BULGARIA E SIRIA. DITELO CON LE BOMBE O CON UN ATTENTATO. COSTA DI MENO E RENDE DI PIÙ. di Antonio de Martini

Quando il frastuono della propaganda si fa assordante, confuso, sfrontato, il sistema più efficace per mandare un messaggio semplice e inequivoco, è quello delle bombe. Anonime nella esecuzione e nei mandanti, chiarissime quanto a destinatario, prevedibili negli effetti politici , contenute nei costi.

La bomba che uccise nel giugno 1942 a Praga il famigerato SS Reinhard Heidrich aveva il triplice scopo di eliminare ” la testa pensante di Himmler” , provocare una rappresaglia sulla popolazione che alienasse le simpatie dei Cecoslovacchi nei confronti della Germania e mandasse un messaggio a tutti i gauleiter del terzo Rech: non sei immortale. Sei un bersaglio raggiungibile.
L’attentato a Hitler del 20 luglio 1944 , invece, non fu pianificato dagli alleati, bensì ideato da una élite di congiurati , che volevano sperare in un putsch per rendere meno dura la resa della Germania. I congiurati, in maggioranza Junkers prussiani con l’aggiunta di qualche eroe di guerra alla Rommel, erano in realtà senza alcun aggancio nella società civile.
Fidavano nello spirito gregario dei tedeschi e nell’abitudine a obbedire ad un qualsiasi ordine costituito. Pensavano che ottenuta la pace dagli alleati, la popolarità avrebbe seguito.
l’attentato a De Gaulle , quello del Petit -Clamart del 22 agosto del 1962, ebbe una matrice idealistica simile: uccidere il capo per interrompere un processo politico-militare visto come ineluttabile ( l’indipendenza Algerina) fintanto che il capo vive e ottiene fedeltà.
L’attentato a John Kennedy interruppe la politica del fratello Robert ( ministro della giustizia) di schiacciamento delle forze sindacali che avendo determinato con la frode la vittoria elettorale di kennedy, intendevano ottenere gratitudini di stampo mafioso tale Per cui il Presidente non poteva cedere senza identificarsi con la malavita alla Jimmy Hoffa.

la bomba di via Rasella, a Roma nel 1944, nacque con la certezza di provocare il riflesso bestiale che facesse pendere una opinione pubblica incerta e frastornata dal susseguirsi degli eventi dell’autunno 1943, verso il movimento partigiano che andava formandosi al nord , ma inesistente a Roma in forma organizzata dopo la cattura del colonnello Montezemolo.
Che si sia trattato di un attentato alla amatriciana, è dimostrato dalle memorie del Senatore Giuseppe Caronia ( uno dei fondatori del partito popolare con Sturzo e con De Gasperi e in seguito fondatore della Unione Democratica per la Nuova Repubblica con Pacciardi , Cadorna e Tomaso Smith) .
A pagina 217 delle sue memorie ( ” Con Sturzo e con De Gasperi ” prefazioni di Andreotti e Gonella. Ed Cinque Lune 1979) l’illustre pediatra fu contattato da un suo ex paziente che gli consigliò di tenere aperte le finestre di casa perché i vetri di casa ( via quattro fontane prospiciente via Rasella ) non subissero danni all’epoca difficilmente riparabili.
Attentati che vogliono mantenere un clima di odio, sono – oggi – quelli che vengono fatti a intervalli Regolari con l’invio di proietti senza reale obiettivo dalla striscia di Gaza verso insediamenti israeliani.
Servono a provocare rappresaglie che mantengono compatta la popolazione dietro le insegne di Hamas.
Un periodo di pace é un grande pericolo per chi fa della manutenzione dell’odio la propria ragione esistenziale.

PRIMA PARTE . CONTINUA STASERA .

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Commenti

  • Roberto  On luglio 20, 2012 at 3:51 pm

    Se a quei brodi che si fanno saltare per aria gli dicessero che invece delle 72 vergini trovano il busone la smetterebbero…..

  • gicecca  On luglio 20, 2012 at 4:57 pm

    Il prof. Caronia era un buon pediatra (più che altro un infettivologo), ma anche per lui la politica aveva prima giocato un ruolo alquanto negativo per poi ricompensarlo forse oltre i suoi meriti con la carica di rettore dell’Università allora unica di Roma. L’ingresso della sua abitazione era sulla salita di san Nicola da Tolentino, e penso che l’avvertimento che gli fu dato per le finestre fosse un po’ eccessivo, dato che tra via Rasella e la sua abitazione c’é un bel po’ di spazio. La direzione della clinica pediatrica della Sapienza fu uno dei primissimi casi di spartizione politica dell’Università. Venne creata subito dopo la liberazione, mi pare nel 1945, una seconda cattedra -allora all’Università si andava in quattro gatti e non c’era affatto bisogno di sdoppiamenti- affidando la seconda al prof. Gino Frontali, che tra noi studenti si diceva fosse, diremmo oggi, “di sinistra” (azionista ?), laddove Caronia era tipicamente DC come indica anche il fatto che il suo libro venne stampato a piazza delle 5 lune.
    Le bombe servono solo ad ammazzare un po’ di gente che non c’entra nulla, come il povero ragazzino di via Rasella che andava dal tipografo a lavorare e come capiterà, passata l’emozione, a quei poveretti andati, invece che in Bulgaria, in una eterna vacanza. Spero che la reazione di Israele non avvii un processo gravissimo e irreversibile. GiC

    • antoniochedice  On luglio 20, 2012 at 5:24 pm

      Il professor Caronia fu scelto come prorettore dell’Università di Roma all’indomani della liberazione dal comando alleato, pertanto non certamente per meriti accademici, ma perchè aveva insegnato come visiting professor in California.così come Tomaso Smith fu scelto come direttore de Il Messaggero di Roma , essendo l’ unico giornalista licenziato anni prima perché antifascista.
      Ad onor del vero, Tomaso Smith creò poi il Momento sera e il Pese sera, coprendo il buco delle notixie serali che venne poi coperto
      Dalla TV.
      Colgo l’occasione per rettificare la citazione: è a pagina 217 e non a pag 65.
      ” l’attentatore, che era uno studente di Medicina assai devoto al Caronia, che lo aveva curato, da bambino, si era presentato a casa del Caronia e gli aveva raccomandato di non lasciar chiuse le finestre della sua abitazione il giorno seguente tra le 15 e le 16 , perche vi sarebbe stato un attentato e si sarebbero potuti rompere i vetri.” ecc. Il libro conclude assicurando che la casa Caronia tremò per l’esplosione, ma i vetri rimasero integri. Avevo illustrato laccaduto come esempio di attentato all’italiana. Cvd

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