Monthly Archives: ottobre 2011

UNA TEMPESTA SUL NULLA: L’UNESCO NON E’ MAI PIACIUTA AGLI USA E VICEVERSA, MA…

Irina Bokova, dieci anni nel partito comunista bulgaro, attuale direttore generale dell’UNESCO, e’ riuscita a fare entrare l’ANP nell’UNESCO, l’ente culturale delle Nazioni Unite.
Si tratta del terzo tempo della polemica silente e velenosa tra Benjamin Netanihau e il governo americano.
Il governo USA già’ una volta aveva fatto sentire tutto il suo peso, ottenendo l’allontanamento del falco Netaniahu da primo ministro a causa delle sue prese di posizione giudicate troppo intransigenti.
La mossa del premier dell’autorità palestinese mirante a premere per ottenere il riconoscimento della Palestina all’ONU, aveva irritato Netanihau ed il suo superfalco Lieberman che il premier israeliano ha insediato agli esteri proprio per coprirsi a destra.
La risposta israeliana non si era fatta attendere ed e’ consistita nel semi-riconoscimento di fatto di Hamas ottenuto indirettamente con la trattativa per la liberazione del sergente Shalit.
Col fatto di aver accettato di liberare , in cambio del sergente, quasi mille prigionieri palestinesi,Israele ha oscurato la mossa diplomatica di Abu Mazen- il premier palestinese in pectore- della richiesta di riconoscimento all’ONU e ha fatto del capo di Hamas un vincitore popolarissimo.
Mai nessuno aveva ottenuto la liberazione di un palestinese coinvolto in atti di resistenza ( se si eccettua la liberazione di Hilarion Cappuchi, Vescovo greco cattolico di Gerusalemme, ottenuta dal Vaticano, a fine anni settanta.)
La risposta americana, per interposta persona, e’ stata l’accoglimento dell’ANP in seno all’UNESCO che e’ l’anticamera del riconoscimento della Nazioni Unite.
Impensabile che 107 paesi – compresa Francia e Gran Bretagna- decidano di ” riconoscere” l’ANP in un momento tanto delicato della politica e dell’ economia internazionali, senza un’intesa ai massimi livelli.
Italia e Germania , già’ escluse dall’affare Libico, fuori anche in questa ” combine” si sono astenute.
La lobby israeliana ha reagito con furia e immediatezza, ma la sanzione era tata gia’ prevista e fissata dalla stesa lobby filo Israele: “sospensione dei finanziamenti a qualsiasi organizzazione internazionale che riconosca i palestinesi prima che questi firmino la pace con Israele”.
Ecco come una cautela predisposta con cura si e’ trasformata in una trappola.
Anche per i finanziamenti da togliere gli USA possono trovare una via di uscita.
UNESCO ha come principale programma, l’addestramento di seicentomila maestri di base in Afganistan. Senza questo programma ( e quello di ” early warning” degli tsunami nel Pacifico) l’attività non militare in Afganistan e Waziristan, perderebbe ogni senso, se mai ne ebbe uno.
I fondi passeranno per qualche altro canale, arricchiti dall’apporto di insegnanti palestinesi.
L’Arabo e’ una delle lingue ufficiali dell’ UNESCO e i palestinesi hanno uno dei più’ alti tassi di professori disoccupati , mentre la loro presenza sul teatro Afgano, avrebbe un valore politico evidente.
Gli Stati uniti non hanno mai amato l’organizzazione culturale dell’ONU e nel 1984 erano giunti ad uscirsene per protesta contro un ordine del giorno che qualificava Israele come “Stato razzista”.
Sono rientrati nel 1995 e da allora hanno imparato ad usare l’arma della persuasione a tutti azimut.
Superfluo far notare che da quando l’UE si e’ dotata di un ” portavoce autorevole” per esprimersi con una sola voce, le occasioni di prese di posizioni comuni sono sempre più’ rare.
Il fatto che questo portavoce sia inglese – un paese che non fa parte dell’euro – non e’ casuale.

Antonio de Martini

HO ESERCITATO CENSURA

IL SIG FRANCESCO PAOLO D’AURIA, COSì SI FIRMA, HA INVIATO UNA MAIL IN CUI INSULTAVA CHURCHILL, ROOSEVELT E FORSE ALTRI.

NON HO CONTINUATO A LEGGERE E L’HO CANCELLATO.

IN QUESTO SITO SI PARLA DI GEOPOLITICA, ECONOMIA, STORIA, POLITICA INTERNA ED ESTERA, POLITICA MILITARE, PROGETTI DI ESPANSIONE ,  MA NON SI INSULTA NESSUNO. SI CERCA DI CAPIRE COSA AVVIENE E COSA AVVERRA’

UN GRAZIE AL SIG D’AURIA CHE MI HA FATTO PROVARE IL BRIVIDO DI FARE IL CENSORE. PUO’ PROVARE A RISCRIVERE IL SUO POST  SENZA GLI INSULTI.

 

L ‘ INGHILTERRA ( e Cameron) E’ ALLA FRUTTA ?

Il governo inglese comincia a dare segni di frattura all’interno della maggioranza ( un quarto dei parlamentari conservatori ha votato un ordine de giorno chiedendo di indire un referendum sull’uscita dalla UE)- nell’Euro l’Inghilterra non e’ mai entrata- mentre l’ Eurobarometro , il sistema di sondaggi della Unione Europea, annunzia che solo il 35% degli inglesi considera l’Unione Europea una “cosa buona”.
Il governatore della Banca d’Inghilterra ha annunziato una seconda iniezione di “quantitative easing”, ossia una immissione di 75 miliardi di Sterline sul mercato, ritenuti comunque insufficienti per scongiurare la depressione economica.
Il sistema pensionistico inglese presenta un deficit annuo di 1,3 miliardi di sterline, mentre l’INPS ha dichiarato 9 miliardi di euro di utili quest’anno.
100 economisti inglesi hanno firmato un appello al ministro delle Finanze Osborne, invitandolo a cambiare politica.
E’ appena il caso di ricordare che il governo di Sua Maesta’ ha nazionalizzato tutte le principali banche del paese e si trova a dover gestire le grane di Islanda e Irlanda, al punto chr lascia trasparire correnti di pensiero favorevoli all’indipendenza della Scozia, forse per sbarazzarsi della RBS , la. Royal Bank of Scotland, che continua a macinare perdite.
Nick Clegg, il vice primo ministro. Leader del partito liberal democratico, ha ammesso ufficialmente che “sarebbe un suicidio economico cercare di uscire o rinegoziare i termini di permanenza nella UE” .
A chi propone l’alternativa di una partnership atlantica con gli USA, Clegg ha risposto che la partnership inglese interessa agli USA nella misura in cui l’Inghilterra facendo parte della UE riesce a influenzarne le sorti ( ” because of our sway”). viva la sincerita’.
Il deficit inglese ha dimensioni spagnole ed e’ la riprova che quando si esercita influenza e potere, l’entità del debito assume importanza secondaria.
Il vero problema oggi e’ la strategia duplice che si presenta al mondo per uscire dalla crisi: il quantitative easing di USA e UK da una parte e la politica della lesina e dello scontro sociale della Germania, che può’ contare su un popolo disciplinato fino al pecoronismo.
La ragione per cui noi italiani ci siamo messi coi taccagni disciplinati, ha del miracoloso.

Antonio de Martini

ECCO IL SIGNOR STEPHEN MCINERNEY

Nel post del 29 ottobre, ” l’uomo della Primavera araba” ho accennato a Stephen Mcinerney come al direttore del progetto POMED col quale gli USA hanno creato i presupposti della ” spinta democratica” che ha fatto saltare tre regimi ben saldi e messo in forse l’esistenza di altri due ( almeno).
In realta’agenti il numero odierno di Foreign Policy ne cita altri sette tra i cattivi, includendo finalmente anche la Guinea Equatoriale.
Ho trovato la foto del Mcinerney e mi e’ parso giusto pubblicarla , se l’IPad mi assiste.
Non si direbbe un intellettuale, ma forse sbaglio. Non mi intendo di fisionomica.
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AFRICA: IL KENIA BOMBARDA LA SOMALIA( O QUEL CHE NE RESTA)

Il pretesto con cui l’Italia inizio’ l’invasione dell’Etiopia nel 1935, fu una serie di incidenti ai pozzi di UAL-UAL.
Da allora poco e’ cambiato se il pretesto keniota per bombardare un campo profughi e’ stato che c’è erano delle scorribande della organizzazione “as shabab”. In arabo: i ragazzi.
Tutta la vasta area tra la provincia etiopica del Ghemu Gofa, la Somalia a Ovest dei fiumi GIUBA e OMO ed il Kenia e’ zona di nomadi che vive di pastorizia ambulante. Quando un pastore ( e la sua famiglia) incontrano qualcuno, in genere avviene in corrispondenza di punti di abbeverata, spara qualche colpo in aria per far capire che e’ armato e disposto a combattere per non farsi depredare.
I confini sono incerti, ereditati dalle potenze coloniali che spesso hanno suddiviso un territorio senza tener conto della realtà’ secolare preesistente.
Dalla caduta del presidente somalo Siad Barre in poi, i confini sono diventati un concetto di tipo teologico. L’invasione etiopica del 2004/2005, finanziata dagli americani che si ritirarono, dopo uno sbarco in diretta TV, a causa dell’abbattimento di un elicottero ” Blackhawk” – ne hanno fatto un film- non ha aiutato a definire la situazione, i confini e le prospettive di questo paese .
Tutti vorrebbero mettere le cose a posto, ma nessuno e’ disposto a rischiare i due reggimenti ed i 50 carri armati necessari per prendere il controllo della situazione e ristabilire l’ordine.
Dopo aver cercato di combattere fino all’ultimo etiopico, gli occidentali adesso cercano di raggiungere i loro – evanescenti – obiettivi, impiegando i kenioti.
Il bilancio del primo bombardamento aereo e’ stato di 12 morti ( agenzia Italia di oggi) di cui 6
bambini.
Questo ritorno alle maniere forti segna l’entrata in scena dei francesi , dopo che numerosi tentativi di mediazione italiana si sono infranti sugli scogli del dover mettere di’ accordo una miriade di famiglie suddivise in decine di clan che a loro volta appartengono a più etnie.
Lo scoglio principale consiste nel fatto che non si può’ pretendere di far,e da giudice nei giorni feriali e poi nel week end tornare a Nairobi per distendersi un po’ o magari farsi le vacanze nel trentino.
Più’ un popolo e’ fiero e guerriero, più’ – se lo vuoi governare – devi viverci assieme.
Il paradosso e’ che ai somali il gusto del combattimento glielo abbiamo dato noi. fino alla campagna del 1935, i somali erano sempre stati sconfitti dagli etiopi. Graziani riuscì’ a farli marciare e vincere.
Il punto di equilibrio post bellico lo avevamo trovato in Siad Barre, ma poi un bel giorno gli USA fecero notare che dopo un certo numero di anni, bisognava dare democrazia anche a prezzo di un po’ di stabilita’.
Sono passati venti anni, ( come succederà’ in Libia) senza che si sia trovato un nuovo punto di equilibrio, bruciando periodicamente ogni candidatura anche grazie ad una sempre più potente mafia dei rifornimenti che imperversa nelle Nazioni Unite e crea campi profughi dove gli indigeni nomadi diventano stanziali e in cambio di cibo disimparano la sopravvivenza.
Gli si apre solo la prospettiva della rapina o la pirateria per mare.

Antonio de Martini

I GRECI HANNO BUONA MEMORIA E CHIEDONO LA RESTITUZIONE DELL’ORO TRAFUGATO DAI TEDESCHI DURANTE LA GUERRA E MAI RESTITUITO. di Antonio de Martini

Teodoros Pangalos e’ il vice primo ministro greco in carica.
Deve essersi stancato di sentire i sermoni della Cancelliera Merkel sulle virtù’ del risparmio, la vita da cicale, la possibilità’ o meno di ripagare i debiti che ha la Grecia eccetera.
Ha deciso di rispondere ricordandosi di essere discendente di Leonida e di Temistocle ed ha deciso di mettere i puntini sulle i . La REUTERS ha prontamente ripreso la dichiarazione.
L’anniversario della “OXI” , il 28 ottobre data dell’inizio dell’invasione dell’Asse e il fatto che i vignettisti dei giornali non cessano di rappresentare gli ispettori della UE in uniformi militari tedesche, non aiuta a distendere l’atmosfera.
In buona sostanza, Panaglos, ha detto che il clima di austerità instaurato in Grecia a seguito della legislazione imposta dalle esigenze UE ( in realtà’ Franco-tedesche) ricorda il clima della occupazione nazista della Grecia durante la seconda guerra mondiale
Egli ed altri organi di opinione quali ad esempio il blog GREEK REPORTER, destinato in particolare ai greci d’oltremare, hanno sollevato il tema dei risarcimenti di guerra per i tre durissimi anni di occupazione, le requisizioni, il lavoro forzato e le vittime del controterrore.
L’ultima stoccata e’ stata la più’ forte: chiede la restituzione dell’oro della Banca Centrale Greca, sottratto dai tedeschi e mai più’ restituito.
La Reuters riferisce che il governo tedesco ha declinato di commentare questa dichiarazione.
Intanto si potrebbe suggerire a Berlusconi di dotarsi di un vice primo ministro – magari donna – capace di amichevole brutalità’ come il vice premier greco, in modo che lui possa continuare a sbaciucchiare la – sono parole sue – ” culona inchiavabile”.
Poi si potrebbe , a livello di cittadini dei nostri due paesi mediterranei, organizzare una raccolta di firme miranti a chiedere congiuntamente la restituzione dell’oro della Banca d’Italia e di quello greco, parimenti ” scomparso” .
Insomma , mentre per gli ebrei hanno rimborsato ogni singola persona e dato soddisfacenti indennizzi allo Stato che all.’epoca non esisteva, a Grecia e Italia non e’ stato restituito nemmeno l’oro della Banca Centrale, per non parlare delle opere di’ arte che ancora andiamo spigolando qua e la’. E gli inglesi potrebbero restituire il frontone del Partenone che andrebbe benissimo nel meraviglioso nuovo museo archeologico di Atene.
Se avete indirizzi di greci che si interessano di politica, e’ il momento di tirarli fuori e di creare il movimento mediterraneo congiunto per la restituzione dei beni sottratti dalla furia teutonica che adesso chiede il pagamento dei crediti, dopo aver sorvolato sui loro debiti da rapina per settanta anni.

L’UOMO DELLA PRIMAVERA ARABA. DI Antonio de Martini

29 ottobre 2011. Gli americani amano a dismisura il loro ” stile di vita” , sono convinti che sia il migliore del mondo e questo e’ un bene per la loro felicita’ personale. Essi acconsentono a separarsi dal territorio e dallo stile di vita che ritengono il migliore per gravi ragioni.
Le due principali sono, il patriottismo e l’omosessualità.
L’omosessuale, si sente rifiutato dalla società’ americana e cerca rifugio psicologico all’estero , se può ‘ permetterselo ; il patriota, accetta di vivere all’estero per difendere l’ interesse nazionale da nemici interni ed esterni , come recita la formula del giuramento di fedeltà’ alla bandiera.
A guardare la foto di Stephen Mcinerney, frocio non lo si direbbe.
E’ un laureato di Stanford e , stando alla sua biografia, si e’ appassionato al mondo arabo insegnando matematica nel Katar. Un’ altra nota biografica- potrebbe essere integrativa- dice che ha insegnato alle Università Americane di Beirut e del Cairo e che ha vissuto per circa sei anni in quei paesi.
Questo fa di lui un esperto ed e’ diventato direttore del POMED ( Project , Middle East Democracy) che negli ultimi quattro anni ha speso una valanga di denaro nei paesi arabi per creare una consapevolezza democratica. Se andate a cercare su internet il sito, troverete il blog, i resoconti delle conferenze e quelli amministrativi da cui si evince che il 73% dei fondi sono andati a ” sicurezza e difesa” e l’ 1 soltanto in aiuti umanitari .
Strano modo di promuovere il giusto modo di governare.
Esiste una traduzione maccheronica del sito anche in italiano , google translator ha fatto passi da gigante negli ultimi tempi. La comprensione del mondo arabo nella sua essenza, ahimè’, no.
Se vi mettete a leggere, trovate tutte le cifre spese, paese per paese, voce per voce, programma per programma e troverete un rapporto diretto tra spesa e successo…militare.

Nota: ho inserito la data a inizio articolo perche’ ho visto che se non la metto, una mano caritatevole scrive ” tre giorni fa” tanto per dare una sensazione di freschezza al pezzo.
A de M

LA STRATEGIA USA VERSO LA CINA SCALA DI UN PASSO VERSO LA GUERRA, MA LA RISPOSTA SARA’ ECONOMICA O NON SARA’

29 ottobre 2011. Chi tra i lettori di questo blog si sia preso la briga di leggere i post della scorsa primavera, forse ricordera’ come abbia seguito con attenzione le mosse strategiche di Obama riguardo alla Cina e che riassumiamo:

A) tutto lo staff militare della casa bianca proviene dall’ area del Pacifico .
B) i viaggi del presidente USA in India, Indonesia, Corea e Giappone , fatti in un ideale accerchiamento commerciale della Cina.
C) Il viaggio in America Latina a ridosso dei viaggi e accordi commerciali cinesi ( Brasile).
D) ho letto anche la campagna di Libia e il fomento della primavera araba in chiave di “containement” della Cina e della sua espansione commerciale.
E) ho anche segnalato le contromosse cinesi per tenersi libere le rotte commerciali ( un istmo bis rispetto a quello di Kra che e’ controllato da Singapore e un passaggio ferroviario sul territorio colombiano per poter fare a meno del canale di Panama. Investimenti questi di 70 e 40 miliardi di dollari rispettivamente.).
F) la “richiesta di spiegazioni ufficiali”alla Cina da parte degli USA alla notizia di forti investimenti miranti a far diventare la Cina una potenza militare anche marittima.
La mia imperizia fotografica ha fatto si che mandassi la foto del nuovo modello di portaerei cinese solo ai trecento ” abbonati” di cui posseggo l’ indirizzo mail e me ne scuso.
Vi basterà’ comunque sapere che gli ingegneri del celeste impero – pardon rossa repubblica – hanno avuto l’ idea semplice per eccellenza : fare una portaerei-catamarano.
Due scafi, quindi doppio ponte di volo, doppio degli aerei imbarcati, doppia velocità’ di messa in aria degli aerei e sopratutto, costo che e’ un terzo di quello americano per costruire una portaerei a ponte singolo.
La portaerei di nuova concezione entrerà’ in funzione nel 2015 e da quel momento la superiorità’ marittima degli USA sarà’ in pericolo, così’ come la sicurezza degli alleati dell’America nell’area.
La Clinton, reduce dal lifting col quale conta di vincere le prossime elezioni presentandosi al posto di Obama, ha immediatamente fatto un giro nell’ Asia ex sovietica ” i cinque stan” mettendoli in guardia contro il pericolo del fanatismo islamico , che da quelle parti non c’e mai stato, pronunziando la frase ” siamo tornati” che suona strana sulla bocca di un paese che mantiene da quaranta anni in Asia 6 delle 12 portaerei che possiede oltre a centomila uomini , senza contare i corpi di spedizione afgani e irakeni, oltre ad aver fissato a Bahrein la base della quinta flotta ( Oceano Indiano).
Obama si e’ fatto fotografare per la centesima volta con il Dalai Lama ( ma non si era dimesso da padreterno?)
Poi l’escalation militare ha preso il via: il. Giro dell’ Asia lo sta facendo Leon Panetta , segretario alla Difesa, che abbandonati i convenevoli di Washington coi mini alleati, ha iniziato a visitare una serie di paesi alleati, portando buone e cattive nuove.
A) la Corea del Sud e Okinawa sono state definite “indifendibili” in caso di conflitto e destinate al,
non immediato, abbandono, anche in forza dell’odio ormai radicato della popolazione dell’isola stanca dei soprusi dei militari di stanza in loco dal 1945.
Il probabile fronte arretra verso Giappone e Australia e Nuova Zelanda coi quali Leon Panetta ha avuto accenti tali da ricevere una rettifica dallo stesso Obama che lo ha invitato ad abbandonare i toni da anni cinquanta.
B) In occasione del sessantesimo anniversario della firma del loro primo accordo difensivo, Panetta e Clinton si sono incontrati coi loro omologhi australiani a S Francisco ed hanno deciso di intensificare le manovre aeronavali congiunte sia per quantità’ che per qualità’.
C) Panetta ha annunziato a Tokio, lo scorso giovedì il rafforzamento del dispositivo americano nel Pacifico , pur senza accennare alla necessita’ di aumentare il numero già alto di portaerei nel Pacifico. La parola miracolosa e’ ” rebalancing” del potere militare in zona, ma il vero punto e’ che gli USA devono vincere la battaglia dell’ economia asiatica se vogliono recuperare la credibilità’ perduta .
Gli interventi militari di “rebalancing” , la vendita di quasi 6 miliardi di aerei a Taiwan, l’intensificazione del ritmo delle manovre aeronavali nel sud ovest Pacifico , la decisione australiana di accettare le donne nelle unita’ combattenti entro cinque anni, le foto col Dalai Lama, non valgono il surplus finanziario della Cina di un solo anno. O l’America si inventa un nuovo plus tecnologico, o innova la produzione industriale nei processi e nei costi, o perderà’ ancora .
Intanto il dividendo della pace del ritiro USA da Irak e Afganistan, va in fumo per mantenere queste nuove posizioni, mentre avrebbe potuto essere impiegato nel rilancio economico.
In questa strategia globale , ancora troppo militare e poco economica, l’Africa e’ stata subappaltata ai suoi macellai di sempre : gli anglofrancesi. la Francia si sta segnalandosi per il suo attivismo anche nell’ Africa Orientale ( dopo Tchad, Senegal, Costa d’Avorio, Togo,)da dove si era prudentemente allontanata dopo aver causato la guerra civile tra Hutu e Tutsi che e’ costata oltre un milione di morti. Adesso Sta aiutando e incoraggiando il Kenia ad attaccare i somali e spera di fare altre forniture militari.
Come, ad esempio, quella che gli ha valso la denunzia della “Federazione Internazionale della Lega per i diritti dell’ Uomo” che ha scoperto che la società’ francese AMESYS aveva in appalto tutti i sistemi di sorveglianza informatica con i quali Gheddafi terrorizzava i libici, tenendoli in pugno. Voglio proprio vedere se la processeranno.
nonché sta triplice alleanza che ragiona con criteri ottocenteschi non capisce che la contesa deve essere combattuta sul piano sociale, finanziario ed economico, MA NON militare, se ad ogni successo dell’ economia cinese reagiranno con la forza, l’ aver condizionato con bombe e sovversione il nucleo base dei paesi “ex non allineati”, ( dalla ex Jugoslavia, all’ Italia, all’ Indonesia,) non basterà’ a coalizzare il mondo dalla loro parte quando sarà’ il momento.
Fanno i conti con o senza la Russia?

Antonio de Martini

IL FALSO PROBLEMA DEL DEBITO PUBBLICO. di Antonio de Martini

Mano a mano che il tempo passa, vediamo che Tremonti il montanaro ha partorito il topolino mentre le contraddizioni cominciano ad affiorare a tutti i livelli.

La Standard & Poors dopo aver tolto una serie di galloni ai singoli paesi della U E – Italia inclusa – ha dato la tripla A di debitore certamente solvibile al fondo salvastati , un fondo che , per ora , esiste solo sulla carta e che sara’ composto dai singoli stati declassati in precedenza.
Come dire che Gianni non e’ credibile e nemmeno Pinotto, ma faccio credito a Gianni e Pinotto.
Altra contraddizione , a mio modo di vedere, e’ data dai consigli e dai commenti di Barak Obama agli europei: il premio Nobel per la pace , indebitato fino al collo che da consigli di gestione economica e finanziaria agli altri.
Ancora. La banca X viene declassata perche’ lo stato che la ospita e’ troppo indebitato. Allora lo Stato interviene – indebitandosi ulteriormente – sostiene la banca con un finanziamento e tutto rientra nella normalita’. Delirante.
Tutti questi stati predicano trasparenza, dicono che la BCE e’ indipendente dai governi e poi pretendono che uno dei consiglieri eletto alla unanimità’ ( Bini Smaghi ) debba dimettersi per fare posto a un non meglio identificato rappresentante del governo francese. Ci vorranno dire almeno di chi si tratta? Come si chiama questo atteso Salvatore dell’ Europa? Non sarà’ Sarkosi jr visto l’impegno del papa’?
Un mezzo vantaggio gli italiani lo hanno avuto da tutta questa pagliacciata: il governo ha decretato che se si pagano interessi passivi a una banca, questi possono essere interamente dedotti ai fini della composizione del bilancio. Grazie. Ma non e ‘ un incentivo a fare debiti mentre ci si accusa di averne troppi ?
Credo che la intera vicenda debba essere riletta così: nel caso di un individuo, se questo muore senza patrimonio, il debito muore con lui. in tal caso e’ normale classificare le persone a seconda della solvibilità’ .
Ma se si tratta di uno stato o una comunità’ , questi non muoiono mai e quindi il pagamento di un debito E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPO.
Se uno Stato ha contratto troppi debiti promettendo il rimborso , mettiamo, in un decennio, lo pagherà’ in quindici o venti anni e nei periodi di prolungamento delle rate, l’accesso al nuovo credito andrebbe razionato e il governo ipso facto dimissionato, indicendo nuove elezioni.
Che l’attuale sistema creditizio internazionale sia inadatto, e’ dimostrato dall’ Argentina che ha pagato i suoi debiti al 25% degli importi e l’Islanda che ha bellamente rifiutato di rimborsare le banche, dopo un referendum che chiede di punire chi ha contratto il debito, non tutti i cittadini.
Nessuno ha preso provvedimenti a loro carico.
Se la sono presa tutti con la Grecia – oggi- con un altro – domani- al solo fine di aumentare gli interessi che si percepiscono dal loro certificati di credito.
La Germania ha sbraitato contro l’Italia ed ha ottenuto di percepire più’ interessi dai nostri BOT e CCT.
Altra contraddizione: le banche centrali che regolano i flussi monetari, stanno alla chetichella diventando ASSOCIAZIONI PRIVATE i cui utili non si capisce bene dove finiscano.
La legge italiana e lo stesso statuto della Banca d’Italia dichiarano che la banca e’ pubblica, ma il dettato della legge non viene rispettato e NESSUNO INTERVIENE.
Altra contraddizione: e’ un assioma che i governanti sono quelli che preparano il futuro.
Orbene, tra sei mesi Sarkosi e la Merkel (li chiamano Sarkel) saranno al museo delle cere trombati dai rispettivi elettorati.
Al prossimo gennaio Obama ( col 75% di insoddisfatti tra i cittadini USA ) farà’ trionfare la previsione di Steve Jobs del ” presidente da un solo mandato” e sarà’ ricordato come il solo premio Nobel per la pace che fece tre ( forse quattro?) guerre e tutte ingiuste.
Berlusconi finirà’ nella annetoddica politica come l’ emulo della torre di Pisa.
Zapatero ha già’ dato forfait. Cameron e’ già’ ai ferri corti coi liberali, ha perso il ministro della Difesa. – in piena guerra – perché’ questi non sapeva difendere con decisione i suoi accessi posteriori ed i fondi dello stato dai focosi attacchi del suo amichetto.
Insomma l’ Europa e’ senza un leader capace di durare, senza una visione del futuro e senza idee.
Che futuro ci stanno preparando?
Continuano a riunirsi, baciarsi, posare davanti alle telecamere, fare comunicati contraddittori e incomprensibili e chiedersi quando e’ che Carla’ ci farà’ vedere quel che ha saputo fare suo marito in un settennato.
A controllare i conti di tutti, una serie di contabili di origine indiana o di Sri Lanka annidati nelle società’ di revisione e di consulenza, i cui campioni abbiamo incontrato nel post di ieri grazie all ‘ interessamento dell’ F.B.I.
Possibile che nessuno se ne interessi e che tutti siano ormai rassegnati o comprati?

REATI GLOBALI : IL SIGNOR GUPTA, HA FATTO L’INDIANO di Antonio de Martini

Il sigonr Rajat Gupta è nato in India 62 anni fa e, come tanti giovani della sua generazione e continente, è andato a cercar fortuna in America. L’ha trovata, fino a che l’F.B.I. ha trovato lui.

Durante la sua ascesa nel paradiso delle opportunità, è entrato nel Consiglio di Amministrazione della Goldman Sachs, diventato “global Head” della McKinsey & Co- dove è rimasto 34 anni- ed è entrato anche nel Consiglio della Procter & Gamble Co. E nella consociata American Airlines.
E’ un laureato di Harward ed e’ stato ospite di Barak Obama alla prima cena di Stato che questi ha offerto ai suoi sostenitori.

L’accusa è di” insider trading” ossia di aver fatto attività di intelligence a favore di qualcuno – un quasi conterraneo dello Sri Lanka che si è già preso 11 anni di reclusione per lo stesso reato- e contro l’establishement.

Lloyd Blankfein , presidente della McKinsey, lo ha subito mollato testimoniando che era solito raccontare quel che succedeva dentro il consiglio della Goldman.

Raj Rajaratnam, il suo amico condannato, era fondatore del GALLEON GROUP HEDGE FUND ed è stato condannato a seguito della confessione di un altro executive della McKinsey, Anil Kumar, che per uno sconto di pena ha inguaiato il cliente e le registrazioni telefoniche hanno inguaiato il capo.

Come noto, le società che hanno dato carriera e successi a questi gentiluomini, hanno tutte una tripla A di credito.

L’insider trading presuppone che qualcuno raccolga informazioni segrete e speculi in borsa, con la complicità di altri, ricavandone un illecito guadagno.

Il governo degli Stati Uniti e il Regno Unito fanno esattamente questo a danno di nemici ed alleati. Puniscono chi lo fa a titolo personale, forse per mantenere il monopolio dell’uso della forza. Nelle ultime” guerre per la democrazia e il nuovo ordine mondiale” hanno approfittato per depredare l”Irak, le ingentissime risorse minerarie afgane, la Libia, in risorse e contanti.

Nel caso di Gheddafi, prima gli hanno insegnato a mantenere il controllo sulle popolazioni ( gli inglesi hanno addestrato anche i loro commandos fino a un mese prima dell’attacco), hanno usato le prigioni libiche per torturare possibili aderenti ad Al Kaida, spediti da Guantanamo , hanno ottenuto prebende e consulenze, salvo poi quando hanno avuto chiara la situazione patrimoniale della vittima, hanno tirato fuori tutta una panoplia di accuse contro la democrazia e la morale, tranne la violenza sui bambini – quella la riservano per l’attacco al Vaticano – e una volta incastrato il soggetto con l’aiuto del solito pentito ( il premier del nuovo corso era il ministro della Giustizia di Gheddafi, il Presidente egiziano attuale era il ministro della Difesa di Mubarak e via dicendo), mettono le mani sul tesoretto.

Nel caso libico, il conto economico è presto fatto: gli USA hnno speso circa un miliardo e adesso mettono le mani sui 200 miliardi di dollari che il colonnello aveva sparso per il mondo, investendo per conto dello stato. In Italia, Fiat, Juventus, Unicredit tra i principali investimenti pubblici.

Vedrete che al nuovo governo democratico daranno , si e no , i trenta miliardi rappresentati dagli investimenti italiani. Il resto sparirà assieme alle 144 tonnelate dell’oro della Banca Centrale, ( che la Libia aderirà alla BRI di Basilea….) e addio all’ istruzione e alla assistenza medica gratuita a tutti i libici.

Insomma il telefono lo ha inventato Meucci e la AT&T è americana; la Radio, Marconi e sono loro i padroni dell’etere; il microchip l’ha inventato Faggin e l’industria del computer è loro…..

Possiamo consolarci pensando che questo metodo l’ha inventato Al Capone, da Napoli e che possiamo fare anche noi gli indiani, oppure rileggere il discorso del Papa in Germania, nel punto in cui diceva che un governo privo di afflato etico altro non è che una cricca di banditi. Remember?

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