COME STALIN RIUSCÌ A PORTARE CINA E AMERICA SULL’ORLO DELLA GUERRA, COME NIXON RISOLSE LA SITUAZIONE A SUO FAVORE E COME OBAMA È TORNATO INDIETRO AL1950.. ( prima parte) di Antonio de Martini

La storia – specie la seconda guerra mondiale – ci ha insegnato che per vincere un confronto politico militare è necessario avere una strategia realistica , indispensabile avere delle alleanze che garantiscano a priori la vittoria e imperativo scendere in campo al momento giusto.
L’Inghilterra ha sbagliato strategia ( pensava di soffocare in sei mesi la Germania chiudendo la via del ferro della Norvegia e i tedeschi la precedettero), la Germania non ha coordinato la sua alleanza col Giappone ( che fece la guerra per proprio conto senza attaccare la Russia) e ha perso tempo e mezzi con gli italiani.
L’Italia di Mussolini, ignara di ogni rudimento in materia strategica e guidata – come oggi – da geronti libidinosi benché avesse studiosi del calibro di Douhet, tirò sostanzialmente a indovinare da che parte tirasse il vento e quando sarebbe cessato.

Gli Stati Uniti, invece , nell’anno e tre mesi di ” neutralità” che precedette la loro entrata in guerra, indebitarono l’Inghilterra con le forniture militari ( legge ” lend -lease” ) , accerchiarono strategicamente il Giappone controllando le sue rotte di rifornimento delle materie prime indispensabili e definirono la strategia che li anima ancora oggi: aerei, navi, carri armati, hanno in comune il carburante. Chi non ha carburante, non può combattere.

Chi controlla i giacimenti , la raffinazione, la distribuzione, vincerà interdicendo al nemico l’accesso ai pozzi petroliferi ( Stalingrado e El Alamein furono i due stop all’asse sulla via delle aree petrolifere del Caucaso /Persia/sauditi) , bombardando le raffinerie, i depositi, le infrastrutture di trasporto.
La guerra al Giappone durò di più perché l’Ammiraglio Yamamoto con l’audacissima e fortunata offensiva nota come ” la battaglia del mare di Giava” si impossessò subito dell’attuale Indonesia che aveva petrolio e gomma in abbondanza ( primavera 1941).
Nella scelta degli alleati, gli Americani furono fortunati dato che glieli scelse Hitler attaccando la Russia che fornì quel che agli USA mancava: la carne da cannone. Forse, questo colpo di fortuna non li aiutò a sviluppare le attitudini necessarie a costruire valide alleanze durature.

Inevitabile che la classe dirigente americana si sia affezionata alla cultura che le ha dato lo scettro del mondo, apportando in settanta anni solo la variante nucleare e qualche schemino di alleanze di area ( NATO, SEATO, ecc).
Fatalmente hanno sottovalutato la fase di scelta e coltivazione delle alleanza: per mezzo secolo, ne hanno avute quante ne volevano.
Hanno valutato più le necessità in termini di fornitura di basi e infrastrutture che in termini di convinto sostegno a tutti azimut, di coinvolgimento e valorizzazione delle potenzialità.
In breve sono caduti vittime dello stesso complesso di superiorità – venata di spleen – che ha causato le ripetute sconfitte dei tedeschi e, assuefatti a lustri di supremazia strategica e tattica, non si sono accorti del momento e delle ragioni per cui hanno perduto l’ammirazione del mondo e sono diventati i cattivi del film.

In un’epoca in cui la produzione dell’ hardware bellico ha raggiunto quasi ovunque standards omogenei di eccellenza qualitativa, il fattore strategico della scelta delle alleanze e la motivazione degli uomini, sono tornati ad essere importanti motivi di riflessione.
Nuclei relativamente piccoli di uomini motivati, possono oggi determinare l’esito di una battaglia o riuscire a eternizzare un conflitto.
Questa lunga premessa , cui seguirà il precedente storico della guerra di Corea, che servì a Stalin per separare per un ventennio USA e Cina, è utile per far capire come la guerra di Siria stia servendo alla Russia per assicurarsi altri venti anni di supremazia , cercando di sfruttare le ragioni per un rinnovato dissidio Cino-americano.
Faremo anche conoscenza con due colonnelli cinesi che hanno pubblicato ( prevedendo molto di quel che è poi successo) nel 1999 uno studio fondamentale per la conoscenza del conflitto moderno, quanto lo fu ” le fil de l’epée” del colonnello Charles De Gaulle alla vigilia del secondo conflitto mondiale.
Perché, dopo il grado di colonnello, i militari smettano di pensare, per me resta un mistero.

CONTINUA LUNEDÌ SERA

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Commenti

  • gicecca  On agosto 31, 2012 at 7:22 am

    Finora una magnifica analisi. Ma alla fine, tra un Kissinger e una Hillary Rodham Clinton c’é una certa differenza. GiC

    • antoniochedice  On agosto 31, 2012 at 7:29 am

      Certo Kissinger faceva politica estera. La Hilary viaggia per star lontana dal coniuge e incorna chiunque trovi. È una corrida.

      • Anafesto  On luglio 15, 2014 at 1:07 am

        “incorna” in che senso?

      • antoniochedice  On luglio 15, 2014 at 6:28 am

        Incorona?

  • imbuteria  On agosto 31, 2012 at 7:28 pm

    Reblogged this on Imbuteria's Blog.

  • antoniochedice  On luglio 14, 2014 at 7:08 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    QUESTA E’ LA PRIMA PARTE SEGUE NEL POST PRECEDENTE

  • giovanni  On luglio 14, 2014 at 11:44 pm

    “Il Giappone ( che fece la guerra per proprio conto senza attaccare la Russia)”
    veramente ci aveva già provato, e prese legnate sufficienti a fargli passare la voglia per sempre..
    http://en.wikipedia.org/wiki/Battles_of_Khalkhin_Gol
    l’importanza a posteriori di questa vittoria sovietica è assolutamente sottostimata nell’occidente che non guarda al di là del proprio ombelico, ma si immagini cosa sarebbe successo sul fronte occidentale (per l’URSS, orientale per la Germania) se Stalin avesse distolto parecchie divisioni per fronteggiare i giapponesi a est.

    • antoniochedice  On luglio 15, 2014 at 6:50 am

      Il Giappone fece la guerra MONDIALE iniziata nel dicembre 1941. L’incidente Maciuriano cui lei si riferisce è del 193 e non c’entra nulla. La famosa spia Richard Sorge telegrafo a Stalin ” il Giappone attaccherà a sud” ( cioè gli USA) . Stalin gli credete e sposto l’armata manciuriana forte di novecentomila uomini sul fronte di Mosca, fermando l’avanzata tedesca .

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