PER RISOLVERE LA CRISI ITALIANA di CARLO CADORNA

Da quando il Prof. Monti è stato chiamato a risolvere la crisi italiana  una cosa è risultata chiara, anche dalle Sue dichiarazioni.

Intende disincentivare la rendita e favorire il lavoro.

Poichè la rendita è prevalentemente immobiliare,  ha diminuito  i guadagni (detrazione dal 15 al 5%)  e raddoppiato le tasse (IMU).

Invece, i provvedimenti per incentivare il lavoro non sembrano aver  raggiunto lo scopo dal momento che, ad esempio,  il Dott. Marchionne ha rinunciato  ad investire in Italia (20 mld.).

Di conseguenza, il risultato è quantomeno dubbio.  Ma io desidero   chiedermi se la formula del Prof. Monti corrisponda veramente agli

interessi del popolo italiano.

Innanzitutto, il risparmio volto ad assicurare una crescita economica e   sociale ai figli è,  non solo un grande incentivo per la produttività del

lavoro, ma forse l’unico veramente efficace.  Questo dice l’analisi del  passato.  Una società dove non vi è possibilità di accumulo va bene

per i disperati:  la nostra civiltà è fondata invece sulle sicurezze indotte   dal risparmio,  base di partenza per la valorizzazione della famiglia.

Piuttosto, un problema italiano è l’eccessiva tassazione del lavoro  rapportata a quella della rendita.

Ma i problemi italiani sono altri: il funzionamento della giustizia, la  corruzione, il costo e l’inefficienza della classe dirigente.

I tre problemi sono collegati tra loro: i problemi della classe dirigente si risolvono togliendole ogni privilegio:

in questo modo sarà appetibile  soltanto per le persone come Pacciardi.  Per assicurare il funzionamento

della giustizia, basta che i magistrati siano pagati e progrediscano    nella carriera secondo il loro rendimento;  la soluzione di questi due

problemi farà sparire il terzo. Il problema, quindi, è come ottenere queste soluzioni.

Io credo che potrebbe essere l’aggravarsi della crisi a renderle necessarie  ed urgenti se queste vengono prospettate e diffuse nella rete unitamente

alla riforma costituzionale.

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Commenti

  • urc  On giugno 22, 2012 at 12:40 pm

    Concordo pienamente sulle inefficenze della classe dirigente, da cui discende il caso Marchionne, le aziende che funzionano bene hanno un sistema efficace, non è sufficente una persona.

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