23 AGOSTO 1939 IL PATTO DI NON AGGRESSIONE GERMANO- SOVIETICO. 2012 STESSO DILEMMA, MUTATIS MUTANDIS. di Antonio de Martini

Nel 1950 -51 Winston Churchill esclamó ” abbiamo ucciso il porco sbagliato”, ( “we killed the wrong pig”) ma si sa, era un depresso cronico.
All’epoca, la guerra fredda era al suo punto più “caldo” e Stalin sembrava immortale e minaccioso più che mai.
Sir Winston alludeva al dibattito durato per tutti gli anni trenta, tenutosi nell’impero e negli USA circa la necessità di eliminare le grandi dittature e quale per prima.

Mentre numerosi esponenti britannici – incluso il Re Edoardo VII – propendevano per l’eliminazione prioritaria dell’URSS e di Stalin , con malcelate simpatie razziste, Churchill insisteva per eliminare prima la Germania hitleriana, grande concorrente dell’Inghilterra anche sul piano navale, industriale e tecnologico.
La Russia, non sembrava in grado di andare oltre le periodiche purghe interne. Il pericolo che L’URSS e la Germania si alleassero tra loro contro le potenze borghesi occidentali, pareva irrealistico per ragioni ideologiche.
Umiliato da Stalin a Yalta , nel dopoguerra – a cose fatte – evidentemente Churchill aveva cambiato idea.
La Storia ha dato ragione alla sua prima scelta, ma nei primi anni cinquanta, il dubbio era venuto a molti.

l’annunzio del patto decennale di non aggressione Germano sovietico dato il 23 agosto 1939, permise a Hitler di dichiarare guerra alla Polonia la settimana successiva e a Stalin di assalire la Finlandia, i paesi baltici e la Romania, approfittando dello scompiglio.
Il mondo occidentale dichiarò guerra alla Germania e iniziò il conflitto mondiale contro il pericolo N1. Ci pensò Hitler a attaccare l’Unione sovietica, Impiccandosi con le sue stesse mani e completò il Kara Kiri dichiarando guerra agli USA in ottemperanza al patto anticomintern .

Di fatto, la coalizione vincente fu messa in piedi da Hitler e non dalla sapienza politica inglese.

Oggi, l’Inghilterra è sostituita dagli Stati Uniti nel ruolo egemone, l’URSS è diventata capitalista, ma vuole essere seconda indiscussa e la Cina è l’alleato che decide le sorti della guerra prima ancora che questa inizi.

Il dibattito odierno negli USA è se allearsi con la Cina per sconfiggere la Russia ( 1971 strategia Nixon, Kissinger, Bush padre. Vedi ” Cina” di Henry Kissinger, Mondadori ) oppure se allearsi con la Russia per eliminare lo scomodo concorrente-creditore-produttore-cliente cinese , come appare dalla strategia USA da quando Barak Hussein Obama guida il mondo dalla Casa Bianca.
la politica estera americana è cambiata più volte in questi quaranta anni, perché Russia e Cina sono cambiate radicalmente.

La Russia, superato il trauma del passaggio al capitalismo, ha ripreso la politica di potenza degli Zar e del Comunismo, senza complessi, ha fidelizzato quasi tutti gli ex paesi satelliti, imparato a dialogare col mondo, si è fortemente modernizzata e si sta riarmando.
La Cina è il paese che ha fatto i maggiori cambiamenti.
All’arrivo al potere di Deng Tsiao Ping, rappresentava il 5% del PIL del mondo.
Oggi, supera il 30%, sforna annualmente oltre 400.000 ingegneri all’anno ed ha comprato oltre il trenta per cento del debito americano.
Quel che è più stupefacente è che è la prima volta nella storia del mondo che un impero ritorna alla ribalta mondiale dopo essere decaduto per un secolo e mezzo.

Ognuno dei tre imperi cerca di essere in posizione tale da poter scegliere con chi allearsi e a chi muovere eventualmente guerra.

Nel corso dell’ultimo biennio, con la crisi libica prima e quella Siriana poi, gli Stati Uniti sono riusciti a fare quel che era in passato riuscito solo a Hitler: costruire con le proprie mani una coalizione di Stati in grado di sconfiggerli.
Cina e Russia assieme, concordi e coordinati quali non erano mai stati, appoggiati politicamente dall’India e dal gruppo dei cinque di Scianghai, rappresentano oltre metà del genere umano, senza contare che la stessa Europa si sta dividendo sulla opportunità di continuare ad appoggiare gli USA in questa sua politica muscolare nei confronti del bacino mediterraneo e del Medio Oriente ( Afganistan, Iran, Pakistan).
A settembre tre tappe importanti: la richiesta della Palestina di essere ammessa all’ONU con lo status di paese osservatore ( niente doveri) ; l’accordo tra Sudan e Sud Sudan per il petrolio e la visita di Putin – una primizia – in Pakistan per firmare l’accordo commerciale e petrolifero che rivoluzionerà l’intera Asia mussulmana.
E le stelle ( e strisce) stanno a guardare.

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Commenti

  • Giuseppe Accorinti  On agosto 23, 2012 at 3:14 pm

    RAGAZZO de MARTINI,

    bravo! È un saggio di storia

    Ossequi a Madame: al ritorno anche la mia ha guidato quasi sempre

    Cordilitò

    Acc

  • Carlo Cadorna  On agosto 24, 2012 at 6:08 am

    Mi associo: è una bellissima sintesi!!!!

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