ETIOPIA: COMINCIA LA LOTTA PER LA SUCCESSIONE . di Antonio de Martini

Nello scorso post sull’Etiopia, accentavo alle origini del nome Abissinia che viene dal termine arabo ” habash”, miscuglio.
Ecco una pallida idea del miscuglio politico che si prepara a Addis Abeba in vista del nuovo equilibrio del potere.
Il paese è retto da una coalizione governativa EPRDF ( uno dei cento acronimi inglesi dove E sta per Etiopian ; D sta per Democratic e le altre sigle indicano l’etnia – ad esempio T sta per Tigrai, A per Amara e così via, oltre alla solita N che sta per National) . Il fatto che gli acronimi siano in inglese fa capire subito in quale ambito è consentito muoversi, anche se la Cina è il più grande se non unico investitore del paese.

La vedova del Presidente Zennaui, Azeb Mesfin, membro del Parlamento e dell’esecutivo del partito TPLF ( Tigrai, popular liberation Front) da quando il marito non è più, sta perdendo quota come un Drone senza benzina.
Può planare, grazie all’appoggio di personaggi di recente nomina del marito come il generale Samora Yunis, ma da sola non potrà andare lontano.
Sul piano etnico, al vertice dovrebbe comunque andare un tandem etiopico-tigrino ( o viceversa) tipo Haile Mariam Desalegn ( attuale VPresidente) e Berhane Gebre Kristos ( tigrino), ma sono entrambi privi di carisma e di seguito politico.
Il primo a entrare in campo tra i pretendenti seri, è l’ex ministro della Difesa Sebhat Nega, avvicendato poco tempo fa, col solito pretesto di svecchiare il governo.
Si presenta , apparentemente senza alleati, quindi in grado di allearsi con tutti e ha già dalla sua l’ESAT ( Etiopian Satellite Television) di proprietà di Berhanu Nega, che ha l’indiscutibile vantaggio di trasmettere da fuori i confini, visto che il giornale ” Fithi” che gli ha dedicato una intervista, è stato chiuso ( pare su interessamento del ministro della Comunicazione Bereket Simon, capo dell’ ANDM il partito degli Amara e membro influente del governo che potrebbe fare “tandem etnico” con la Vedova.
Sul piano politico, Nega vuole mantenere intatto e compatto il potere tigrino e nemmeno vuole spartirlo con alcuni dissidenti suggeriti dal governo americano, come ad esempio il generale
Tsadkan Gebre-Tensae , un altro degli epurati dal defunto e dimenticato leader Melles Zennaui.
Se tra la vedova Azeb Mesfin e Sebhad Nega non corresse cattivo sangue, la partita potrebbe dirsi chiusa con questo duo, ma non è detta l’ultima parola.
Le vedove sono consolabili per definizione.
Il problema vero è trovare il punto di equilibrio tra le varie etnie, a pena di minacce di secessione, con conseguente “Somalizzazione” di un paese grande quattro volte l’Italia , bisognoso di tutto, tranne che di un paio di buoni rapporti inventati dalla World Bank sul rispetto dei diritti umani , della proprietà privata e altre consimili amenità.
Addis Abeba è ormai una megalopoli con oltre sette milioni di abitanti in attesa di esplodere se la siccità dovesse colpire duramente ancora una volta, provocando nuovamente le “rivolte della fame” che vedemmo nel 2008.
In tal caso, l’emergenza umanitaria già iniziata al confine Keniota, potrebbe colpire da Mogadiscio fino al Cairo, senza contare l’ Africa Occidentale.

About these ads
I trackback sono chiusi, ma puoi postare un commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 447 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: