Ma insomma ci sarà la guerra per la Siria o per l’Iran? di Antonio de Martini

Mentre ero in vacanza in una stretta valle di montagna dove ogni albergo aveva il suo segnale internet che si sovrapponeva agli altri impedendo le comunicazioni se non a pagamento, mi è venuto spontaneo il parallelo con la situazione del Vicino e del Medio Oriente.

Le voci si accavallano di proposito e impediscono ai più di capire cosa si prepara all’orizzonte.
La comunicazione più importante l’ha fatta – ignorato dai fautori della guerra – il capo degli Stati Maggiori riuniti, generale Dempsey, che – presente il segretario alla Difesa Leon Panetta – ha tirato le orecchie al duo Netanyahu- Barak ( Ehud) dicendo testualmente che con il loro ventilato attacco all’Iran ed ai suoi impianti nucleari, Israele potrebbe ” rinviare, ma non impedire” l’ingresso della Persia nell’era atomica.
Non è la prima volta che i politici americani affidano messaggi per Israele ai loro militari, specie nelle vigilie elettorali, ma la presenza di Leon Panetta al fianco del generale, ha tolto ogni illusione a chi avesse voluto coltivarne.
Un primo segnale di dissenso fu fatto con le dichiarazioni di ben tre ex capi dell’intelligence israeliana, che per funzioni sono i personaggi più in contatto col governo americano. Le ricorderete perché le ho riportate tutte.
un altro segnale, più debole, ma ugualmente significativo si è avuto la settimana precedente quando ” fonti dell’intelligence ” americana hanno fatto trapelare la decisa volontà saudita di abbattere eventuali aerei israeliani che sorvolassero il suo territorio quand’anche diretti contro l’Iran.
La dichiarazione ” non autorizzata” mirava a restringere l’incertezza iraniana circa le rotte di avvicinamento all’obbiettivo e dunque restringere la probabilità di successo di un blitz aereo.
Gli interessi USA e Israeliani sul tema Iraniano sono in netto contrasto.
Israele vorrebbe dissanguare economicamente e militarmente l’Iran , come accade a Siria ed é accaduto alla Libia e calcolano solo le loro perdite immediate, mentre gli USA non possono non considerare la eventualità di una sia pur temporanea interruzione dei flussi petroliferi nel golfo persico e nello stretto di Oman.
Il 20% del petrolio mondiale ( anche saudita) passa di li e gli analisti valutano che il petrolio potrebbe rincarare di un ulteriore 20%, senza contare che la Cina e l’India , principali clienti dell’Iran, finirebbero tra le braccia del fornitore più prossimo: la Russia, con effetti strategici devastanti per il futuro degli USA in Asia e non solo.
Inoltre, non va sottovalutato il fatto che le forniture militari americane e le loro stesse basi in Arabia, perderebbero significato in caso di demolizione dell’avversario principale dei sauditi…
Israele vorrebbe placare l’ansia migratoria dei suoi cittadini – la bilancia demografica è deficitaria da troppo tempo – mentre gli USA hanno interesse ad alimentare la tensione nelle aree petrolifere che giustifica “il pizzo” imposto agli Sceicchi e mantiene elevato il prezzo del petrolio che rende economica l’estrazione dei greggio anche dalle scisti bituminose del continente nord-americano.
Diversa la situazione siriana dove è in atto una sorta di ” libanesizzazione” della situazione politico-militare alimentata dalla rivalità anglo-francese.
Rischiamo di finire con un conflitto pluriennale come quello libanese che è durato diciassette anni.
Mentre i ” volontari ” inglesi ( partono da Manchester invece che da Londra per non dare nell’occhio) cominciano ad essere numerosi, il ministro degli esteri francese Fabius è in ” tournée” nei paesi limitrofi ed è arrivato a dichiarare che ” Assad non merita di restare su questa terra”.
Non l’hanno detto neppure di Hitler buonanima.
A Teheran intanto si sono riuniti ben ventisette paesi ( tra cui India e Cina e le potenze centroasiatiche) per invocare una soluzione politica ala crisi siriana e mostrare l’esistenza di un legame forte con la Siria.
Intanto il Ramadan è giunto alla fine senza la caduta di Assad e al secondo martedì di novembre il ricatto elettorale di Netanyahu a Obama sarà esaurito.
Se il premier israeliano vuole attaccare, dovrà farle a fine ottobre o al ponte di Novembre per non Dar modo di reagire al presidente USA.
Se Israele attaccasse a settembre, Obama avrebbe tutto il tempo per farlo pentire per il resto dei suoi giorni.

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Commenti

  • gicecca  On agosto 19, 2012 at 7:55 am

    Leggo ora e ben tornato. Se posso aggiungere, gli USA stanno facendo quello che Ron ben Yishai , un giornalista israeliano, ha chiamato uno “strike contro Israele”, facendo filtrare quanto hai riportato tramite Foreign Policy e Bloomberg. L’ambasciatore israeliano a Washington, Oren (Michael, non Daniel) ha subito risposto a Dempsey che “siamo pronti a colpire i siti iraniani anche se ciò dovesse solo ritardare il loro programma nucleare”, aggiungendo che “comunque in Medio Oriente uno due o tre anni sono molti”. Il problema é che Israele vuole che Obama ribadisca all’ONU e davanti al mondo che l’Iran non otterrà armi atomiche e che Israele ha sempre e comunque il diritto di difendersi inoltre vorrebbe che se i progressi dei colloqui 5+1 non saranno evidenti e significativi i colloqui stessi saranno definitivamente sospesi; e che la linea da non oltrepassare non sia quella di Panetta -l’Iran non deve arrivare alla sua decisione se costruire una bomba- ma al contrario quella di evitare che l’Iran sia in grado di assemblare la bomba. Il caso della Corea del Nord insegna qualcosa. u momento importante può essere il possibile incontro tra fine settembre e primissimi di ottobre tra Netanyhau e Obama all’ONU. Tra i due non c’é certo feeling (il secondo, come Merkel, pensa e lo ha detto che il primo sia un bugiardo e il primo pensa che il secondo dica pochissimo e faccia ancor meno); se il colloquio non andasse bene, il mese più pericoloso sarebbe proprio ottobre fino al 6 novembre, giorno delle elezioni USA. Altro problema é che Obama non ha affatto rinunciato ad un eventuale attacco all’IRAN, ma lo sposterebbe a metà 2013. Considerata la miserevole situazione dell’Europa proprio a ottobre 2012, con la Grecia che pencola molto pericolosamente e che si “salverà” solo in sogno, il momento molto pericoloso e una guerra oltre quella montiana contro gli evasori fiscali di cui da noi si parla dal 1945, é veramente una minaccia incombente. Torno in vacanza. GiC

    • antoniochedice  On agosto 19, 2012 at 8:48 am

      Il problema è che Israele non può subordinare a sue ipotetiche esigenze di sicurezza , la sicurezza del mondo intero.
      Non può, perché queste “esigenze di sicurezza” sono state definite “patologiche” da numerosi esponenti e analisti israeliani, anche su questo blog.
      Sappiamo che i diplomatici hanno l’obbligo di fare le dichiarazioni imposte dal governo che rappresentano.
      Sappiamo che i più alti esponenti dell’intelligence israeliana hanno messo in guardia il loro paese dal fare una aggressione militare contro un paese che negli ultimi mille anni non ha mai fatto guerra a nessuno.
      Sappiamo che Netanyahu ha problemi di politica e rivalità interna sia col ministro degli esteri che con quello della Difesa e che questo precario equilibrio lo spinge a rilanciare la crisi per restare al potere .
      Sappiamo tutti che Israele ha rifiutato di firmare il Trattato di non Proliferazione nucleare e si è dotata di un arsenale segreto ( ma non troppo).
      Sappiamo, per notizie di stampa israeliane della scorsa esperienza di governo di Netanyahu , che la moglie non ha i nervi a posto e tu che sei medico sai anche che ” chi si assomiglia, si piglia”.
      In questa fase Netanyahu sta ricattando Obama , facendo finanziare la campagna elettorale del suo rivale per costringere gli USA – che da sempre garantiscono la sua sicurezza e prosperità accollandosi il costo della Difesa – piegarsi al volere del piccolo stato di Israele, che intende sovrapporre la sua malata volontà di potenza, alle valutazioni dell’AIEA, dell’ONU, del 5+1, e di tutti gli analisti ( compresi quelli israeliani).

  • gicecca  On agosto 19, 2012 at 3:18 pm

    Pirandello aveva la moglie pazza, ma certo non lo era. JHWH continua a essere uno, di Allah mi pare che ce ne siano parecchi. Poi, tu che vivrai, vedrai. a settembre devo litigare in condominio; mi basta e avanza. GiC

    • antoniochedice  On agosto 19, 2012 at 3:35 pm

      Leggiti il post che ho appena impostato.
      La religione c’entra come i cavoli a merenda.
      Che poi Pirandello fosse meno matto della moglie…..

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