AFRICA: IN CRISI ANCHE L’ETIOPIA.

Il Presidente Etiopico Melles Zennaui è morto stanotte a Bruxelles, dove era stato ricoverato d’urgenza a luglio.
Sconosciuta la malattia, sconosciuto il suo decorso, si sa solo che è deceduto verso la mezzanotte a seguito di una crisi improvvisa, mentre sera sembrato riprendersi.
Il portavoce governativo che ne ha annunziato la morte, non ha nemmeno confermato il luogo della morte, limitandosi a dichiarare che era avvenuta all’estero.
Zennaui muore nel mistero, come è vissuto e ha governato.

Di origine tigrina, c’è chi dice che fosse addirittura eritreo e parente del presidente eritreo Isaias Afewerki ( di famiglia giudeo- cristiana) che aiutó a prevalere sui rivali interni dell’ ELF e a creare l’ EPLF , il movimento che poi ottenne l’indipendenza della Eritrea dall’Etiopia di Menghistu Haile Mariam.
Ad onta di questa antica collaborazione tra semi parenti, i due paesi si sono ripetutamente scontrati per ragioni confinarie in un conflitto costato oltre cinquantamila morti e conclusosi con la pace di Algeri nel settembre del 2000.
Il conflitto per un pugno di miserabili capanne, conosce dei ritorni di fiamma periodici ed è attualmente monitorato da una cinquantina di militari italiani dell’aeronautica in veste di osservatori ONU.
Dopo aver interferito vittoriosamente nei conflitti interni alla resistenza Eritrea, Zennaui, con l’appoggio americano, riuscì a conquistare coi suoi tigrini ( indistinguibili dagli eritrei) Addis Abeba e il potere centrale ( gli USA mediarono l’abbandono di Menghistu , che accettò dieci milioni di dollari e una tenuta nello Zimbabwe).
Dopo la solita ” primavera democratica e federalista” di marca americana e di breve durata, i nuovi arrivati, trasformarono il sistema in regime, creando un conflitto latente con le varie etnie del paese ( Abissinia viene dall’arabo ” habash” , miscuglio) e in particolare con gli Amara – classe dirigente da sempre – e con gli Oromo , l’etnia più numerosa del paese con aspirazioni demografiche di potere, però non suffragate da forza politica adeguata .
La morte di Meles Zennaui, apre un periodo di incertezza e ricerca di nuovi equilibri non solo in Etiopia, ma anche in Eritrea, dove il parente- serpente è anch’egli inavvicinabile da anni e pare soffra di turbe nervose, ma anche nel neonato Sud Sudan ( che entro il 22 settembre deve ottemperare il dettato ONU di trovare una sistemazione al contenzioso col Sudan in materia di royalties petrolifere).
La ricerca di nuovi assetti nel paese, potrebbe giungere fino a minacciarne l’unità, riaccendere lo scontro confinario con l’Eritrea o con la Somalia per l’Ogaden, zeppo di petrolio.
Quel che è certo è che il regime Zennaui non sopravviverà al fondatore ancora per molto e tutti gli scenari, anche il ritorno della monarchia, sono possibili.

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