Daily Archives: agosto 18, 2012

Ecco il golfo in cui passa il 20% del petrolio mondiale. È l’assicurazione sulla vita di Assad e dell’Iran. di Antonio de Martini

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Nella cartina vedete la penisola araba, la parte orientale dell’Arabia saudita con Quatif , la città che si è ribellata ai sauditi- Wahabiti essendo la regione abitata da tribù sciite. Nel golfo, Bahrein base della quinta flotta USA e abitata da sciiti in rivolta contro la dinastia sunnita.
Il re del Baharein, ha ricevuto ” l’aiuto fraterno” dell’Arabia Saudita ed ha faticato non poco a convincere la segretaria di Stato Clinton che la rivolta era aiutata dai vicini iraniani.
Il grande paradosso americano è consistito nel promuovere il ” regime change” in Irak a favore degli sciiti e il “regime change ” in Siria contro gli Alawiti ( che sono una forma di sciitismo) , il “regime change” sembra basato sul principio di maggioranza che però non è applicabile a Israele dove la maggioranza è araba e palestinese.
Una contraddizione che dura dal 1948 e che avvelena la regione.
La legge di maggioranza non è valida per i Curdi abitanti in Turchia e in Siria, ma lo è per quelli abitanti in Irak e in Persia.
Il criterio base sembra essere che gli amici degli USA sono OK e gli altri vanno bombardati.
Questo atteggiamento privo di basi culturali e mirante ad esportare la mentalità americana come fosse Coca Cola, ha come conseguenza pratica il dissanguamento economico dei ” principi ereditari” ( Sauditi, ed Emirati del Golfo) costretti a finanziare tutte le guerre dell’area e il dissanguamento reale di quanti fanno resistenza a un progetto incomprensibile.
Tra sanzioni economiche e bombardamenti il mondo arabo ha pagato un tributo di oltre un milione e mezzo di morti.
Il prezzo pagato dagli USA , oltre ai cinquemila morti in Irak, è consistito nella perdita della immagine del “cavaliere bianco” che si batte per la libertà altrui e nella perdita – strada facendo – di una serie di alleati: il numero dei paesi partecipanti alle ” crociate USA” nel medio Oriente è passato dai 31 paesi della prima campagna irachena ( 1991) con la benedizione ONU, agli otto , in diminuzione, della campagna afgana, ai sei della campagna siriana, con il veto ONU ( di Cina e Russia) alla trovata della “no fly zone”( 2012).
Una brutta preparazione per il confronto in preparazione con la Cina che sarà il tema del prossimo mandato presidenziale .

Ma insomma ci sarà la guerra per la Siria o per l’Iran? di Antonio de Martini

Mentre ero in vacanza in una stretta valle di montagna dove ogni albergo aveva il suo segnale internet che si sovrapponeva agli altri impedendo le comunicazioni se non a pagamento, mi è venuto spontaneo il parallelo con la situazione del Vicino e del Medio Oriente.

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SONDAGGIO TRA I GOVERNANTI NATO: L’AFGANISTAN È UN FALLIMENTO, IN SIRIA NON SI PUÒ INTERVENIRE, LA GRECIA DOVREBBE ESSERE ESPULSA…

LASCIO IN INGLESE IL TESTO INTRODUTTIVO DI UNA RICERCA EFFETTUATA TRA I GOVERNANTI E DIRIGENTI DEI PAESI DELLA NATO PUBBLICATA DALLA NEWSLETTER DELLA N.A.T.O. E I CUI RISULTATI PRINCIPALI HO CONDENSATO NEL TITOLO DEL POST. Continua a leggere

ESERCITO USA: AUMENTANO ANCORA I CASI DI SUICIDIO. IN ITALIA SI COMINCIA COL PIERCING.

Ricorderete che segnalai l’aumento del 40% nel 2011 i casi di suicidio nelle FFAA americane.
Nel 2012 tra gennaio e luglio siamo a quota 165 rispetto ai 116 di tutto il 2011.
A luglio c’é stato il raddoppio rispetto al mese di giugno.
Impressiona il cinismo inerte della classe dirigente civile e militare USA indifferente rispetto al fenomeno che comincia ad assumere proporzioni epidemiche e dovrebbe spingere a rivedere i criteri di reclutamento, di addestramento e di impiego di giovani che – attirati nei ruoli in nome del patriottismo plaudente della provincia americana – finiscono per scoprire di essere detestati quasi ovunque nel mondo, di essere impiegati in compiti che nulla hanno a che fare con la difesa della Patria o dei valori democratici, di svolgere compiti da aguzzini.
L’unico provvedimento che sembra venga preso in considerazione, pare essere lo sviluppo delle armi ” a distanza” quali i DRONE, che consentono di uccidere civili senza vedre il sangue o udire i lamenti degli agonizzanti, anzi dando l’impressione di partecipare a un videogioco.
La degenerazione dei valori etici nelle Forze Armate, sembra essere un disvalore condiviso in occidente e in Italia in particolare, se consideriamo che oltre agli eventi di cronaca nera in cui vengono coinvolti sempre piú spesso militari, lo Stato Maggiore ha emanato una disposizione in cui proibisce il ” piercing”, i tatuaggi a “sfondo razzista o sessuale o offensivi per i credo religiosi”.
Si proibisce con una circolare di servizio a livello nazionale quando i comandanti operativi – specie delle minori unità – hanno ormai rinunziato alla formazione/educazione e cominciano a perdere il controllo del personale che subisce la deleteria influenza di soprasistemi di trasmissione di subculture ” alla Rambo”.
È quel che accade quando si rinunzia alla propria cultura, si abolisce il presidio democratico del servizio di leva e si assorbono i comportamenti dell’alleato egemone del momento.
Entrambe queste notizie le ho recepite dall’Agenzia Italia di oggi, che non è certo un centro di propaganda sovversiva.
Anche per questo motivo, prima ci sganciamo dall’Afganistan ed altre imprese consimili ( Balcani, Vicino Oriente) meglio sarà.

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