IRAN-USA-ISRAELE: CONTROMANOVRA CON OFFENSIVA DEL SORRISO. GLI OCCIDENTALI RESTANO SCETTICI. di Antonio de Martini

La “Brinkmanship” ( tecnica di andare all’orlo del baratro per spaventare le controparti e indurle a cedere) organizzata da USA e Israele con la mobilitazione di gruppi navali e aerei di cui ho riferito, sta portando i suoi primi frutti.

Hezbollah: il governo libanese presieduto da Mikati – uomo vicino a Assad dato che è il gestore-prpprietario della compagnia di telefonia mobile in Siria – ha offerto ufficialmente agli investitori americani la possibilità di sfruttamento dei giacimenti petroliferi situati nelle acque libanesi. E’ appena il caso di ricordare che il Libano ha fatto ricorso all’ONU per il contenzioso con Israele che contesta il confine marino.

Israele non ha firmato la convenzione ONU in materia di sfruttamento dei fondi marini, mentre il Libano si. Gli USA hanno promesso ufficialmente il loro appoggio al Libano ( ma il premier era Hariri). Per i dettagli vedere il post sul giacimento Leviathan.

IRAN : La grossa sorpresa è data dalla posizione iraniana sul nucleare, estrinsecata da Hosein Nakavi, un eminente membro del Parlamento di Teheran, che ha dichiarato che l’Iran sta offrendo “a serious and concrete confidence building measure” con la polverizzazione di un terzo delle proprie riserve di uranio arricchito al 20% , trasformandolo in ossido di uranio, utile per uso medico, ma inutilizzabile per usi militari, secondo lo scienziato nucleare iraniano Rasul Sediki Bonabi

Secondo Olli Heinonen ex responsabile delle misure di salvaguardia della AIEA ( Agenzia Internazionale per l’Energia nucleare) di Vienna, al 30 agosto, l’Iran disponeva di 419 libbre ( Libbra=circa mezzo Kg) di Uranio arricchito al 20% e che l’IRan è in grado di arricchire circa 35 libbre al mese.

Per mettere a punto una bomba, servono 55,1 libbre e un periodo di tempo tra i due e i quattro mesi.

Sia la mossa libanese che quella iraniana, sono segnali distenzivi, ma non di carattere definitivo. Gli investimenti americani richiederanno tempo per definirsi e all’Iran resta sempre una quantità di uranio al 20% che può essere facilmente portata al 90% che è la soglia di arricchimento necessaria per l’uso bellico.

Nondimeno , si tratta di un segnale chiaramente distensivo, dopo mesi di dichiarazioni puntigliosamente simmetriche alle quelle israelo-americane.

L’obbiettivo iraniano può essere un nuovo giro di incontri con il 5+1 ( i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza ONU più la Germania) durante il quale poter continuare a negoziare.

Philip Hammond , ministro della Difesa britannico, ventilando la possibilità di inasprire le sanzioni – La valuta iraniana siè svalutata del 40% la scorsa settimana – ha reso chiaro che i margini di trattativa si sono ristretti.

Gli Israeliani, hanno intanto avvicinato una batteria di missili Patriot verso il confine col Libano – nel Carmel-zona Haifa – come misura precauzionale.

Ma il Drone che dicono di aver intercettato ( i filmati mostrano uomini alla ricerca dei resti nel Neguev, ma niente resti) , non proveniva dal Mediterraneo?

Ma i Patriot non hanno un arco d’azione inferiore ai 160 gradi?

La quantità prodotta e polverizzata, sempre secondo Heineinen, è sufficiente per anni di utilizzo a fini medici.

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