LA CRISI FA PAURA PERCHÈ HA PORTATO AL DIVORZIO TRA BENESSERE E DEMOCRAZIA di Antonio de Martini

Nel secondo dopoguerra mondiale , sessantasette paesi sono stati in varie forme invasi e i rispettivi governi sostituiti con la forza dall’Est come dall’Ovest.
Negli ultimi anni, mentre l’Est, dopo l’Afganistan, sembra apprezzare maggiormente l’ipocrisia, l’Occidente sembra aver perso la pazienza e, mentre prima privilegiava il metodo del coinvolgimento di più paesi sotto l’egida delle Nazioni Unite, ora è passato ai metodi più spicci
con ” la coalizione dei volitivi” ( coalition of the willing erroneamente tradotto in volenterosi) come ad esempio in Irak nella prima guerra contro Saddam Hussein del 1991 in cui radunarono 31 paesi a vario titolo partecipanti e l’ONU si limitò a benedire l’impresa.
Già nella seconda guerra irachena del 2001, l’impazienza crebbe ed ebbe la meglio sull’opportunità politica e , non riuscendo a raccogliere tutti i partecipanti della volta precedente, ci si accontentò di ottenere aiuti simbolici da meno della metà dei paesi interpellati.
Per la campagna di Libia , dopo un’ambigua ” risoluzione” dell’ONU, si ruppero gli indugi e l’attacco fu fatto sotto l’egida della NATO, benché alcuni importanti paesi dell’alleanza ( Turchia e Germania) si rifiutassero di intervenire, uno ( l’Italia) fosse trasciNATO per i capelli e la Norvegia ritirò il suo reparto aereo prima della fine.
Nel caso della Siria anche il residuo pudore è stato messo da parte assieme alla sigla NATO e gli assalitori adesso sono cinque: USA, UK, Francia, Turchia e Israele, quest’ultimo in posizione più defilata . I tedeschi navigano al largo con attrezzature elettroniche.
A mio avviso, quel che ha spinto i paesi anglosassoni a mettere da parte i complimenti ed a forzare i tempi, è stata anche la necessità di eliminare un altro paese che era – come la Libia – la prova vivente che il benessere non è più legato alla libertà e alla democrazia, ma al dirigismo economico ed al battere moneta direttamente e non tramite un ” istituto emittente” ( in realtà una tipografia che fa pagare gli interessi sul denaro che stampa e distribuisce).
Ancor più gravi, le implicazioni sociologiche e filosofiche di quel che stiamo vedendo: l’America, sinonimo di benessere, ricchezza e regno dell’individuo che vuole affermarsi, non esiste più . Esiste un feudatario che stampa carta moneta a pochi cento, la vende a un dollaro a pezzo e uccide chi si rifiuta di obbedire.
L’America, patria della libera iniziativa individuale, da quando non garantisce più la realizzazione del sogno di ricchezza che alberga in ciascuno di noi, non esercita il fascino di una volta e da quando ammazza i suoi gangsters ( Noriega, Saddam, Gheddafi, ) con pretesti di carattere moralistico, somiglia sempre più a un Bernardo Provenzano che tra un omicidio e l’altro legge i vangeli e segna le pagine coi santini.
Il rifiuto dello stile di vita yankee, la ricerca di un modello di sviluppo alternativo, rischia di costare caro.
Poiché gli inventoried esportatori del “pizzo” ( con Al Capone) e gli autori del motto latino ” parcere subiectis et debellare superbos” * siamo noi , siamo gli ultimi a potercene lamentare, ma certo per noi è roba di duemila anni fa. Adesso facciamo i ruffiani.

* Anchise a Enea, libro VI Eneide.

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Commenti

  • imbuteria  On settembre 6, 2012 at 5:38 pm

    Reblogged this on Imbuteria's Blog.

  • abrahammoriah  On settembre 7, 2012 at 8:24 am

    Ravenna, 7 settembre 2012

    E’ evidente che l’odierna scienza politica, se per carità di patria vogliamo ostinarci a continuare a chiamarla così, non solo deve rifondare ab imis “le categorie del politico” ma deve anche reinventarsi la mappa dei “luoghi della decisione”. Segno della colposa confusione dell’attuale linguaggio della politica è, per venire in Europa, il deprimente ( ma anche divertente ) uso ideologico del concetto di democrazia mentre la decisione fondamentale per salvare l’euro, l’acquisto da parte della BCE dei titoli dei paesi in difficoltà ( con fra l’altro come contropartita la definitiva cessione/cessazione della loro sovranità ), è stata assunta da un organismo, la BCE , e attraverso l’iniziativa di un signore, il presidente della BCE Mario Draghi, la cui peculiarità è appunto di essere un organismo ed un decisore la cui legittimità è totalmente extrapolitica ed extrademocratica. Ce ne sarebbe abbastanza per rifondazioni sia del “concetto del politico” che del “politico” stesso…

    Massimo Morigi

  • Puccio  On settembre 7, 2012 at 9:30 am

    …ho letto e riletto, ma non ho capito… è colpa mia, senz’altro….
    … comunque, da che esiste il mondo esistono democrazie d’ogni genere (in Grecia anche la tirannide era una forma di democrazia)… ottimati, oligarchi, eletti, nominati….
    …Bce? è una banca, la sua democrazia sta nel Cda, negli azionisti…
    …è vero, la banca quando ti fa un prestito, vuole garanzie, è tiranna in questo, ma ci sono altri modi?
    grazie per l’attenzione
    gs

  • abrahammoriah  On settembre 7, 2012 at 11:16 am

    Ravenna, 7 settembre 2012

    Per Mussolini, il fascismo era la piena realizzazione della democrazia perchè il regime totalitario permetteva la “totale” espressione dei bisogni e dei desideri del popolo… e questa non era una boutade del poco compianto maestro di Predappio. Non ho dubbi che anche Draghi disponendo l’eventuale “illimitato” acquisto da parte della BCE dei titoli dei paesi in difficoltà dell’ area Euro intenda servire i popoli europei, e, in ultima istanza, andare in soccorso delle istituzioni democratiche dei paesi europei messe in crisi dalla crisi finanziaria. Se è azzardata ogni analogia fra Mussolini e Draghi, forse non è azzardato parlare di “aiuto fraterno”…

    Massimo Morigi

  • Sandro Benvegnu  On luglio 15, 2014 at 7:57 am

    L’ha ribloggato su Investimenti e fondi azionarie ha commentato:
    Considerazioni troppo veritiere..

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