COSA E’ CAMBIATO E COSA PUO’ CAMBIARE. TORNA LA POLITICA E I CONSERVATORI SONO ORMAI FUORI GIOCO IN TUTTA EUROPA. . di Antonio de Martini

Nel Post che ho scritto il 25 Marzo Scorso ” Perché liberarsi di Sarkozy è essenziale per il futuro dell’Europa mediterranea” ipotizzavo fosse necessario liberarsi dell’alleato acritico della Merkel per ridare speranza all’Europa, specie quella mediterranea.
Il nuovo Presidente francese , un politico a tempo pieno , ha capito che la via dell’Europa e quella del mercato coincidono solo in tempi di vacche grasse. Nei momenti di difficoltà lo spirito europeo è fatto più di solidarietà cattolica che di meritocrazia e rigorismo protestante.

A livello internazionale, hanno smesso di chiamarci PIIGS . Adesso siamo ” il Club Med” e questo non mi dispiace, anche per altre ragioni che espongo di seguito.
Monti ha assunto di fatto la rappresentanza dei dieci paesi della Unione Europea , ma non affiliati alla moneta unica e che la Merkel tendeva a considerare ” untermenchen” .
Da ieri, il Club Med e il Lussemburgo, più i dieci paesi della UE che non hanno adottato l’Euro, costituiscono LA MAGGIORANZA dei 27 paesi dell’Unione.
A fianco della Germania, Finlandia e Olanda che la Merkel, quando ha deciso di non resistere ulteriormente, ha spiazzato.
La Francia, sbarazzandosi del partner tedesco e sostituendolo con le due sorelle latine, mira alla leadership europea incontrastata e ha avuto gioco facile per la scontata rigidità della controparte e per l’autoesclusione di Cameron in un momento delicatissimo.
L’economia sta per cedere il passo alla politica con la P maiuscola.
La nuova baldanza dei paesi ” latini” costituirà una calamita per i paesi balcanici che guardavano a Nord; può diventare l’embrione vitale di una coalizione mediterranea basata anche sulla tradizionale differenza tra la grassa agricoltura germano/danese/polacca e quella mediterranea , finalmente in grado di adempiere alla dichiarazione di Barcellona 2010 – rimasta sulla carta – che prometteva un mercato unico con l’Europa a Egitto, Palestina, Israele e Magreb.
A livello nazionale , Monti avrà via libera per i decisivi tagli al bilancio e le elezioni si faranno la prossima primavera con conseguente decollo delle operazioni politiche predisposte dagli strateghi dei partiti per ricostruire schieramenti e contenuti, ora che hanno finalmente tempi certi.
La Germania sta sperimentando cosa si prova ad essere un gigante economico e un nano politico.
Le proposte tedesche di maggior integrazione europea fatte nel 2000 , la principale è l’elezione a suffragio universale del Presidente Europeo, adesso contrastano con la nuova maggioranza dei 14 paesi che preferiranno consolidare il risultato evitando di subire il peso demografico della Germania.
Monti e equivarrebbe a una vera e propria Pole Position, altro che stare qui a chiacchierare con Alfano.
La Francia, forte delle sue istituzioni golliste, accettate e validate anche dall’opposizione socialista , ha dimostrato di essere l’unico paese veramente democratico in cui le alternative sono possibili , si realizzano, coesistono, pensano in termini geopolitici.
La Francia, per assumere la leadership, deve affrontare il nodo economico della crescita e sviluppo europeo e quello politico che è presto definito: liberare gli europei dalla tirannia della finanza internazionale e riprendere il controllo del sistema bancario privato senza mettere in crisi i rapporti transatlantici.
Filippo il bello spennò i templari nel modo che sappiamo , Carlo VIII il papato, il Direttorio per reggere agli ” assegnati” – i derivati di fine settecento – spedì Napoleone a saccheggiare l’Italia, François Hollande, se vorrà dovrà trovare – e presto- il modo di spennare il sistema bancario internazionale riducendo i tassi di interesse a tutto il mondo e magari anche il capitale.

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Commenti

  • urc  On luglio 1, 2012 at 9:16 am

    L’analisi è corretta, il problema è la variabile USA, che ricordiamolo: è stato il focolaio della pandemia economica di questi anni,insieme all’insipienza dei gorvernanti di casa nostra e degli altri paesi europei coinvolti. A questo si deve aggiungere: riusciranno Hollande, Monti e Rajoy a mantenere coerentemente le promesse di crescita nel rigore?

    • antoniochedice  On luglio 1, 2012 at 10:56 am

      La Crescita presuppone un aumento della quantità di moneta ed un aumento della sua velocità di circolazione.
      Se per “rigore” intendiamo, pagare e far pagare le tasse a tutti ed evitare gli sprechi , concentrarsi sulle scelte di politica economica con coerenza ed efficacia, la risposta è si, hai ragione.
      Se invece per rigore intendono quel comportamento un po’ ipocrita e piagnone che è sempre stato una delle principali , pompose , caratteristiche della dirigenza di tutti i tempi, allora potremo contare sul solo effetto psicologico del ripreso cammino Europeo e – utinam – della vittoria della nazionale di calcio.

  • simone  On luglio 2, 2012 at 2:39 pm

    > A fianco della Germania, Finlandia e Olanda che la Merkel, quando ha deciso di non resistere ulteriormente, ha spiazzato.

    A quanto pare la Merkel non ha ceduto un bel niente. Leggetevi questo articolo fresco fresco:

    http://af.reuters.com/article/worldNews/idAFBRE8610L520120702?sp=true

    Monti sa benissimo che l’accordo siglato a Bruxelles non è una vittoria per l’Italia e che non ha messo all’angolo la Kancelliera. Ha fatto solo un’operazione immagine per far vedere che la massaia di Berlino è stata battuta. E i giornali di quasi tutto il mondo come si dice a Roma hanno “imboccato”.

    • antoniochedice  On luglio 2, 2012 at 3:03 pm

      Se leggi il post successivo, si intitola ” dov’è la vittoria? Come vedi la Reuters è in ritardo. C’è un ma: se tutta la tribù dice che lo stregone fa venire la pioggia ed io sostengo che sono particolari condizioni atmosferiche, chi è il matto? Risposta, io perché il collettivo ha sempre ragione. Adesso una serie di opinion leaders si affanna a dire che non ci sono vincitori né vinti. Vero. E’ per evitare queste sensazioni uterine che MONTI ha proposto di allargare a gruppi di eletti il Consiglio dei capi di stato e di governo. COSì UNA DECISIONE NON VERRà Più TARGATA COME LA VITTORIA O LA SCONFITTA DI UNO STATO. Solo che se questa decisione passa, sarà una vittoria di Monti…..

      Antonio de Martini

      Da:

  • antoniochedice  On febbraio 19, 2014 at 6:38 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    ANALISI ANCORA VALIDA SULLE ALTERNANZE TRA CONSERVATORI E “PROGRESSISTI”

  • donato  On febbraio 19, 2014 at 11:49 pm

    Purtroppo Hollande non lo ha fatto

    • antoniochedice  On febbraio 19, 2014 at 11:51 pm

      Ha preferito attività più Gayet

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