QUESTO E’ IL NOSTRO MOMENTO PER RIPRENDERCI IL MERCATO DEI PAESI ISLAMICI E INGRANDIRLO A SPESE DEGLI “ALLEATI” di Antonio de Martini

Il governo irakeno ha comprato, non più tardi di tre mesi fa, quattro elicotteri “ecureuil” ( scoiattolo) bimotori per il proprio ministero dell’Agricoltura.

La richiesta era stata inoltrata a un manager italiano con sei mesi di preavviso, ma per insipienza degli italiani, non è stata fatta un’offerta purchessia.

In questo momento, tutto il mondo islamico è saldo attorno al solo ( salafisti o no) elemento unificante possibile: la sacralità del Profeta Maometto.

L’ impresa che non è  riuscita a  Ben Laden, è riuscita agli amici del premier Israeliano Benjamin Netanyahu.

A questa grave crisi di rispetto  tra il mondo anglosassone e l’Islam dovuta al video sul Profeta, va ad aggiungersi la notizia che un direttore di giornale a corto di quattrini ha deciso di pubblicare in Francia una serie di vignette satiriche su Maometto che evidentemente è considerato un best seller: costa meno delle tette della duchessa di  Cambridge e assicura la notorietà mondiale a “Charlie Hebdo”…..

Il ministero degli esteri francese ha emesso ieri  una nota di avvertimento ai concittadini chiedendo loro di stare alla larga da assembramenti, ambasciate e luoghi di culto – specie Venerdì 21 settembre –  in quanto i cittadini  potrebbero rimanere vittime di qualche manifestazione.

Il Premier Ayreault ha proibito ulteriori manifestazioni ” salafiste ” in Francia .

Questa serie di eventi – se siamo capaci di cogliere l’occasione – rappresentano  una autentica manna per noi italiani a patto che superiamo la fifa e ci attiviamo rapidamente.

Dichiarato o meno, inizierà un boicottaggio  dei prodotti anglosassoni e francesi da parte dei mussulmani appartenenti alla Umma ( ne abbiamo già parlato: sono i mussulmani di tutto il mondo) .

Lasciate perdere le fatwe emesse da Imam senza seguaci e gli inviti a uccidere tutti gli ambasciatori del mondo. Ogni paese ha i suoi Vittorio Sgarbi  che a Napoli definiscono ” petrosino ogni minestra”. Il miliardo e trecento milioni di islamici è come  noi, quando vuole del male a qualcuno, non gli compra i prodotti.

Noi italiani siamo simpatici agli arabi e anche ai mussulmani  perché non siamo vissuti come potenza coloniale ( nemmeno in Libia) , mentre Francia , Inghilterra e USA ne hanno ammazzati a centinaia di migliaia e in più occasioni. In più la presenza del Papa in Italia, ci accredita come popolo “religioso”.

Non siamo vissuti come fanatici religiosi, contrariamente agli americani protestanti.

Il fascismo dovette emanare delle leggi contro la “familiarizzazione ” tra italiani e abitanti delle colonie.  In Egitto, il rifiuto delle Capitolazioni da parte del governo italiano – un tribunale molto clemente che giudicava gli europei che si fossero macchiati di reati – costrinse anche gli altri europei a rinunziare al privilegio.

Insomma, ad onta della propaganda contraria, siamo vissuti come un popolo amico ( e questa è la ragione prevalente  della mancanza di attentati ) .

Sfruttare commercialmente e rapidamente questo punto di vantaggio, ci può permettere di recuperare tre punti di PIL nel prossimo anno.

A patto che ci si vada e si presentino prezzi e prodotti decenti.

Ai francesi possiamo “soffiare” il mercato del cioccolato, dei profumi, della moda, della bonifica delle acque,  delle auto, dei soggiorni parigini, delle costruzioni stradali ecc.

Agli inglesi quello dei prodotti finanziari e assicurativi, la raccolta dei piani pensionistici, le attrezzature elettroniche  per la sicurezza, i lucrosi contratti da Global services per la gestione globale dei grattacieli ( uffici e alberghi: dalla carta igienica alla sicurezza e climatizzazione). Possiamo competere nella attrazione degli investimenti !

Agli americani potremmo portar via il loro principale settore  di business con il mondo arabo:  i prodotti dell’agrindustria : dal formaggio alla carne in scatola, al pollame congelato, alle attrezzature per allevamento, al mais in scatola, la frutta fresca a non,  gli elettrodomestici, la catena del freddo e la climatizzazione. ecc.

Urge organizzare, missioni, fiere, viaggi esplorativi, ricerche rapide di clienti mirati. Chi è pigro o pauroso, vada in Libano e si trovi un partner che venda nel mondo arabo.

Sono personalmente a disposizione per aiutare  concretamente chi volesse cimentarsi per scoprire questo tesoro nascosto. ademartini@motorimentali.it

Scommettiamo che non lo faremo e continueremo a belare contro questo e contro quello dando all’indignazione islamica  il tempo di sbollire?

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Commenti

  • ray.issa  On settembre 20, 2012 at 12:54 pm

    Da Libanese sono a tua disposizione

  • dario orsini  On settembre 20, 2012 at 9:01 pm

    Sono parzialmente d’accordo con lei perchè la Francia ha comunque ancora molta influenza sulle ex-colonie, dove ad es. in alcuni settori economici sono in vigore le medesime normative francesi. Inoltre assieme agli inglesi ed americani fanno ancora pesare il know-how e le strategie estrattive applicate ed in esecu-zione in Algeria, Libia. Infine altre nazioni europee come Spagna (prezzi bassi) e Germania (logistica) hanno storicamente forte influenza sul bacino mediterraneo e Turchia. Senza tralasciare i secolari mercanti olandesi, più gli indiani (per vici-nanza) ed i cinesi (prezzi). Questi ragionamenti per l’ azienda ed il venditore italiano non devono essere delle scuse ma comunque sono dei dati di fatto.
    Poi magari su qualche media leggi o senti parlare di sistema Italia, made in Italy, ecc. e tutta quest’ aria fritta ti dà ancora più spinta. Due esempi:
    1- Avevamo l’ ICE che nei paesi diffcili un pò aiutava ed è stato abolito.
    2- Non esiste un censimento generale e rendiconto di tutte le missioni annual-
    mente fatte all’estero da regioni, provincie, comunità montane, comuni, ecc.
    tutte a spese del contribuente e con ritorno commerciale o d’immagine non
    proporzionato se non la soddisfazione dei partecipanti al viaggio. Ricordo una
    delegazione di una provincia della Valpadana che partecipò per una settimana
    ad un convegno a Sydney sull’ illuminazione urbana…..
    Spostare buona parte di questo budget su iniziative di sistema vere e serie
    sarebbe sufficiente. Una decisione impossibile per la classe politica che
    abbiamo a tutti i livelli.

    • antoniochedice  On settembre 20, 2012 at 10:19 pm

      Vero quel che dice per l’Africa francofona. Io ho accennato all’Islam con particolare riferimento ai paesi arabi. Se la vede una donna comprare un profumo o un vestito tedesco? O spagnolo?
      I prezzi sono un fattore importante, ma non sono tutto.
      La nostra tecnologia è sufficientemente avanzata per i Turchi o per i Kazakistan.
      Le nostre capacità costruttive o architettoniche non sono seconde a nessuno. L’ICE era un equivoco costoso.
      La Sace prende i prezzi dalla francese COFACE evidente che questo dovrebbe essere cambiato e dovremmo studiare in autonomia i vari ” rischi paese” ecc.
      Ma se c’è un momento favorevole a noi, è questo.

  • abrahammoriah  On settembre 21, 2012 at 7:38 am

    XX settembre 2012

    Questo rinnovato protagonismo internazionale dell’Italia – uno degli elementi indispensabili per invertire il declino – necessiterebbe di un’ opinione pubblica e di una classe dirigente nazionali ancora larvatamente consce del concetto di “interesse nazionale”, piuttosto che pervase dal timore o dall’ orgoglio di quanto il presidente del consiglio di turno risulti più o meno simpatico ai reggitori delle altre cancellerie.
    ,,

    Massimo Morigi

  • ray.issa  On settembre 21, 2012 at 8:09 am

    Il problema delle lingue non e stato preso in considerazione. L’italiano non e parlato da nessuno all’estero e pochissimi italiani parlano correttamente un altra lingua

    • antoniochedice  On settembre 21, 2012 at 8:55 am

      Verissimo, ma si può ovviare con facilità. Tu parli italiano perfetto….

      Antonio de Martini Senior Partner

      Incentive Spa Largo Nicola Spinelli,5 00198 Roma tel. +39 06 844811 (ric.aut.) fax +39 06 84481388 mob. +39 335 6415485 mailto:ademartini@motorimentali.it http://www.incentive.eu nome Skype: antonio.demartini

  • abrahammoriah  On settembre 21, 2012 at 2:47 pm

    Un interesse nazionale che rischia di ricevere il colpo di grazia nell’ “epoca delle neutralizzazioni e delle spoliticizzazioni”.

    Massimo Morigi

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