AFRICA: I GENERALI USA SI DANNO ALLA BELLA VITA. È UN’ALTRA PROVA CHE LA LOTTA AL TERRORE È UN PRETESTO PER INSTALLARSI. E CHE IN ITALIA LE COSE NON VANNO. di antonio de Martini

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il neo segretario alla Difesa, Chuck Hagel, si trova alle prese con una prima
” grana” amministrativa delle tante che gli capiteranno durante il suo incarico.
Il Ministro ha ricevuto un ricorso di un maggiore generale comandante del Combined Joint Task Force-Horn of Africa – basato a Camp Lemonnier nella Republica di Gibuti – con la richiesta di annullamento della rimozione e della riduzione di stipendio inflitti dal suo diretto superiore il Generale a quattro stelle Carter Ham, Capo dell’US Africa Command a seguito di una ispezione.

L’accusa è di abuso di alcol e molestie sessuali verso sottoposti.
L’accusa, contro cui il maggior generale Ralph Baker ha fatto ricorso è di quelle che stroncano una carriera, specie in un Esercito che usa con fulmineità due provvedimenti sconosciuti nelle nostre FFAA: la retrocessione di grado e la riduzione dello stipendio.
In questo caso specifico, c’è stata la rimozione dall’incarico e la riduzione dello stipendio.

Un caso analogo, ma più grave ed a livello maggiore, era accaduto lo scorso anno allo stesso comandante di AFRICOM ( predecessore del punitore del nostro caso) il generale a quattro stelle William ” Kip” Ward – primo comandante di Africom che fu accusato dall’ispettore generale del Pentagono di aver usato l’aereo di Stato a sua disposizione facendosi accompagnare dalla moglie in ” un viaggio non incontrovertibilmente ufficiale” , di ” aver fatto accompagnare dall’aiutante di campo la propria moglie a un supermercato e a una palestra” ed ” aver accettato un invito a cena ed i biglietti di uno spettacolo di Broadway da un fornitore del Pentagono titolare di contratti col ministero”.

” Skipe” Ward, benche il suo comando fosse reduce dalla vittoriosa campagna libica, fu retrocesso di grado e rimosso dal prestigioso incarico alla chetichella, forse anche perchè era di colore. Una delicatezza non ripetuta per Baker.

Su questi episodi, tutto sommato secondari, sono possibili due considerazioni una politica ed una
di carattere comparativo.

Politicamente, risulta evidente che le immagini di un generale di divisione che si ubriaca e cerca di sedurre le ausiliarie alle sue dipendenze ( così come dell’altro che va a spasso con la moglie – o che la manda con l’aiutante a svagarsi e scrocca biglietti di teatro e viaggi) mal si conciliano con la lotta indefessa al terrore che ci viene ammannita da un decennio, mentre si conciliano benissimo – per la verità anche le ispezioni minuziose – con l’ozio senza riposo della vita sonnolenta di guarnigione di provincia tipica dei periodi di pace conditi da pettegolezzi e invidie.

La considerazione di carattere comparativo è melanconica: ricordo che il comandante della Guardia di Finanza, il generale di corpo d’Armata Roberto Speciale che ebbe una sorta di odissea per ragioni politiche ( pare avesse rifiutato obbedire all’ordine del ministro Vincenzo Visco ( PD) di trasferire quattro ufficiali che stavano indagando sul caso UNIPOL in quel di Milano).

Fatto sta che Speciale fu rimosso dall’incarico; fece ricorso al TAR che annullò il provvedimento; venne processato e condannato ( dalla magistratura ordinaria) per aver ordinato dieci casse di pesce a Pratica di mare per portale a Predazzo ( Trento) per un pasto coi finanzieri della caserma dove era ospite assieme a moglie, con suoceri e una coppia amica; venne assolto per esserci arrivato con la tribù in elicottero.
Il caso, pubblicizzato dai giornali, gli fruttò l’elezione a deputato del PDL.
Ricordo appena che Felice Ippolito brillante e dinamico manager pubblico
(presidente del CNEN , centro nazionale per l’energia nucleare) venne rimosso dall’incarico per aver fatto un giro in Jeep ( campagnola) a Cortina d’Ampezzo.
Morale: gli americani procedono in via amministrativa e spedita, hanno pene efficaci.
Noi italiani creiamo – quando e se conviene – casi clamorosi, intasiamo la magistratura con qualche spigola, non abbiamo pene efficaci per chi infrange la legge o l’etica, togliamo capacità di intervento ai comandanti per darla al TAR dove i politici di turno mettono a sentenziare anche edicolanti. Perché non esiste la retrocessione? O la riduzione dello stipendio?
Diventiamo dei Torquemada quando si vuole fermare chi vuole sviluppare l’energia nucleare, ma non facciamo nulla quando un comandante spedisce – due volte – in India due graduati contro ogni etica militare e violando ( la prima volta) la legge internazionale e ( la seconda) il diritto costituzionale alla personale difesa e l’usanza che non si consente l’estradizione dei propri cittadini.
Degradiamo un po’ di gente e non soffermiamoci solo sui deputati. Poveracci .

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