LA TURCHIA CERCA DI CHIUDERE LA GUERRA CON IL PKK DI ÖCALAN PER DEDICARSI A ASSAD. di Antonio de Martini

Al congresso del partito lo scorso 2 ottobre, lunedì, il premier turco Erdoghan ha fatto la solita dichiarazione obbligata per i militanti e i militari: “We will on the one hand develop Turkey and on the other hand continue to tirelessly struggle against this terrorist organization that has bloody hands.”

Traduco: ” da una parte continueremo a sviluppare la Turchia e dall’altra continueremo a batterci indefessamente contro questa organizzazione terroristica che ha le mani sporche di sangue”

Mercoledì 4 ottobre, ha pronunziato una frase che pronunziata un anno fa, avrebbe risparmiato ottocento vite. ” ci potrebbero essere altre discussioni con Imrali” , frase fatta apposta per non essere immediatamente comprensibile al grosso dell’opinione pubblica turca.

Imrali è l’isolotto in cui é detenuto dal 1999 il condannato a morte Abdullah Öcalan, fondatore e capo del PKK , partito dei lavoratori del Kurdistan.

Con questa seconda notizia ( vedi post di oggi Turchia-Irak : scava, scava ecc) si completa la strategia turca rispetto al posizionamento turco in medio oriente ed alla alleanza con gli USA.

Erdoghan cerca la pace con il nemico di trenta anni che gli insidia il controllo sul 20% della popolazione, rinunziando all’opzione militare ; gli offre una fonte di ricchezza autonoma rispetto agli arabi e – forse senza rendersi conto della contraddizione – abbraccia l’opzione militare verso la Siria per un contenzioso che non tocca gli interessi vitali del paese e minaccia di doversi scontrare con un osso ben più duro dei guerriglieri curdi.
Devono avergli fatto grandi promesse.
Adesso si capisce meglio anche il fantasioso megaprocesso contro i 330 alti gradi militari: ha voluto prevenire una reazione negativa delle FFAA all’annunzio della nuova politica. ( vedi post dello scorso 21 settembre. ” Turchia: giustizia é fatta per un golpe mai fatto”)
Nessun corpo armato – i turchi meno di tutti – accetta un cambiamento di fronte tanto repentino, dopo trenta anni e trentamila morti.
Nel 2009 ci fu già un tentativo di negoziato a Oslo tra l’Intelligence turca e i capi della guerriglia, che si concluse con un nulla di fatto.
Adesso sembra abbia scelto come interlocutore il suo prigioniero, nella speranza di trovare un terreno migliore, ma prudente com’è, deve avere un affidavit di gran caratura, sia sull’esito positivo dei negoziati che sullo “sviluppo della Turchia”.

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Commenti

  • ray.issa  On ottobre 6, 2012 at 4:49 pm

    Adesso tutto combacia e spiega l’atteggiamento della Turchia

  • gicecca  On ottobre 7, 2012 at 6:36 am

    “Un affidavit di gran caratura” veramente. Perché l’ostilità con la Siria può essere una ostilità temporanea con Assad, ma il contrasto turco-curdo ha ben altra storia.e profondità. sia pure ricordando Alessandretta . E poi, non é troppo scoperto, ormai, il giochino di far fare la guerra per conto Obama-USA a qualcun altro ? GiC

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