LA FRANCIA CHIEDE ALL’ITALIA DI CHIEDERE UN PRESTITO CHE CHIEDE ALLA SPAGNA DI CHIEDERE. I PRESTITI IN EURO SONO COME LA “SORA CAMILLA: TUTTI LI VOGLIONO, NESSUNO LI PIGLIA”. di Antonio de Martini

Avrete notato nei giorni scorsi un intrigante minuetto: il premier spagnolo Rajoy che dichiara che la Spagna NON ha intenzione di chiedere prestiti alla BCE o al Fondo Monetario Internazionale.
Monti va a Madrid e incita la Spagna a chiedere un prestito alle istituzioni europee.
Il presidente Hollande a sua volta stimola l’Italia ad avanzare le sue richieste alla BCE. Il premier Monti che dichiara a chiunque voglia ascoltarlo, che l’Italia farà da sola.

A questo punto interviene il presidente della BCE Draghi, ad ammonire tutti – e l’Italia in particolare – che le imprese potrebbero fallire se non finanziate opportunamente.
L’eccesso di liquidità artificialmente sottratto al mercato comincia a far sentire i suoi effetti e inizia la paura del banchiere: se non mi chiedono i soldi, come potrò continuare a guadagnare?
Le ragioni di tanta ritrosia sono principalmente due:
A) i governi europei paventavano reazioni di maggior impatto da parte delle rispettive popolazioni, ma l’ammortizzatore dei sindacati ha funzionato meglio del previsto. I disoccupati non fanno la rivoluzione e si limitano al mugugno. Gli inasprimenti fiscali e la riduzione generalizzata del tenore di vita, non producono effetti rivoluzionari di particolare rilievo.
B) nessuno dei governi delle tre nazioni latine sembra ansioso di contrarre debiti in Euro. La ragione è semplice: se un paese uscisse dall’Euro dopo aver contratto un debito in quella moneta, rischia di vedere il proprio debito aumentare in una notte dal 10 al 20% ossia dell’importo della svalutazione prevedibile.
Parallelo il ragionamento del Presidente BCE Draghi, che ha capito il pericolo di vedere uscire dall’area Euro qualche ” cliente” ben più importante della grecia e soprattutto di vedere scomparire i paesi nuovi canditati a entrare nell’area della moneta europea, con la conseguenza di una crescente marginalità anche della Banca Centrale da lui presieduta.
Ritengo che se i tre paesi più importanti della zona euro continueranno nel ” surplace” e resisteranno alla tentazione di indebitarsi in euro, il mercato potrebbe trasformarsi in un “mercato del debitore”.
Gli imprenditori iniziano a capire che fallire potrebbe essere una soluzione meno costosa che vivere sotto la spada di Damocle di una altalena di tassi e tasse.
Di qui il nervosismo di Goldman Sachs e del fondo sovrano norvegese che annunziano che liquideranno le loro posizioni di BTP italiani.
L’asino casca quando annunziano che, in sostituzione, compreranno bond americani e giapponesi che si trovano entrambi molto peggio di noi.
Se Monti riesce a resistere, avrà segnato un importante punto a favore dell’Italia ad onta del tradimento di Draghi che ha dovuto schierarsi coi banchieri internazionali.

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Commenti

  • Orazio  On agosto 10, 2012 at 10:40 pm

    Non è che Monti non può più chiedere perchè non ha più collaterale da dare?

  • gicecca  On agosto 11, 2012 at 6:39 am

    Leggetevi l’articolo del greco Deliolanes, che si chiama Dimitri di nome e lo ha scritto sul Foglio di giovedì 9 agosto, e capirete che significa avere tra i piedi un danese come Paul Thomsen che vi controlla i conti in casa vostra; é peggio che avere una suocera di quelle da teatro !! Prima di far entrare in casa gente come quella per avere degli euricchi, Rajoy e Monti ci pensano un po’. Magari uno Sloveno, che era abituato a ben altro, ci pensa meno. Bisogna fare anche a Ferragosto l’euro del sud !!! E mi ripeto un po’. GiC

    • antoniochedice  On agosto 11, 2012 at 8:23 am

      Quando leggi un pezzo interessante, se lo segnali il giorno stesso ci metti in condizione di leggerlo, altrimenti rintracciarlo è più difficile….

      • antibeppegrillo  On agosto 11, 2012 at 9:02 pm

        Ecco il link all’interessante articolo cui fa riferimento gicecca:

        http://www.ilfoglio.it/soloqui/14527

        Pezzo interessante.

        Devo dire che leggendolo mi viene voglia di ospitarli a casa mia questi della Troika. Li vorrei in Italia subito:

        Nessun ascolto a politicanti e simili.

        Nessun rispetto per le alte sfere sindacali.

        Eliminazione dei contratti nazionali che condannano il Sud Italia all’illegalità.

        Nessuna richiesta di tasse, solo tagli di spesa pubblica.

        Nussuna condiscendenza verso gli idioti che immaginano di fare il bene dei lavoratori scaricando costi sulle aziende (che poi falliscono lasciando i lavoratori in strada).

        Viva la Troika! Chiediamo subito il prestito che questi 3 ci possono salvare!

      • antoniochedice  On agosto 11, 2012 at 10:30 pm

        Intanto grazie per il recupero dell’articolo. Come avrai capito, sono poco tecnologico.
        Poi, devo aggiungere una chiarificazione.
        Detesto i politici mediterranei che cercano di mantenere il potere elargendo denari non loro. Trovo patetici i sindacati che fanno finta – con le migliori intenzioni – di voler lottare contro l’inevitabile applicazione di codici e codicilli.
        Vorrei vederli tutti fucilati in Eurovisione.
        Detesto però con eguale intensità questi eurocrati inviati a fare i proconsoli, pieni di spocchia e di pregiudizi razzisti, incapaci di imporsi tenendo conto dello stile di vita mediterraneo. Mancano di capacità di comunicazione personale e politica.
        Trovo incredibile che non esistano persone capaci di nazionalità non EFTA ( la zona di libero scambio, rivale della CEE) in grado di far eseguire gli accordi.
        Per finire , non concordo nemmeno con il giornalista che sembra rimproverare al burocrate europeo – descrivendone il comportamento – l’aver frequentazioni femminili e il godersi la vita .
        È un inizio di mediterraneità da incoraggiare.

  • gicecca  On agosto 12, 2012 at 8:45 am

    Tanto per chiarire come la penso andate su You Tube e digitate Arturas Zuokas, poi cliccate su “Vilnius Mayor a. Zuokas fights illegally parked…” e vedrete un filmato che illustra come io personalmente risolverei il problema del traffico nelle città italiane e tante altre cose. Ma questo mi va benissimo se fossimo noi Italiani a capire queste cose; invece non mi va affatto che sia un Danese qualunque a imporre a casa mia come io mi devo comportare. Buona domenica GiC

  • Roberto  On agosto 13, 2012 at 6:16 pm

    Nel momento che chiedi il paracadute diventi un feudo di Francia e Germania. Meglio uscire dall’Europa e far crollare la baracca oppure dare retta a Katainen detto “la spada del samurainen”

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