AFFIORA IL NUOVO PRESIDENTE SIRIANO ED È GRADITO A MOLTI. ANCHE AD ASSAD. di Antonio de Martini

Il 10 maggio del 1941 ( un mese prima dell’attacco alla Russia) colui che era comunemente considerato il Delfino di Hitler, Rudolf Hess, classe 1894, nato in Alessandria d’ Egitto, decolla con un aereo da caccia dall’aeroporto di Augusta alla volta della Scozia per una missione dai contorni mai chiariti.
Rotti gli schemi ideologici e statuali, Hess, provò, con una motivazione d’altri tempi basata sul valore dell’amicizia con Lord Halifax, a trovare un punto di mediazione politica e non militare a un conflitto che fece poi trenta milioni di morti.
Il ricordo del fatto e qualche analogia letta sul Al Akhbar, mi sono tornati alla mente, esaminando il caso del generale Ahmed Manaf Tlass che dai primi di luglio risulta ” assente ingiustificato” dal comando della Brigata 105 della Guardia Repubblicana, quella incaricata della Difesa della capitale.

Il nome Tlass è molto noto in tutto il Levante.
Il padre, Mustafa, ha retto il Ministero della Difesa siriano per il ventennio in cui l’esercito siriano ha svolto il compito di Peacekeeper ( e occupante per anni ) nel Libano per conto della Lega Araba e su finanziamento Saudita. Ha riarmato le FFAA coi Russi. Credo fosse ancora Ministro durante la prima guerra del Golfo in cui la Siria di Assad-padre partecipò con 1600 uomini alla coalizione contro Saddam Hussein.
Il suo rapporto con gli Assad è sempre stato perfetto e ne è prova l’incarico svolto e la durata.
Si tratta dunque di un uomo dai solidi canali di comunicazione con USA ,Sauditi e Russi, molto presenti a Cipro e in questa crisi.
Pensavo fosse morto, invece sembra vivissimo.
Il figlio, Manaf, è comparso ieri e dalla emittente del Dubai ( si noti: non Al jazira la filo USA) ha esortato i siriani a difendere il valore supremo dell’Unità nazionale e a preparare il dopo Assad. Mezza Siria lo indica come il curatore della transizione.
Approfondendo, si scoprono alcuni fatti:
A) il generale è l’amico del cuore di Bashar el Assad da sempre. Sono cresciuti assieme
B) durante l’anno in cui ha svolto con le sue truppe funzioni di ordine pubblico, si è distinto più per le mediazioni svolte coi rivoltosi ( ad esempio a Douma, Moademieh e Daraya) che per attività di repressione.
C) Manaf non ha fatto mistero della sua posizione che assomiglia a quella di questo blog: esiste un progetto antisiriano preciso dovuto anche al fatto che la Siria galleggia sul ” Leviathan” il mega giacimento di gas rivelato di recente; esistono tre metodi per affrontare il problema: quello poliziesco, quello militare e quello politico e i primi due sono quelli sbagliati.
D) non ha usato vie di fuga rocambolesche verso la Turchia o l’Irak, ma si è fatto precedere dalla moglie Tala a Beirut , l’ha raggiunta e sono partiti verso Parigi usando i loro passaporti su un volo di linea.
E) il padre, che si trovava a Cipro – forse a negoziare ? – avutane notizia , lo ha raggiunto a Parigi dopo aver dichiarato alla stampa che suo figlio era Bashar el Assad. Ora abitano assieme.
F) ufficiale ” nemico” in territorio francese, non risulta agli arresti . Forse la Francia ” paga” il trattamento di riguardo dato ai 13 prigionieri francesi catturati dai siriani nel dintorni di Homs.
G) la moglie Tala, mentre era a Beirut pare abbia confidato a qualcuno che il marito intendesse raggiungere l’Arabia Saudita.

È probabile che Ahmed Manaf Tlass abbia ( in contrasto con la fazione ” poliziesca” del regime che ha sabotato un paio delle sue mediazioni sul terreno) in mente di mantenere l’Unità nazionale minacciata da chi vuole indebolire la Siria ( Drusi, kurdi) ed offrire la soluzione politica : un comitato militare di transizione con tutte le componenti del paese come fatto in Egitto del dopo Mubarak; evitare che il bagno di sangue iniziato dopo la sua partenza si prolunghi e salvare il suo amico fraterno assicurando la transizione voluta dalla coalizione.
La relazioni del padre con sauditi e americani e russi sono la sua polizza di assicurazione.
La comunicazione dal Dubai e non dal Quatar, e gli attacchi concentrati sulle sedi dell’intelligence ( non sull’esercito) siriana sembrano segnali in questo senso.
Lo spostamento dei depositi di gas nervini dalla zona dei combattimenti verso aree di maggior sicurezza sono state definite ” un gesto responsabile” da un ” senior intelligence officer” americano.

Diventa essenziale riconoscere l’emergenza umanitaria della popolazione affamata, evitare un bagno di sangue e ricordare che tra le minoranze siriane c’è un milione e mezzo di Cristiani.

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Commenti

  • alexfaro  On luglio 26, 2012 at 2:18 pm

    scusa ma puoi mettere almeno la fonte di queste notizie di cui ci stai informando?
    non metto in dubbio la tua analisi,ma siamo sicuri che gli avvenimenti si stiano svolgendo proprio così?
    un saluto
    alexfaro

    • antoniochedice  On luglio 27, 2012 at 6:35 am

      Caro Alex, mi accorgo che la mia risposta è scomparsa nei meandri di internet.
      Alcune sono notizie di pubblico dominio. Alcune le ho riprese da Al Khabar e l’ho scritto.
      Altri segnali li ho interpretati ( l’apparizione in una TV di proprietà saudita)
      Oltre alle cose che ho descritto, ci sono certamente altri avvenimenti concomitanti che potrebbero cambiare la situazione. Ad esempio la traduzione dell’intervista.
      Mentre Manaf non ha pronunziato nessuna accusa contro assad, nelle traduzione ci sono anche insulti rivolti al presidente siriano.
      Segno evidente che ci sono anche forze che si oppongono a una soluzione politica.

  • Francesco Venanzi  On luglio 26, 2012 at 2:56 pm

    il punto E non è chiaro.

    • antoniochedice  On luglio 26, 2012 at 3:42 pm

      Chiedo scusa. Cerco di spiegarmi meglio senza dilungarmi troppo. Mustafa TLASS al momento in cui ha saputo della defezione del figlio, si trovava a Cipro. A Cipro non c’è nulla che possa attrarre un potentato abituato a Parigi o Marbella. Ne ho dedotto che ha incontrato qualcuno che non voleva/poteva entrare in Siria. Dopo aver pubblicamente dichiarato che il suo figlio era Bashar el Assad, ci si sarebbe aspettato che andasse a Damasco. Invece si è diretto a Parigi dove c’era il “disertore”. Lite? NO, hanno casa assieme. In più a Parigi vengono raggiunti dalla figlia/sorella, sposata con Acram HOGGIA, un siriano ormai diventato saudita, broker dell’industria bellica francese in Arabia Saudita e paesi limitrofi. Ssieme costituiscono una lobby imbattibile. Se a questo aggiungi che i TLASS, pur leali agli Assad , sono sunniti, il gioco è fatto. Spero di essere stato chiaro. Mi scuso, ma i racconti d0riente sono come le mille e una notte: interminabili, intersecati interessanti.

  • Francesco Venanzi  On luglio 26, 2012 at 5:02 pm

    continuo a non capire. Come può Mustafà Tlass dichiarare di essere il padre di Bashar el Assad? Lo è o è una menzogna? E a che serviva questa dichiarazione?
    Scusa, ma non entro facilmente nelle logiche orientali.

    • antoniochedice  On luglio 26, 2012 at 5:26 pm

      Intendeva dire che lo ama come un figlio. Intendeva con questo sconfessare il gesto politico del figlio naturale di fronte ai giornalisti.

  • Roberto  On luglio 27, 2012 at 3:17 pm

    Vi svelo un segreto: il prossimo presidente siriano sarà un pisano. Dopo averli fatti diventare livornesi bisognava dargli qualcosa…

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