LE TECNICHE ANTIGUERRIGLIA, I MEDIA, L’ETICA NELL’ ERA GLOBALE. di Antonio de Martini

Ho già scritto che la città di Aleppo dovrebbe essere dichiarata dall’ONU “città aperta” e i combattenti evacuati o se necessario, costretti all’evacuazione.
La proposta potrebbe essere lanciata tra una settimana durante la visita del Papa in Libano e appoggiata dai numerosi patriarchi delle varie confessioni cristiane e cattoliche assieme ad autorità religiose .
In assenza di una iniziativa morale di ripudio della violenza nelle città abitate da parte di chi ne avrebbe la potestà, ritengo che le distruzioni potrebbero essere limitate con l’uso di tecniche e tattiche più sofisticate da parte dell’esercito regolare.
La tattica dei ribelli DEVE provocare i maggiori danni possibili per dimostrare una importanza politica superiore alla consistenza effettiva mentre la riduzione dei danni umani e materiali, sarebbe nell’interesse dei governativi.

Le tecniche in vigore, sono frutto dell’addestramento ricevuto dai sovietici nel corso degli anni e non tengono conto del fattore media. Se si uccide lontano dalle TV, tutto bene.
Un nostro ufficiale che ha avuto modo di assistere pochi anni fa ad una esercitazione di antiterrorismo condotta dalle truppe di sicurezza russe, ha raccontato che a fronte del tema ” un autobus è caduto in mano ai terroristi che hanno preso ostaggi,” lo svolgimento fu il seguente: arrivo di un carro armato, apertura del fuoco, distruzione contemporanea di ostaggi e terroristi, senza preliminari.
L’addetto militare italiano in Libano durante la guerra scorsa, mi ha raccontato una storia reale analoga: per stanare quattro gatti di soldati palestinesi dal villaggio di Bahamdoun, i soldati siriani – inviati in missione di ” peace enforcing” dalla lega araba e finanziati dai sauditi – bombardarono, distruggendolo, mezzo villaggio.
Questo tipo di tattica può solo nascere in un territorio in cui le notizie e reazioni della opinione pubblica non sono mai state prioritarie per gli operatori della sicurezza e i media tacciono.
Quattro cecchini ( oggi li chiamano sniper) possono paralizzare un quartiere e poiché in Oriente l’onore è tutto, la priorità può solo essere l’eliminazione del disturbo nel minor tempo.

Analogo disinteresse di opinione pubblica, si nota con l’impiego dei DRONE,gli aerei senza pilota, che colpiscono da lontano e a freddo.
Chi uccide, vede alleviato il suo senso di colpa in quanto può pensare di star manovrando un videogioco che decide automaticamente dove e come colpire. Lui è a mille miglia di distanza.
Per la gente si tratta di un trafiletto in nona pagina, anche se con questo strumento si identifica, incrimina, si emette ed esegue una condanna a morte, saltando tutti i passaggi e le garanzie che la civiltà giuridica ha escogitato in mille anni.
È in corso alle Nazioni Unite una iniziativa per far definire l’uso dei Drone sui civili un crimine di guerra, ma durerà molto a lungo.
Questa stessa tecnologia, invece, il motore di ricerca Google si rifiuta di applicarla per filtrare automaticamente le informazioni sulle persone, tanto che l’ex patron della Formula 1 Max Mosley sta combattendo da anni per far togliere un filmato dall’Internet , riconosciuto ” violazione della privacy” dal tribunale di Londra.
Se ne deduce che il criterio di scelta non è più etico, ma di profitto. Si applica se c’è guadagno e non si fa se costa.
In pratica, l’etica non si è globalizzata e la guerra e il gossip, si.
Le vecchie regole etiche tipo le convenzioni di Ginevra sui prigionieri di guerra si applicano solo a chi perde.
Mi piacerebbe venire a conoscenza della condanna per crimini di guerra di un vincitore, per una volta.
È di ieri la notizia che l’ex ministro dell’interno ungherese del 1956 ( rivolta contro i russi) è stato arrestato e dovrà rispondere di una serie di omicidi commessi contro gli insorti.
Susciterà polemiche e distrarrà dalla crisi economica.
Non sappiamo invece che fine abbia fatto il sergente che un paio di mesi fa uscì dalla caserma in Afganistan e sterminò senza motivo una intera famiglia addormentata. I media non ne parlano più.

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Commenti

  • gicecca  On settembre 11, 2012 at 5:26 pm

    Una domanda piccola piccola: dove sono finiti i milioni di pacifisti che dieci anni fa con le loro bandiere arcobaleno ce l’avevano con Bush ir. ? Forse che i morti da Obama -ormai di pare chiaro, ma lo era dall’inizio- contano di meno ? Per quanto riguarda i Russi e i loro metodi, basta ricordare, ma chi lo fa ?, il loro sistema contro i Ceceni nel teatro Dubrovka, mi pare si chiamasse così, di Mosca. Per quanto riguarda l’etica dei droni, su cui AdM tempo addietro scrisse, é come quando si chiamano dieci persone per spingere il cilindro dell’iniezione che uccide un condannato. Chi é il colpevole ? la Corte Internazionale dell’Aia non si é mai occupata di Truman, che pure qualche morticino sulla coscienza ce l’ha. E’ vero che all’epoca non c’era, ma …. Trovo inutile parlare di etica per questi casi. Il Duca di Enghien é dimenticato, Napoleone no.GiC

  • abrahammoriah  On settembre 11, 2012 at 6:45 pm

    “Credo che questo avvenga dalle crudeltà male usate o bene usate. Bene usate si possono chiamare quelle (se del male è licito dire bene) che si fanno ad uno tratto, per necessità dello assicurarsi, e di poi non vi si insiste drento ma si convertiscono in più utilità de’ sudditi che si può. Male usate sono quelle le quali, ancora che nel principio sieno poche, più tosto col tempo crescono che le si spenghino. Coloro che osservano el primo modo, possono con Dio e con li uomini avere allo stato loro qualche remedio, come ebbe Agatocle; quelli altri è impossibile si mantenghino. Onde è da notare che, nel pigliare uno stato, debbe l’occupatore di esso discorrere tutte quelle offese che li è necessario fare; e tutte farle a un tratto, per non le avere a rinnovare ogni dí, e potere, non le innovando, assicurare li uomini e guadagnarseli con beneficarli. Chi fa altrimenti, o per timidità o per mal consiglio, è sempre necessitato tenere el coltello in mano; né mai può fondarsi sopra li sua sudditi non si potendo quelli per le fresche e continue iniurie assicurare di lui. Perché le iniurie si debbono fare tutte insieme, acciò che, assaporandosi meno, offendino meno: è benefizii si debbono fare a poco a poco, acciò che si assaporino meglio. E debbe, sopr’a tutto, uno principe vivere con li suoi sudditi in modo che veruno accidente o di male o di bene lo abbi a far variare: perché, venendo per li tempi avversi le necessità, tu non se’ a tempo al male, et il bene che tu fai non ti giova, perché è iudicato forzato, e non te n’è saputo grado alcuno.”*

    *Niccolò Machiavelli, Il Principe (cap. 8 ), De his qui per scelera ad principatum pervenere ( Di quelli che per scelleratezze sono giunti al potere)

    Parole che fanno giustizia sia degli idola fori degli attuali commenti sulla crisi siriana sia dell’operato del principe di Damasco, che evidentemente non s’è abbeverato al Segretario fiorentino.

    Massimo Morigi

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