ENNIO FLAIANO – PREMIO STREGA 1947 con “Tempo di uccidere” – NON SI E’ LIMITATO A SCRIVERE SOGGETTI E SCENEGGIATURE TRA CUI LA ” DOLCE VITA”. LEGGETEVI QUESTA LETTERA DAL PASSATO.

Sono pressocché certo che le nuove generazioni non sanno nulla di Ennio Flaiano. Un intellettuale di provincia nato nel Pescarese. E’ sconosciuto ai più, eppure si tratta di uno degli spiriti più lucidi e brillanti del dopoguerra.

Inurbatosi nella Capitale, si guadagnò da vivere nel mondo del Cinema, all’ombra di Federico Fellini, come soggetista e sceneggiatore e come critico cinematografico e teatrale. Memorabili molte sue battute, anche se non sembrava un tipo allegro. Per niente.

Per darvene un assaggio, eccovi un piccolo incentivo a comprare qualche suo scritto, prima di lasciarvi a meditare sul breve periodo che riproduco qui sotto.

Siamo a Piazza del Popolo a Roma. Bar Rosati , fine anni cinquanta. La Dolce vita non era ancora scritta, ma si praticava. Al solito tavolino, per il solito aperitivo, sono in quattro: tre militanti comunisti ( Guttuso, Marzotto e Feltrinelli) e il povero Flaiano che si vede circondato dagli amici che insistono perché si iscriva al PCI. E’ in corso la campagna per il tesseramento ( un tempo si usava). Flaiano resta un momento in silenzio come in meditazione, guarda il suo cappotto un pò dimesso e squadra i tre milionari rossi. Poi fulmineo e umile, senza un sorriso: “non me lo posso permettere.”

QUESTO PERIODO CHE VI PROPONGO E’ TRATTO DA ” LA SOLITUDINE DEL SATIRO” (di Ennio Flaiano. EDIZIONI BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI . BUR) PAG 166.

Voi scambiate la vostra noia per indignazione morale.

Volete rompere il vasellame non perché avete deciso di farne a meno, ma solo perché adesso siete sazi.

La libertà vi fa orrore ora che nessuno ve la toglie.

Anelate alla vita semplice e gregaria delle formiche, vi occorre un capo da adorare. Ne avrete due a scelta: l’entomologo e il formichiere.”

A me pare che questa descrizione illustri bene lo spirito che pervade i nuovi giacobini di questa settimana; felici, finalmente, di aver preso Bertoldo e Bertoldino con le dita nella marmellata. Non perdonano a Bossi di aver disturbato l’entomologo e gridano al crucifige.

Nota : non comprate altre edizioni, quella di Einaudi ( o Feltrinelli?) non contiene l’ultima frase….

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Commenti

  • gicecca  On aprile 10, 2012 at 4:07 pm

    Ecco un altro dei “pensierini” di Flaiano: “Da quando l’uomo non crede più all’inferno, ha trasformato in un inferno la sua vita. Ne ha proprio bisogno”. Credo che valga soprattutto oggi. GiC

  • Sigmund  On luglio 13, 2014 at 4:58 pm

    Non conoscevo questo ultimo pensiero di Flaiano, ma effettivamente sembra illustrare in pieno la situazione attuale. Per completare l’opera ora manca solo la guerra.

    • antoniochedice  On luglio 14, 2014 at 12:59 am

      Non si rassegni. Cominci a parlare di neutralità dell’Italia

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