LA PRIVAZIONE DEL SONNO DA MARWAN BARGHOUTI A PAOLO GABRIELE : SECONDO UN ESPERTO, ALTERA IL CARATTERE E PUÒ PORTARE ALLA MORTE.

La corte di cassazione ci informa che in Italia, torturare una persona non è reato ( a meno che non esista un rapporto di lavoro sottostante, allora viene chiamato ” mobbing”)
Per chi si interessa di intelligence, non è una novità.
Gli Stati Uniti commissionarono una serie di ricerche sulla privazione sensoriale già negli anni 50 alla Università McGill di Montreal in Canada, che furono l’inizio di una serie di acquisizioni scientifico-criminali di cui non è mai stata data notizia ufficiale, come, del resto dei risultati dei test nei campi di concentramento nazisti, ai cui autori è stata assicurata l’impunità per evitare che testimoniassero.
L’unico testo interessante che ho rintracciato in materia di privazione sensoriale, è quello di Naomi Klein che ho trovato in francese e in inglese, ma non in italiano ( “The shock doctrine. The rise of the disastrer capitalism”. Knopf, Canada. Toronto) .
Per ovviare, ho chiesto a un brillante esperto del settore , il professor Francesco Peverini – direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei disturbi del sonno Onlus -una breve chiarificazione per i lettori del blog. Eccola.


La perdita costante di sonno può condurre a morte.
Ma tra gli effetti ci sono lo stress, ansietà, depressione, inappetenza, perdita di memoria a breve termine, allucinazioni, riduzione delle capacità intellettive, quali concentrazione e attenzione, con una vera modificazione della personalità.

La privazione del sonno è uno degli elementi più importanti nel programma di interrogatori della CIA, utilizzato per sospetti terroristi, molto più degli approcci violenti ed è tra i metodi di pressione psicologica più efficaci, dato che la deprivazione di sonno si è dimostrata un valido sistema per diminuire la resistenza degli individui, fiaccandone principalmente le note caratteriali.

I sintomi che colpiscono un soggetto privato per giorni di sonno (tecnica che per evidenti motivi etici non può essere usata per la ricerca medica e che viene praticata su animali da esperimento) possono essere riassunti in poche parole: stress, ansietà, depressione, inappetenza, perdita di memoria a breve termine, allucinazioni, riduzione delle capacità intellettive quali concentrazione e attenzione, con una vera modificazione della personalità.
In ultimo, la perdita costante di sonno può condurre a morte.”

“Mi volete dire che di fronte a nessun tipo di minaccia voi deciderete di non usare la privazione del sonno con un detenuto?” Così l’ ex direttore della Cia, Michael Hayden, affermò tre anni or sono nel tentativo di convincere l’ amministrazione Obama a conservare almeno questa “tecnica di interrogatorio”, non facendola mettere al bando come altre forme di tortura (waterboarding).
Secondo la Cia la tecnica appariva tra le meno violente, ma la tesi era già stata smentita da un rapporto di una ispezione dello stesso Ente del 2004. (fonte: Greg Miller May 10, 2009 – Los Angeles Times)

A proposito dell’asserito trattamento che sarebbe stato riservato a Paolo Gabriele, ex maggiordomo pontificio, durante la sua detenzione, basandosi su notizie Ansa o di alcuni quotidiani come il Secolo XIX, va detto, che la sola presenza di luce costante è un atto di fortissima pressione psicologica; resta da verificare se poi viene associata ad azioni che stimolino o infastidiscano continuamente il prigioniero per impedirgli costantemente l’addormentamento, cosa che non appare dalle interviste.

In passato, dai documenti e dalle testimonianze dirette relative alla prigionia di Trotsky (dal suo libro: La rivoluzione tradita) e delle persone in seguito arrestate nel 1936, emerge che le persone sotto inchiesta non subivano ancora torture fisiche violente. Gli investigatori si limitavano alla deprivazione del sonno degli accusati, facendo durare ore e ore (se non giorni) gli interrogatori, mentre gli investigatori si davano il cambio.
Ancora, è a tutti noto il caso di Marwan Barghouti e di come la deprivazione del sonno sia una strategia che mina la concentrazione del detenuto ed il suo autocontrollo, per l’utilizzo della quale vengono frequentemente accusati i servizi di sicurezza israeliani.

La scarsa conoscenza dell’opinione pubblica sui danni da deprivazione di sonno, tende a diminuire lo sdegno per l’utilizzo di questo metodo di interrogatorio, sia che venga praticato negli USA o in Europa o altrove, su prigionieri affidati alle autorità.

Ma non vi sono solo interrogatori e pressioni; c’è chi fa tutto da sé. E’ di oggi infatti la allarmante notizia di un giovane cinese di 26 anni deceduto dopo aver assistito ininterrottamente per undici notti senza mai dormire alle prime partite degli europei di calcio. La prolungata deprivazione di sonno e l’assunzione di alcoolici lo hanno condotto a morte.

Prof. Dott. Francesco Peverini

Nota: Su questa ed altre tecniche di guerra psicologica, sarò costretto a ritornare dato l’impatto che sta avendo anche in Italia.

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Commenti

  • Monica  On ottobre 3, 2012 at 11:01 am

    Salve Antonio, mio figlio, che ora ha quattro anni e mezzo, ha cominciato a dormire in una maniera accettabile da non più di sei mesi. Durante il suo primo anno e mezzo di vita ha lasciato dormire me non più di tre ore su ventiquattro. Mi è venuta la vitiligine. Lo lascio crescere un altro po e poi gli spiego che si è trattato da parte sua di guerra psicologica nei confronti di sua madre. Sempre grazie per i suoi articoli, io non commento per ignoranza in merito agli argomenti che lei tratta, ma su questo sono una vera esperta. Monica

    • antoniochedice  On ottobre 3, 2012 at 11:08 am

      Spero che non mi abbia letto nottetempo…..

  • Armando Stavole  On ottobre 3, 2012 at 3:09 pm

    Di libri in inglese non pubblicati in altre lingue(ovviamente compresa la nostra) e talvolta nemmeno pubblicati cola’ ove non necessita la traduzione ne ho scoperti alcuni. Un autore che ne ha scritti di interessanti negli USA, ma in qualche modo censurati altrove sono quelli di John Loftus. Non sono certamente vangelo, ma su cio’ c’e’ da dire che obiettivamente io non ritengo piu’ nessun scritto vangelo.
    Grazie per le continue stimolazioni a pensare ed analizzare.

  • Mario Bellini  On novembre 13, 2012 at 7:50 pm

    quando avevo 30 anni,per lavoro non ho dormito per circa 3 gg.
    Mi ricordo ancora la sensazione: totale perdita della cognizione del tempo.
    non sapevo se un fatto era accaduto un minuto, un giorno o un mese prima.
    era come se fossi dissociato dalla realtà e dal tempo.
    Vivere senza tempo:la sensazione era strana ma accettabile.
    forse un po’ pericolosa.

  • meglio la vita  On dicembre 9, 2012 at 8:27 am

    A mè è succèsso da poco tèmpo sono rimasto 5 giorni sènza dormirè vi posso garantirè chè è stata l’èspèriènza più brutta dèlla mia vita..avèvo millè pènsièri in tèsta non so da cosa è stato provocato tutto ciò ancora sto riflèttèndo sullè causè.
    Allucinazioni poi ho sèntito la nècèssità di buttarmi da un pontè pur di dormirè.
    fortunatamèntè sono qui a raccontarlo.
    Ho lasciato lavoro ragazza “amici” mi sono aggrappato alla vita ho chiamato mio fratèllo chè povèrino si è fatto 1800 km in macchina dalla sicilia fino in svizzèra
    Io non èro più in grado di muovèrmi da solo dato chè avèvo prèso una quantità industrialè di tisanè è calmanti
    Sono ritornato a casa dèlla mia famiglia adèsso dormo è mangio règolare

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