ORO TESAURIZZATO, AUMENTO DELLE SPESE MILITARI, CACCIA E DIFESA DEI GIACIMENTI DI PETROLIO. MOLTI SI PREPARANO ALLA TEMPESTA, TRANNE O’PAESE D’O SOLE. di Antonio de Martini

L’equivalente economico dell’armamento nucleare, è l’oro.
Anche paesi, come gli Stati Uniti, che dichiarano di non voler appoggiare la loro valuta sull’oro, tesaurizzano il nobile metallo che resta la moneta di scambio ultima, come la bomba atomica è l’ultima risorsa del detentore a protezione della propria indipendenza.

Il Consiglio mondiale dell’oro, ci dice che nello scorso anno le banche centrali ne hanno comprato, (al prezzo di circa 1600 euro all’oncia), 456 tonnellate.
Questa cifra in termini di peso, è insuperata dal 1964, anno in cui l’economista Jacques Rueff consigliò al generale De Gaulle di mettere alla prova l’accordo di Bretton Woods presentando alla Federal Reserve dollari USA per avere in cambio oro in ragione di 35 dollari per ogni oncia di 33 grammi. Da quel periodo origina la ruggine tra gollisti e USA.

Il FMI ( Fondo Monetario Internazionale) ci dice che questo picco massimo è insidiato dalla Russia che – da sola e benché sia un grande produttore in proprio – già a maggio ha acquistato circa 16 tonnellate e sembra non aver terminato, pur avendo raggiunto nei suoi forzieri la massima concentrazione di lingotti ( ha raddoppiato in cinque anni) da quando cadde l’URSS.

Russia e Cina ( il maggior produttore mondiale) che assieme sfiorano le duemila tonnellate di riserve ufficiali in mano alle rispettive banche centrali, stanno avvicinandosi alla testa della classifica, al solito costituita dagli USA che conducono con oltre ottomila cento tonnellate
– in parte visibili alla Federal Reserve a New York e in parte interrati a Fort Knoxville dentro una base militare – le quasi 3.400 tonnellate dei tedeschi, le 2841 del FMI , i 2450 dell’Italia i 2430 della Francia.
In Italia si sono aperte alcune migliaia di negozietti ( pare cinquemila) di ” compro oro” che stanno rastrellando il prezioso metallo dalle tasche degli italiani a caccia di liquidità, ovviamente non pagandolo per quanto vale ( ” i 1700 dollari valgono per l’oro a 24 carati ” dicono i mercanti e le catenine e le fedi sono in genere a 18 kt ) .
È probabile che molti siano appoggiati da banche che si vergognano di farlo con le proprie insegne.
L’India – dove il commercio di oro tra privati è stato sempre vietato – ha giocato la carta della liberalizzazione per averne di più, almeno entro i propri confini, ed ha istallato perfino un distributore automatico di lingotti .
La dote delle donne indiane è costituita tradizionalmente da oro che prima veniva contrabbandato dal Dubai.
Insomma, esistono alcuni paesi , specie dell’area del Asia-Pacifico e in particolare Cina, Russia, India e Pakistan, che forzano le prospezioni petrolifere, aumentano gli stanziamenti militari dal 30 al 40% all’anno e in parallelo aumentano le riserve auree per quanto possono comprando sul mercato internazionale senza creare allarmismi.
O vogliono entrare nel Guinness dei primati o prevedono di dover affrontare l’eventualità di un periodo di crisi di livello superiore a questa che stiamo vivendo.
Altri paesi, tra i quali spicca l’Italia, dimostrano la loro fede nella Provvidenza, prestando truppe all’estero per imprese altrui ( a proposito anche l’Inghilterra, arrivata a quota 455 caduti, ha annunziato che si ritirerà dall’Afganistan prima del 2014) meditando di cedere l’oro depositato nei forzieri della Banca d’Italia alle banche private cui le azioni di Bankitalia furono loro affidate in deposito, non vendute.
Di petrolio, meglio sorvolare……

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