IL PETROLIO PER GIUNGERE IN EUROPA ATTRAVERSA TRE STRETTI. L’IRAN MIRA A CONTROLLARLI TUTTI. di Antonio de Martini

Un fronte poco chiacchierato è quello Yemenita, eppure alcuni avvenimenti dei giorni scorsi hanno una portata strategica decisiva nel conflitto che oppone gli Stati Uniti all’Iran, assieme ai rispettivi alleati.
Nell’arco di dieci giorni, quattro notizie essenziali di cui una sola giunta in occidente ai mass media: il “capo della sicurezza” dell’ambasciata americana ucciso da killers su uno scooter.
Si tratta in realtà – lo dice la Associated Press – di un ” senior intelligence officer” e non di un bamboccione tipoil nostro carabiniere rapito mentre comprava le sue caramelle in tabaccheria.
Seconda notizia: a seguito delle manifestazioni seguite alla pubblicazione del video sul profeta Maometto, l’ambasciata USA ha subito una incursione in cui tutti e dodici i veicoli blindati in dotazione alla sede diplomatica, sono andati distrutti.

Terza notizia, questa volta del quotidiano Ashark Awasat, pubblicato a Londra.
Nel porto di Hodeida, principale scalo dello Yemen, sabato sono sbarcati centosei carri armati di fabbricazione USA destinati alle FFAA Yemenite, assieme a 12 nuovi veicoli corazzati destinati a rimpiazzare quelli dell’ambasciata distrutti la settimana precedente.
Per chi non avesse dimestichezza con i numeri militari, si tratta dell’equipaggiamento equivalente a due battaglioni carri.
Per chi avesse letto i post sulle carenze di sicurezza del consolato USA di Benghazi, la sollecitudine del rimpiazzo dei veicoli dell’ambasciata è comprensibile, ma non il loro numero.

Quasi in contemporanea, il Presidente Yemenita succeduto al presidente Ali Abdallah Salah – Abed Abdo Rabi- ha annunziato la cattura di “una rete di sei spie iraniane ” che cospiravano contro il governo con armi ed appoggi a gruppi ribelli.

Fonti dell’intelligence yemenita hanno informato il solito Ashark Awsat ( voce dell’oriente) che è stata fermata una nave con a bordo tutto il necessario per costruire una fabbrica di missili e munizioni destinata alla tribù Houthi che controlla la provincia montagnosa di Saada, al confine con l’Arabia Saudita .
L’area, a mezza giornata di viaggio a nord della capitale e grande come il Lazio, aveva circa settecentomila abitanti, ma – secondo l’IDMC dell’ONU ( Internal Displacement Monitoring Center) – almeno la metà della tribù è stata deportata altrove nei sei anni di lotta col governo centrale.
Gli Houthi appartengono alla setta Zayid , una via di mezzo tra sunniti e Sciiti.
L’assistenza tecnica per la costruzione di missili a corta gittata sarebbe fornita dall’Hezbollah e da esperti siriani.
L’Iran ha definito ” baseless” ossia senza prove, le accuse del Presidente Abdo – in effetti gli Hezbollah sono libanesi – ma resta il sospetto concreto che coi missili a corta gittata dalle coste Yemenite si può controllare lo stretto di Bab el Mandab – la porta sud del mar rosso – specie ora che gli Zayid sono stati dispersi un pò dovunque…

Morto il capace capo centro americano che presumo abbia sventato la minaccia, è probabile che una prossima nave non sia intercettata e i dodici veicoli blindati servano a scorrazzare per il paese con valigie di dollari sui monti dove i carri armati non arrivano, per stringere nuove amicizie.

Il terzo punto di passaggio obbligato del petrolio per raggiungere l’Europa, è Suez e la smilitarizzazione del Sinai prevista dal trattato di pace Israelo-egiziano non consente un soddisfacente controllo delle tribù beduine che si sono già piu volte scontrate con le unità di frontiera israeliane ed egiziane.
Queste basi, tutte sulle rotte del petrolio, consentono all’Iran di dare una risposta militare in caso di un attacco, anche paralizzante, israeliano ( o Israelo-americano) .
L’aspetto paradossale della vicenda è che in Siria gli USA sono alleati di al Kaida, mentre nello Yemen, lo sono i Siriani.
A Napoli di Al Kaida direbbero ” petrosino ogni minestra” ( per i lettori milanesi: petrosino= prezzemolo).

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Commenti

  • Frank  On ottobre 17, 2012 at 10:01 am

    Direbbero a Roma, a Napoli spesso se sbajano!

  • ray.issa  On ottobre 17, 2012 at 10:15 am

    Vorrei ricordare solamente che Ossama Bin Laden e di origine Yemenita ed el Kaida e molto forte nello Yemen

  • antoniochedice  On ottobre 6, 2014 at 4:08 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    La situazione a Settembre 2012 . All’ONU Obama la scorsa settimana (26 sett) ha citato lo Yemen come un esempio di successo nella collaborazione . Oggi ci dicono che la capitale è caduta in mano alla tribù houtis ( 10% della popolazione) in lotta col governo da otto anni. Da notare che se gli houtis conquistano lo Yemen, dicono che rappresenta un pericolo per la confinante Arabia Saudita, mentre se la NATO si installa in Ucraina, la confinante Russia ” fa l’isterica” sentendosi minacciata….

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