UNA DELEGAZIONE DI TRE CARDINALI E QUATTRO MONSIGNORI SI RECA A DAMASCO PER SOLIDARIZZARE COI CRISTIANI E CHIEDERE UNA SOLUZIONE POLITICA. di Antonio de Martini

Ci voleva un Papa tedesco per sconfessare col sorriso un anno e mezzo di politica aggressiva della UE e degli Stati Uniti: ci vuole una soluzione politica; serve una offerta di solidarietà ai cristiani d’Oriente ( che sono schierati con Assad) e il fatto stesso che la meta della delegazione di pace sia Damasco, esclude la possibilità di un incontro coi ribelli.
L’annunzio della Santa Sede è stato dato il mattino seguente l’annunzio che la Unione Europea aveva inasprito le sanzioni contro la Siria.

“Non possiamo essere semplici spettatori di una tragedia come quella che si sta consumando in Siria” – ha detto il segretario di Stato nel suo intervento pomeridiano all’assemblea dei vescovi – alcuni interventi sentiti in aula ne sono la prova.
“Convinti che la soluzione della crisi non può essere che politica e pensando alle immani sofferenze della popolazione, alla sorte degli sfollati nonchè al futuro di quella nazione, alcuni di noi hanno suggerito che la nostra assemblea sinodale possa esprimere la sua solidarietà”.

Della delegazione fanno parte rappresentanti di ogni parte del mondo: il cardinale arcivescovo di Kinshasa Mosengo Pasinya, il cardinale Tauran presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, Timoty Dolan arcivescovo di New York, l’ordinario militare della Colombia ( esperienza di guerriglia) Mons Nguien Nang e due altri monsignori ( uno francese e uno di lingua spagnola). Noto appena l’assenza del PiSIAI ( pontificio Istituto per gli studi di islamistica) a maggior sottolineatura che è un viaggio di solidarietà cristiana e non di dialogo .

Per evitare sempre possibili equivoci di tipo umanitario, il Cardinal Bertone , segretario di Stato, ha personalmente annunziato la partenza della missione, fissato come meta Damasco e resa concreta l’assistenza annunziando che la delegazione avrebbe portato un aiuto concreto del Sinodo.

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Commenti

  • Enrico Galoppini  On ottobre 17, 2012 at 11:41 pm

    Guarda caso questa delegazione parte dopo che è stata smantellata la rete spionistica in Vaticano…

  • Orazio  On ottobre 17, 2012 at 11:50 pm

    Della religione non c’è traccia, c’è solo interesse.

    • Enrico Galoppini  On ottobre 18, 2012 at 10:44 am

      È ovvio che una potenza come il Vaticano curi degli “interessi”. Sarebbe strano il contrario. Bisogna anche comprendere che la tutela della religione (come fatto sociale, e come possibilità, per ciascuno, di poterla praticare in libertà) passa anche attraverso un lavoro di tipo “politico”. Non ci trovo nulla di strano.

  • Orazio  On ottobre 18, 2012 at 5:00 pm

    Evitiamo di parlare di di religione per favore!
    Non credo che questi cardinali vadano a pacificare, se veramente lo volessero, andrebbero da altre parti… esempio america, israele, inghilterra.
    Non trovate?

    • antoniochedice  On ottobre 18, 2012 at 5:32 pm

      Vanno dove hanno seguaci e nei tre paesi che hai citato è noto che hanno pochi seguaci.
      Prima pensa e poi apri bocca, ma se vuoi scrivere, pensaci due volte.

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