CHI DICEVA CHE LE NOSTRE TASSE FINIVANO A DONNE PESSIME, NON ERA QUALUNQUISTA: ERA NEOREALISTA. di Antonio de Martini

Le Tasse raccolte tramite l’Agenzia delle Entrate ed Equitalia venivano poi affidate agli oculati amministratori nazionali, regionali, provinciali e comunali che ormai anche i monumenti hanno imparato a conoscere e valutare.

Esisteva – grazie a Dio siamo in un regime di libero mercato- anche una alternativa, scelta da altri oculati amministratori.

In questo caso, l’iniziativa privata ha trionfato al 100%. L’esattore si è rifiutato di versare la sua libbra di carne agli enti che avrebbero affidato il peculio ai tanti Fiorito che fioriscono in casa Italia e se li è messi al sicuro. Pensavo che il malloppo fosse più difficile da nascondere .

Certo, far sparire cento milioni non è da tutti. Io gli affiderei il nostro debito, chissà…

Sia come sia, adesso vogliono far partire una campagna di rivalutazione di Attilio Befera e del suo ineffabile direttore di Roma, con tanti saluti all’imperativo del libero mercato e della concorrenza.

Capisco che le tasse siano necessarie, ma, signori del governo, se volete che qualcuno paghi alle prossime scadenze, per favore, fissate alcuni criteri, come ad esempio che NON SI DEVE VERIFICARE LO STILE DI VITA, MA IL REDDITO.

I compiti di esazione potrebbero essere affidati – ad esempio alle banche -o comunque a enti che abbiano un patrimonio immobiliare su cui eventualmente rivalersi.

In cambio, alle banche si potrebbe imporre un aggio inferiore a questo incredibile trenta per cento. Diciamo, il cinque e accettando che uno dei sindaci sia nominato dal pubblico.

Gli industriali possono minacciare di andare all’estero. Le banche non possono andare all’estero perché i clienti non le seguirebbero. Approfittiamone, dando loro un pò di ossigeno e pagando meno certi servizi.

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