L’IRAN REAGISCE NERVOSAMENTE ALLA VISITA DEL PAPA. di Antonio de Martini

Durante la visita papale in Libano il cui successo mi pare evidente, con una prontezza che ha rivelato l’irritazione per il colpo andato a segno, l’Iran – per bocca del comandante dei guardiani della Rivoluzione – il generale Alì Jabari ha fatto una rivelazione non necessaria e una considerazione strategica errata.

La rivelazione non necessaria consiste nella dichiarazione che esistono ” in Libano e in Siria” guardiani della rivoluzione disarmati che danno consigli sulla base dell’esperienze fatte in passato.
Ovviamente la dichiarazione fa a pugni con la smentita fatta un mese fa , quando un Pullman di
“pellegrini diretti alla Mecca” era stato fermato in Siria dai ribelli.

Circa la presenza in Libano, è evidente che , se esistono questi consiglieri, operano a titolo privato e non d’intesa col governo.
Nei giorni prossimi vedremo se dare del bugiardo al portavoce del governo iraniano dei giorni scorsi o al generale Jabari di oggi.
Egli ha poi aggiunto che “Siria e Libano assicurano profondità strategica alla difesa iraniana” e che ” se Israele dovesse attaccare l’Iran, Hezbollah attaccherebbe Israele”. Politicamente è vero, strategicamente è una sciocchezza.
La visita papale ha evidentemente ottenuto qualcosa di più di un successo di facciata, per provocare dichiarazioni politiche di questo tipo.
I guardiani della rivoluzione, infatti, equivalgono a quel che la Milizia rappresentò per il fascismo in Italia: sfiducia verso le forze armate regolari e preparazione politica più che tecnica.
In realtà, Libano e Siria assicurerebbero “profondità di Difesa Strategica ” se fossero loro ad assorbire il primo attacco.
Le ipotesi militari in ballo parlano di un attacco diretto e improvviso su obiettivi iraniani da portarsi con armi non definite ( da bombe particolare incluse – forse nucleari – a onde elettromagnetiche ecc) .
L’approssimazione delle dichiarazioni denunzia la fretta con cui sono state rese , forse per contrastare una temuta posizione di Hezbollah troppo favorevole alle dichiarazioni del Papa che parlando con accenti che ricordano l’appello contro la ” inutile strage” di Papa Benedetto XV fatta alla vigilia del primo conflitto mondiale e che non possono non aver avuto un’eco nei cuori di tutti i libanesi che hanno subito nelle loro carni le conseguenze di una lotta fratricida durata per oltre una generazione e rivelatasi assolutamente inutile.

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Commenti

  • gicecca  On settembre 17, 2012 at 6:42 am

    Solo una precisazione. La “Lettera ai capi dei Paesi belligeranti” di Benedetto XV non fu pubblicata ” alla viglia” della I guerra mondiale , ma il 1 agosto 1917, dopo quasi tre anni di guerra. Forse Benedetto XVI col suo discorso in Libano vuole anche “prevenire” o almeno cercare di farlo quello che sta addensandosi in maniera ahinoi (im)prevedibile. E da noi ci si gingilla con “forse mi alleo con te ma forse no” e con le telefonate alla Fiat. GiC

    • antoniochedice  On settembre 17, 2012 at 7:48 am

      Hai ragione.
      Hai ragione anche sulla parte di politica italiana sulla quale non riesco a scrivere, sopraffatto dalla nausea.

  • carlo cadorna  On settembre 17, 2012 at 8:22 pm

    Forse il generale intendeva dire che Hezbollah potrebbe costringere Israele a combattere su due fronti, cosa che non è mai strategicamente consigliabile.
    Sugli appelli dei Papi non ci può essere similitudine perchè, mentre è scontata la buona fede di Benedetto XVI, Benedetto XV era stato finanziato dai tedeschi (la documentazione è stata pubblicata da Antonio Sema (2009) in appendice al suo libro.

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