la crisi.

Intanto, resta alta l’attenzione su Cipro. I dipendenti delle banche hanno proclamato per domani un’astensione dal lavoro di due ore in segno di protesta contro l’asserita mancata protezione del fondo pensioni dei loro colleghi impiegati per la Bank of Cyprus e la Laiki Bank. Il faro dell’Ue è puntato anche verso Atene. La troika è tornata ieri ad Atene per ispezionare lo stato del bilancio e delle riforme: la nuova ispezione servirà — dicono fonti europee — a garantire alla Grecia una tranche di prestiti da 2,8 miliardi di euro, prevista per il mese scorso.

Altri sei miliardi di euro di prestiti sono previsti in arrivo nel primo trimestre, ma dovranno aspettare metà aprile per essere rilasciati. Atene dovrà rimborsare prestiti in scadenza per 3,8 miliardi di euro in aprile e altri 3,2 miliardi di euro a maggio. Fonti del ministero delle Finanze assicurano che non ci saranno problemi per i rimborsi.Economia dell’Irlanda,

BERLINO, 4. La Bundesbank (Buba) ha lanciato un’inchiesta per il presunto occultamento di circa dodici miliardi di euro di perdite sui derivati da parte del colosso Deutsche Bank. Lo rivela il «Financial Times», citando fonti vicine all’operazione, secondo le quali gli ispettori della Buba si apprestano a volare a New York la prossima settimana nell’ambito di un’inchiesta che punta a fare luce su speculazioni che avrebbero permesso alla banca tedesca di evitare un salvataggio durante la recente crisi finanziaria.

La crisi finanziaria è costata alla Germania 187 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010. È quanto sostiene uno studio dell’istituto di ricerca economica Rwi, reso noto in anteprima dal quotidiano «Die Welt». La ricerca si concentra sui bilanci pubblici federali del 2009 e 2010, comparati con i documenti di programmazione economica e finanziaria degli anni 2007 e 2008, quando la crisi non era ancora emersa in tutta la sua violenza. Rispetto alla crescita prevista del pil dell’1,5 per cento nel biennio 2009-2010, l’economia tedesca è arretrata pesantemente, come mai nel dopoguerra, provocando entrate notevolmente inferiori alle previsioni.

WASHINGTON, 4. Nuova bufera sulla finanza a stelle e strisce. L’ex trader di Goldman Sachs, Matthew Taylor, ha ammesso ieri la propria colpevolezza: ha nascosto un’attività finanziaria da 8,3 miliardi di dollari più di cinque anni fa, una posizione dieci volte superiore ai limiti imposti alla sua divisione. «Sono veramente dispiaciuto» afferma Taylor in tribunale, ammettendo di essere colpevole di un capo d’accusa di frode, con il quale rischia fino a venti anni di carcere. . «Matt Taylor si è assunto la responsabilità per la propria condotta; si augura — ha dichiarato ieri il legale di Taylor, Thomas Rotko — di aver l’opportunità di lasciarsi il caso alle spalle».

DUBLINO, 4. Il Governo di Dublino ha compiuto una «forte attuazione» del programma di riforme e di austerità, che sta dando «risultati positivi»; tuttavia, sulle prospettive dell’economia irlandese pesa l’elevato livello dei mutui in sofferenza. Lo scrivono in un rapporto i tecnici del Fondo monetario internazionale (Fmi) incaricati di valutare i progressi di Dublino, che comunque anche nel 2012 ha mantenuto il deficit di bilancio pubblico «ampiamente entro l’obiettivo» prefissato. Ma la crescita nel 2013 dovrebbe rimanere debole — intorno all’un per cento — con forti incertezze sulle prospettive di medio termine, si legge ancora nel rapporto.

PECHINO, 4. Forte monito della Banca centrale cinese contro i rischi di ripresa dell’inflazione. Al termine della riunione trimestrale dell’istituto, una dichiarazione della Banca popolare ha sottolineato l’incertezza sull’andamento dei prezzi, ribadendo tuttavia la volontà di perseguire una politica monetaria prudente nel quadro di una crescita stabile. A febbraio il tasso annuale di inflazione è salito al 3,2 per cento, il livello più alto degli ultimi dieci mesi.

PARIGI, 4. Rischia di avere serie ripercussioni sul mondo politico francese la vicenda dell’ex ministro al Bilancio, Jérôme Cahuzac, che ha ammesso di avere un conto non dichiarato in Svizzera. Il presidente francese, François Hollande, ha definito il caso «un oltraggio alla Repubblica», precisando che Cahuzac «non ha goduto di alcuna protezione». L’opposizione ha chiesto le dimissioni del Governo e il ritorno alle urne. Nel frattempo, come riferiscono le agenzie internazionali, si è appreso che il tesoriere della campagna elettorale di Hollande nel 2012, Jean-Jacques Augier, avrebbe azioni di due società off-shore alle isole Cayman.

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Commenti

  • gicecca  On aprile 5, 2013 at 3:58 pm

    Dall’ 8 aprile la rassegna stampa di GiC uscirà solo il lunedi, relativamente alla settimana precedente, con il GiCommento. Ringrazio AdM per l’ospitalità.

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