GRECIA: ATENE PIANGE. IL PRESTITO LANGUE E GLI INVESTITORI NON ARRIVANO.

Il mercato degli affitti langue in Grecia come altrove, ma fa impressione vedere che , su un milione di case disponibili, trecentomila non hanno più mercato.
Una casa su tre è vuota e non ha possibilità ormai di avere nemmeno un affittuario moroso.
Il momento coincide con un periodo – ormai tre anni – in cui le tasse sugli immobili hanno subito un incremento ,i redditi si sono ridotti e le spese aumentate.
Le case che si riescono ancora ad affittare, sono
i tagli piccoli ( media 65 metri quadri, una camera da letto) , mentre gli appartamenti più grandi restano vuoti e decadono lentamente.

Secondo il POMIDA ( Federazione Panellenica dei Proprietari di Case) il numero degli affittuari morosi è triplicato negli ultimi due anni, raggiungendo il 50% del totale in Grecia , prima della crisi era già al 15%, mentre ad Atene il fenomeno è contenuto attorno al 20%.
I numeri saranno certo gonfiati dal lobbismo associazionista del POMIDA, ma il fenomeno è reale ed inquietante, al punto che il partito socialista PASOK guidato da Evangelos Venizelos, ha rotto gli indugi e il rapporto con il piccolo ” Sinistra Democratica”.

Mentre finora aveva criticato i provvedimenti senza però dire li approvasse o meno, ha annunziato – anche se non per bocca del leader – che appoggeranno in Parlamento il pacchetto di riforme richiesto dal FMI per sbloccare il finanziamento di 13,5 miliardi , indispensabile per evitare la dichiarazione di bancarotta.

Perchè l’approvazione passi in Parlamento, è indispensabile anche il voto di Sinistra Democratica che è il terzo sostenitore del governo tecnico di Samaras, mentre un deputato del PASOK ha già annunziato che voterà contro, aumentando l’incertezza.
Martin Van Roekel Del BDO ( global business consultancy) valuta il rischio Grecia superiore a quello siriano ed è tutto dire.
I soli paesi più rischiosi, sono, stando sempre a costui, Iran e Irak.

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Commenti

  • gicecca  On ottobre 30, 2012 at 7:56 am

    Ma quindici o venti anni fa non facevamo tutti i “sacrifici”, compresa la ruberia notturna sui cc perché entrando in Europa saremmo tutti stati meglio ? Non vorrei che tra un po’ tornasse di moda la coabitazione forzata tipo URSS staliniana. Per i commenti al post sulle elezioni siciliane, mi pare che il tono sia un po’ scaduto. Non dico “volare alti”, ma almeno non andare sotto terra. GiC

    • antoniochedice  On ottobre 30, 2012 at 8:03 am

      Se si descrive una situazione da sottoterra, il problema non è il tono. È la situazione.

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