L’ ASSASINIO STEVENS E IL DILEMMA USA: MEDITARE O BOMBARDARE ? di Antonio de Martini

L’assassinio dell’Ambasciatore americano casualmente in visita a Bengazi, ci permette di fare una riflessione più ampia, tralasciando gli elogi funebri in corso per l’infelice diplomatico che possono solo contribuire alla ripetizione dell’evento eccitando gli animi degli attentatori, per l’effetto di comunicazione raggiunto.

Un gruppetto di politologi a Washington , all’indomani dell’attacco alle due torri del World Trade Center, disse che

se avessimo mosso guerra all’Irak, il mondo avrebbe trovato ” pace e stabilità”.
Anche per l’Afganistan, il solito quartetto di politologi promise una passeggiata militare e un’era di “pace e giustizia”, promuovendo una iniziativa per scalzare un regime teocratico che loro stessi avevano aiutato a vincere e consolidarsi pochi anni prima.
Lo scorso anno una campagna militare ” a freddo” mosse guerra al ricco regime Libico che andava imborghesendosi ed ha creato anche in quel paese una situazione di frammentazione e insicurezza permanente di cui l’ambasciatore, tre funzionari della CIA e una decina di poliziotti libici di guardia ( piu un paio di Marines) , sono stati le vittime di turno, subito dimenticate.

Questi stessi strateghi , dal calduccio dei loro ” think tank” sostengono che l’intervento in Siria è indispensabile se si vuole evitare …..la guerra civile !
Dopo tre fallimenti chiunque cercherebbe di meditare sugli avvenimenti.

Per gli USA:

A) Il terrorismo, lungi dall’essere debellato, si sta diffondendo. Legge e ordine scompaiono in ogni paese che conosce la “primavera araba”

B) La Democrazia di tipo occidentale non sostituisce i regimi militari nei paesi in cui vengono scalzati, ma si creano sistemi politici basati sulla omogeneità religiosa e organizzativa delle frange più integraliste, che inevitabilmente slittano verso sistemi teocratici fondamentalisti .

C) La risposta retorica militar-democratica USA alla serie di attentati iniziati con l’attacco diretto a New York e Washington, ha provocato ondate di nazionalismo anti americano che sembrava in via di rallentamento. Una reazione ” alla sceriffo” non farà che peggiorare le cose, convincendo anche gli osservatori che gli americani preferiscono colpire più che capire.

D) I paesi in cui la reazione anti americana è più marcata.( Libia, Egitto, Yemen), sono quelli in cui la ” primavera araba” era stata più violenta.

E) Per ora, il terrorismo non è ancora tornato a colpire il territorio nazionale americano, ma ieri un qualificato network di notizie anti terrorismo ha informato che – proveniente da Messico – era appena stato arrestato un Libanese ( tale Rafik Mohammed Labboun Allabbun , classe 1968) laureatosi in matematica a Berkeley nel 2002 , cittadino americano.
L’FBI ritiene appartenga all’ Hezbollah e di aver sventato la fase preparatoria di un attentato nel paese. Potranno fermarli tutti?

F) La stessa compattezza delle alleanze è messa a dura prova dalle continue richieste di intervento, diretto o indiretto, che creano spese non gradite e malumori per le perdite umane, cui sessanta anni di pace li hanno disabituati ( tranne la Francia che ha avuto due importanti esperienze di guerre coloniali). In alcuni partiti e paesi ci si comincia a interrogare sul nuovo ruolo non difensivo assunto dalla NATO.

In Asia:

A) l’immagine dell’America apportatrice di libertà innovazione e benessere, è svanita.

B) l’idea della incontestabile superiorità militare degli USA è stata sostituita dalla constatazione di un grande divario tecnologico gestito da una violenza cieca e impersonale.

C) si fa strada l’idea che gli amici degli USA ( Saddam, Gheddafi, Salah, Mubarak, Haile Sellasie, Ben Alì, Musharaf) prima o poi finiscono sacrificati a esigenze di politica interna americana.

D) la porta del Medio Oriente ( India e Pakistan, Kazakistan e paesi limitrofi) si è nuovamente dischiusa ai Russi e ai Cinesi che mostrano di difendere i loro amici ( Assad, Ahmadinejad) .

E) i paesi europei sono incapaci di autonomia rispetto agli USA, hanno problemi finanziari e mancano di coesione.

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Commenti

  • Mario Maldini  On settembre 14, 2012 at 7:09 am

    La Marcia del Corpo dei Marines ricorda che una delle prime imprese da loro
    messa a segno fu l’occupazione di Tripoli nel 1805, la spada adottata nel Corpo
    è detta ” Spada Mammelucca”, evocando i temibili soldati che governarono l’Egitto per secoli. Come Scipione e Cesare, anche loro sono attratti irresistibil-
    mente da quelle assolate rive.

  • adamenzo  On settembre 14, 2012 at 7:10 am

    ottima e sintetica analisi.
    inutile dire “noi l’avevamo previsto”. non c’è più sordo di chi non vuol sentire.

  • imbuteria  On settembre 14, 2012 at 8:17 am

    Reblogged this on Imbuteria's Blog.

  • Orazio  On settembre 14, 2012 at 5:55 pm

    Perchè dice ” la porta del Medio Oriente ( India e Pakistan, Kazakistan e paesi limitrofi) si è nuovamente dischiusa ai Russi e ai Cinesi che mostrano di difendere i loro amici ( Assad, Ahmadinejad) ”
    Non lo comprendo!!!!!

    • antoniochedice  On settembre 14, 2012 at 6:05 pm

      Non è obbligatorio

  • antoniochedice  On febbraio 12, 2015 at 9:56 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    SCRITTO IL 14 settembre 2012. TROVATE COSA CAMBIARE PER AGGIORNARLO….

    • luigiza  On febbraio 12, 2015 at 11:38 am

      SCRITTO IL 14 settembre 2012. TROVATE COSA CAMBIARE PER AGGIORNARLO….

      Ci aggiungerei: Est Europa, Ucraina per essere più precisi.
      Ma é solo un aperitivo, infatti l’Obama l’ha chiaramente affrmato in una recente intervista: We Have To Twist Arms To Get Our Way
      che tradotto significa: o fate quello che diciamo noi o vi bombardiamo.
      Il video con l’intervista completa se interessa la trovate qui: http://rt.com/news/231279-obama-foreign-policy-power/

      Però vi avviso: se siete persone di retto sentire e di forte moralità potreste avere dei grossi conati di vomito ad ascoltare ciò che racconta.

      • antoniochedice  On febbraio 12, 2015 at 11:49 am

        @luigiza Intendevo ovviamente di aggiornare le valutazioni espresse su quell’argomento. Tanta appassionata pervicacia andrebbe indirizzata a qualcosa di meglio…

  • abrahammoriah  On febbraio 12, 2015 at 12:06 pm

    12 febbraio 2015

    Per l’ISIS: bombardare ma con juicio; per l’Ucraina: minacciare guerra, senza juicio. In generale verso tutte le situazioni: fate quel che volete ma del vostro juicio, buono o cattivo che sia, nun potrebbe fregarmene de meno. Morale finale della strategia del caos statunitense, come quella del marchese del Grillo: “Ah, me dispiace. Ma io so’ io e voi non siete un…” . Massimo Morigi

  • rinus  On febbraio 12, 2015 at 2:52 pm

    Trovo che rispetto a due anni fa, è cambiato : Obama .Gli rimane poco tempo per poter cambiare la Storia., deve vedersela con i conservatori, ormai favoriti nella prossima corsa presidenziale, e forse ci sarà l’altro Bush. La prossima guerra presumo sarà con satelliti in orbita armati con armi letali

  • Giacomo Simoncini  On febbraio 13, 2015 at 9:19 am

    Gheddafi amico degli americani? Questa non la sapevo e non riesco a spiegarmi l’incapacità europea di emanciparsi dal filoamericanismo acritico

    • antoniochedice  On febbraio 13, 2015 at 11:24 am

      Io non riesco a spiegarmi invece l’anti americanismo preconcetto .
      Il colpo di stato di Gheddafi (1 settembre 1969) fu fatto col placet USA, come molte iniziative similari messe in atto da ” giovani ufficiali” a partire dall’Egitto ( 1952) e dall’Irak ( 1958).
      I loro rapporti sono stati ondivaghi perché lo era il colonnello, fino ad essere ritenuto inaffidabile.

  • Giacomo Simoncini  On febbraio 13, 2015 at 10:38 pm

    Ha ragione, l’antiamericanismo di Gheddafi era più di facciata che concreto, ma era certamente anti-francese

    • antoniochedice  On febbraio 13, 2015 at 11:13 pm

      Un capo di governo non è mai anti qualcosa per partito preso.
      Per compiacere Sarkozy, Gheddafi libero le infermiere Bulgare arrestate in Libia consegnandole alla signora Sarkozy N1 .
      In Francia la magistratura sta istruendo un processo – che ha raccolto prove anche in Africa- per un finanziamento di Gheddafi di milioni di dollari alla campagna elettorale di Sarkozy….

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