tra la Gallina Ben Laden e l’uovo di Gheddafi, il B. & B. algerino ( Berlusconi -Boutlefika)? di Antonio de Martini

 Che Osama Ben Laden sia morto o vivo è poco importante, perché gli effetti della sua scomparsa sono identici in entrambi i  casi.

Può essere   casomai molto più interessante sapere chi lo ha venduto e in cambio di cosa. 

Appena giunta la notizia della morte  è iniziata la ridda di voci in contrasto con la verità ufficiale. Succede .

 Da Hitler a Elvis Priesley c’è una ricca casistica di persone che rifiutano una determinata realtà evidentemente sgradita e la sostituiscono con ricostruzioni elaborate.

Il più grosso pericolo per noi italiani è che ci mettiamo a correre dietro alla lepre Ben Laden  ( se avesse potuto fare attentati o altro, l’avrebbe fatti in questi tre mesi di “arab unrest”. Lo hanno venduto perché non serviva più ) e ci facciamo soffiare  il pollo Nord Africa che solo può assicurarci la cena.

In attesa che lo stallo libico si risolva, ormai non importa più come,  all’Italia  serve un nuovo interlocutore nel mediterraneo, e un nuovo alleato in seno alla UE . Serve un altro serbatoio  di petrolio  e di energia.

L’Algeria è  – dopo la divisione del Sudan a metà –  diventato il paese più grande dell Africa. Ha riserve di gas cui già attingiamo, e petrolifere cui potremmo attingere. I legami e la simpatia risalgono ai tempi della loro guerra di indipendenza contro la Francia ed all’aiuto che diede loro Enrico Mattei. Il Film la battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo è  per loro l’equivalente   di quel che la   Corazzata Potiomkin  è stato per i sovietici. 

Le scuse di Berlusconi fatte alla Libia per  il colonialismo italiano , hanno fatto una grandissima  impressione in Algeria dove la Francia non si è mai scusata  per la guerra 1954-1962, ma nemmeno per il massacro del 1945 dove in pochi giorni  il governo De Gaulle liquidò oltre 45.000 algerini per evitare che si creasse un movimento indipendentista che infatti mise 10 anni a riprendersi.

Un processo di incremento della collaborazione  con l’Algeria, porterebbe ipso facto L’Italia a svolgere un ruolo di mediazione nel più grande progetto che abbia concepito la Germania nel dopoguerra e che ha la stessa valenza geopolitica che ebbe nei primi ani del secolo scorso  la costruzione della ferrovia Berlino Bagdad.  I tedeschi da soli non verranno accettati, mentre sarebbero graditi con contorno italiano. Una tale alleanza sul mediterraneo, influirebbe sulla politica tedesca  e sulla ristrutturazione della UpM ( UfM) Unione per il Mediterraneo che ha perso il co presidente Mubarak e sta per perdere l’altro ( Sarkosi).

Il progetto si chiama SOLARTEC  e consiste nella creazione di un’area  di  produzione di energia solare  nel deserto Algero-libico  mediante le nuove tecnologie. Sarebbe il più grande serbatoio al mondo di energie alternative  a portata del più grande consumatore  di energia al mondo:: l’Europa.

 Sono coinvolte aziende germaniche del calibro della Siemens  e la Svedese Asea Brown Boveri, oltre alla MASEN ( moroccan agency for solar energy) e la SONELGAZ  l’ente pubblico che è , per l’energia,  quel che la SONATRACH è per il petrolio algerino.

L’Algeria ha  più volte lasciato  riservatamente intendere, in più sedi, che cercherebbe un partner italiano con benedizione  e appoggio governativo,  per rendere più mediterranea l’impresa, specie dopo gli eventi libici che hanno segnato un  ulteriore raffreddamento dei rapporti con la Francia, al punto che  il governo Bouteflika ha negato ai francesi il permesso di uso di un suo aeroporto per l’elicottero che doveva ricercare  una pattuglia di commandos  francese che risultava dispersa nel deserto libico.

Sul “SOLE24ORE” di oggi c’è una sorta di vademecum  sulle energie alternative in vista del SOLAREXPO di Verona di questi giorni. Chissà che non salti in mente a qualche nostra autorità di leggereselo.

Se ci occupassimo di questo invece del cadavere di Ben Laden, saremmo un paese che guarda al futuro invece che , come disse Lamartine “la terra dei morti”

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Commenti

  • Gianni Ceccarelli  On maggio 3, 2011 at 9:27 am

    Ma i Tedeschi ci vorrebbero ? (Ammesso e non concesso che nel momento delle 4 mozioni 4 sulla Libia qualcuno pensi a queste opportunità). GiC

    • antoniochedice  On maggio 3, 2011 at 9:56 am

      Ci vogliono gli algerini e la terra è loro….

      Da:

  • giannicaroli  On maggio 3, 2011 at 11:11 am

    Ma Boutefliqa non è Ben Bella, o ancor più, Boumedienne: i quali, freschi di ‘liberazione’ dl dominio coloniale, erano nettamente anti-francesi (e pure, in quanto ‘panarabisti’, filosovietici ed anti-americani). Boutefliqa è da sempre l’ uomo degli occidentali, francesi o americani che siano, molto vicino ai ‘milieux’ kabili da sempre dissidenti perfino sulla guerra di liberazione condotta dal FLN ! Fu ‘sotto’ Boumedienne che nel 1973, pochi giorni dopo la guerra del Ramadhan e l’ embargo petrolifero decretato dal vertice arabo, con quadruplicamento del ‘prix posté’ del barile unitario (da $ 3 ad oltre $ 11 annunciato per Natale di quell’ anno), Raffaele Girotti potè firmare gli accordi per il primo gasdotto sottomarino da Hassi ‘r Mel a Mazara del Vallo…che alimentò l’ ultimo mini-boom economico degli anni ’80, col metano a buona prezzo….Per poi ‘fare scuola': vedi Nord Stream, oramai completato….Ed inoltre non sembra proprio che l’ energia solare dia rendimenti comparati ai costi. Paragonabili alla certezza del metano.

  • Andrea  On maggio 3, 2011 at 11:49 am

    COME AL SOLITO, COLTO NEL SEGNO. temo però che saranno segnali nn recepiti. il tema è: quale interlocutore domestico per la policy mediterranea?

    • antoniochedice  On maggio 3, 2011 at 11:59 am

      Dobbiamo crearlo noi, con un’azione politica. Questo è fare politica.

  • Roberto  On maggio 3, 2011 at 3:22 pm

    Posso testimoniare, in prima persona, che gli algerini ci vogliono bene ed hanno stima e fiducia degli italiani. Basta non mandarci Frattini e Berlusconi….

  • antoniochedice  On maggio 3, 2011 at 4:34 pm

    Ben Bella era un sottufficiale dell’esercito francese e partecipò alla campagna d’Italia. Erano a favore della indipendenza del loro paese, ma di cultura francese.
    Adesso gli algerini sono molto più antifrancesi. Basti pensare che hanno negato il sorvolo ai francesi che lo chiedevano per ragioni umanitarie….
    Noi italiani NON abbiamo un passato coloniale, non siamo protervi e facciamo affari con loro da secoli. E poi L’italiana in Algeri non l’ha fatta un francese.

  • Enrico  On maggio 3, 2011 at 11:43 pm

    Beh, questa sembra proprio una idea politica. Ci si dovrebbe lavorare seriamente. A partire dalla analisi di come andranno le cose al gruppo dirigente attuale, che non sembra un campione di dinamismo….

    • antoniochedice  On maggio 4, 2011 at 8:44 am

      Tu come vuoi aiutare? Se vuoi of course.—–Messaggio originale—– Da:

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