SCHERZA COI FANTI E LASCIA STARE I SANTI: COL VATICANO, I MILITARI PASSANO DALLA PIAGGERIA ALLE RUFFIANATE. EVIDENTEMENTE LE SPADE SONO ALL’OMBRA DEL PARADISO. di Antonio de Martini

I santi protettori delle FFAA italiane sono quindici, con un intasamento a livello di Santa Barbara (4) e di San Michele Arcangelo ( 2), senza tener conto dei protettori dei vari mestieri dove Santa Barbara assume nuovamente una posizione dominante. Per i Para’ S Michele Arcangelo, coglie un’altra posizione.

Scarsi i posizionamenti di San Martino ( Fanti oltre che i soldati e i cornuti) e San Giorgio. ( che recupera posizioni nei mestieri – alabardieri, arceri e artificieri e soldati in genere) per non parlare degli altri paesi in cui protegge Inghilterra e Georgia).

Inspiegabilmente assente San Marco che poi è l’unico che ha un curriculum militare di tutto rispetto, come S Ignazio di Loyola.

Grande è stata la mia sorpresa quando – a iniziativa di qualche ruffiano di cui il nome verrà fuori prima o poi – si sta procedendo alla nomina di Papa Giovanni XXIII come patrono ” delle Forze Armate” , ossia dopo le armi e le specialità, avremo il patrono interforze.

Prescindo dalla opportunità di scegliere come santo protettore un personaggio di così recente partecipazione ad eventi storici che ricordano la divisione dell’Europa, che pure avrebbe un suo significato.

Prescindo anche dal tono da crociata che avrebbe mostrare la foto di un Papa partecipare, con le truppe, a operazioni belliche in terre di religione diversa.

Ricordo, per par condicio, che Venezia, di cui il Roncalli fu Patriarca, è il solo luogo in cui ho visto le lapidi dei caduti in guerra sulle mura di ogni parrocchia e che quindi avremmo potuto inciampare in  molto peggio.

Dopo attimi di meditazione e meraviglia, ricordo che Giovanni Roncalli ha partecipato alla prima guerra Mondiale come sergente di sanità ( protettore S Camillo De Lellis) e questa scelta mi pare un pò “particolare”, ma poi penso che se Andreotti ha fatto il ministro della difesa avendo fatto il soldato semplice di sanità , un sergente dei “vasellina” potrà ben aspirare a intercedere per i commilitoni presso il Padre Eterno.

Immagino con quanta fierezza i ragazzi del Col Moschin impegnati in Afganistan inalbereranno l’insegna del Santo protettore nelle vigilie di combattimento e con quanto peloso interesse gli Afgani vedranno le foto di un qualsiasi altro papa .

Forse il ruffiano che ha avuto questa trovata-che-fa-far-carriera non è molto al corrente di quel che avviene nelle segrete stanze del Vaticano oppure il centro di controspionaggio di Roma – benché abbia un budget da far invidia all’onorevole Fiorito – non deve ancora aver comprato e trasformato in “fonti confidenziali” il libro su Vatileaks. Forse quando se n’è accorto, era esaurito.

Una volta letto il ( quasi) sacro testo, il ruffiano, scoprirebbe che Papa Giovanni Roncalli non gode attualmente in Vaticano ( ma forse all’ordinariato militare, si) della venerazione cui avrebbe diritto, dato che ha convocato un Concilio i cui esiti non sono ancora stati completamente digeriti dal Papa felicemente regnante.

Sempre il ruffiano, potrebbe rendersi conto anche di un’altra singolarità: sarebbe l’unico caso al mondo di un esercito che ha come suo protettore , una degnissima persona per carità, ma che è stata anche un capo di Stato straniero e come tale capo di una forza Armata. ( A proposito, il protettore della Gendarmeria Vaticana e della Guardia svizzera, chi è ?).

Scopro che manca un protettore dei servizi segreti. Possibile che non esista un martire del segreto confessionale da “piazzare” per intercedere presso l’Altissimo ? La mancanza di protezione celeste, forse spiega il livello.

Mi sono appena ripreso dalla sorpresa, inciampo in un invito presso la Galleria Sordi ( ex Galleria Colonna) per partecipare a una conferenza dal suggestivo tema

” Scacchi e Chiesa” con la partecipazione di Monsignor Claudio Paganini ( ” Consulente ecclesiastico Nazionale del C S I “). Speriamo che faccia onore al suo nome e non ripeta.

Quando mi diranno scherza con quel che segue, risponderò che non ho cominciato io.

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Commenti

  • Roberto  On ottobre 8, 2012 at 2:53 pm

    Santa Bernarda c’è?

    • antoniochedice  On ottobre 8, 2012 at 4:03 pm

      C’è S Bernardo di Chiaravalle. Illustre teologo e Taumaturgo che fu mandato dal Papa a tentare di guarire il re di Francia. Non ci riuscì, ma lo aiutò a morire sereno.

  • gicecca  On ottobre 8, 2012 at 3:14 pm

    Che s. ignazio sia stato un militare mi sta bene, ma s. Marco che “curriculum militare di tutto rispetto” ha ? Se è l’evangelista non mi risulta e non risulta neanche al “Dizionario Oxford dei santi” a cura di D.H. Farber. Che poi il Paganini giochi evidentemente a scacchi sono fatti suoi. Per il resto, non ho mai capito perché ci sia un Ordinariato Militare, quindi … Se invece il problema é che anche fra i militari, magari non quelli educati alla Nunziatella, c’é chi per far carriera ne pensa una più del diavolo, va bene. Ciao. Grazie per l’invito. GiC

    • antoniochedice  On ottobre 8, 2012 at 3:33 pm

      L’insegna di S Marco ha solcato il Mediterraneo per mille anni e il suo nome era il grido di guerra delle truppe Veneziane , Dalmate e Croate ( di Schiavonia)e ” della meta’ di un quarto dell’impero romano”.

  • Mario Maldini  On ottobre 8, 2012 at 3:22 pm

    Un’articolo davvero gustoso, complimenti! Se e quando, nel quadro psicotico
    dei percorsi italiani, anche la Romagna sarà indipendente, il patrono celeste del-
    le nostre Milizie sarà certamente San Giovese.

    • antoniochedice  On ottobre 8, 2012 at 3:35 pm

      Esistono anche santi patroni delle regioni.

  • carlo cadorna  On ottobre 8, 2012 at 3:23 pm

    S. Giorgio è il patrono della Cavalleria ma si salva perchè, forse, non è mai esistito….

    • antoniochedice  On ottobre 8, 2012 at 4:06 pm

      Nel nome di S Giordio ha combattuto la Repubblica di Genova ed i cristiani di Oriente si distinguono dalle altre religioni con una icona di S Giorgio cui Georgiani e Armenni sono particolarmente devoti. Poco importa se sia esistiro o no. Importa che molti siano morti in suo nome.

  • Roberto  On ottobre 8, 2012 at 4:06 pm

    S. Giorgio si salva perchè la cavalleria è un bicchier di vino da un quartino. Mario non ti fregare San Giovese perchè il Chianti è per oltre il 90% di sangiovese ed è più blasonato delle vostre sciacquature romagnole…..

  • Mario Maldini  On ottobre 8, 2012 at 4:21 pm

    Caro Roberto, hai ragione, ma i romagnoli ogni tanto si appropriano di cose toscane, come le ossa di Padre Dante, a Voi però conviene che il Sangiovese resti ” romagnolo “, visto che costa meno della benzina, mentre il
    Chianti vale quasi come l’oro. Purtroppo per noi il Granducato, pure occupando Castrocaro, non diventò mai il padrone delle Romagne; ci toccò il Papa Re,ab-
    biate pietà…….

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