LA STANDARD & POORS CITATA PER FRODE DAL GOVERNO AMERICANO.

Lunedì 5 Febbraio 2013 il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti d’America ha citato in giudizio per frode, presso la Corte Federale di Los Angeles (California), la maggiore delle agenzie di rating americane ovvero Standard & Poor’s (S&P). L’accusa, lanciata direttamente dal Procuratore Generale, Eric Holder – primo afroamericano a rivestire questo ruolo – riporta che S&P “consapevolmente e con intento illecito ha congegnato, preso parte e realizzato un meccanismo volto a frodare gli investitori” in alcune attività finanziarie connesse ai mutui immobiliari.

In particolare, S&P è accusata di aver manipolato i giudizi (rating) sui titoli garantiti da mutui a causa di un significativo conflitto d’interesse. L’attenzione del Dipartimento della Giustizia si è concentrata su un insieme di 40 CDO (collateralized debt obligation), cioè obbligazioni con collaterale rappresentato da pacchetti di cartolarizzazioni di mutui immobiliari, per il cui rating S&P ha ricevuto 13 mln di dollari. La difesa di S&P è che i suoi rating rappresentano delle opinioni indipendenti, che come tali sono protette dal Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d’America, e che le valutazioni sono realizzate per mezzo di sofisticati software.

Secondo il Dipartimento di Giustizia, invece, almeno nel caso dei 40 CDO, Standard & Poor’s è stata condizionata dall’obiettivo di accrescere i profitti e la propria quota di mercato, con il risultato di aver consapevolmente sottovalutato e ignorato i veri rischi impliciti nelle operazioni di rifinanziamento. Per queste ragioni, dopo essersi visto rifiutare un accordo per cattiva pratica da un miliardo di dollari, il Dipartimento di Giustizia ha avanzato la richiesta di una sanzione di 5 miliardi di dollari per frode ai danni degli investitori (fondi pensione, banche, etc.). Mentre anche la Security and Exchange Commission (SEC – Commisisione di Controllo sulla Borsa) ha messo sotto inchiesta S&P per irregolarità, almeno una dozzina di Procuratori Federali ha manifestato l’intenzione di unirsi all’azione del Dipartimento di Giustizia. Infine, secondo fonti accreditate, una simile azione sta per essere intentata contro gli altri due colossi del rating: Moody’s e Fitch.

Negli Stati Uniti sono state avviate numerose inchieste sulle voci corse a Wall Street circa il dolo delle azioni delle banche e delle Agenzie di rating.

. Alcune di queste inchieste, come quella condotta dal Permanent Subcommittee on Investigations del Senato, si sono concentrate sull’identificazione delle principali cause che hanno determinato il collasso economico-finanziario registrato nel 2008.

Altre, come quelle condotte dalla Security and Exchange Commission e dalla Financial Fraud Enforcement Task Force, si sono concluse con una serie di patteggiamenti con le banche inquisite:

- Citigroup si è accordata per pagare 75 milioni di dollari per il ritiro dell’accusa federale di aver nascosto informazioni agli investitori (2010) e ha patteggiato un risarcimento di altri 285 mln per risolvere l’accusa di frode, nella gestione di un portafoglio di 1 miliardo di dollari di mutui subprime (2011);

- Goldman Sachs si è accordata per 550 milioni di dollari per il ritiro delle accuse di frode nella gestione dei mutui subprime;

- Bank of America ha patteggiato un risarcimento di 2,43 miliardi di dollari agli investitori per il ritiro dell’accusa di frode nell’acquisizione di Merrill Lynch (2012).

All’azione risarcitoria, l’amministrazione Obama ha unito un’imponente azione legislativa (il cosiddetto Dodd-Frank Act) volta a ripristinare le condizioni minime per un corretto esercizio dell’attività creditizia e finanziaria, nonostante le forti resistenze delle banche d’affari.

In questo scenario, la richiesta di risarcimento contro Standard & Poors non è altro che il corollario, come qualche commentatore ha fatto notare, dell’enunciato che: troppo grandi per fallire non vuol dire troppo grandi per essere incriminate!

Se qualcuno dispone dell’indirizzo di qualcuno dei dieci “saggi”, gli spedisca questa mezza paginetta di Lookout per vedere se gli si accende una lampadina.

Per il nostro  inutile commissario europeo, sarebbe, appunto, inutile.

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