Monthly Archives: febbraio 2011

La crisi libica di Antonio de Martini

Le principali caratteristiche della rivolta libica non hanno nulla in comune con quanto è avvenuto in Tunisia, Egitto, Bahrain .

 All’estero : Diplomatici che chiedono asilo politico ( India, BanglaDesh, USA, e ONU), piloti che fuggono portando il loro aereo in un paese “neutrale”, ricordano i tempi in cui era l’URSS a essere vittima di queste operazioni Continua a leggere

Petrolio e Oro salgono di prezzo. Ma che c’entra il Brent ? E chi sta combattendo in Libia?

 Come è noto, il prezzo del petrolio si costruisce  su un barile nominale  che è composto di vari tipi di petrolio estratti in varie parti e che sono destinati a vari utilizzi finali. Insomma come il paniere dell’Istat: c’è un po di tutto.

Ad esempio,  il petrolio libico è in prevalenza “arabian light”  ricercatissimo a causa della scarsità di zolfo nel composto. Quello Venezuelano è il “Bachequero” e così via.

L'ammiraglio Michel Mullen capo degli Stati Maggiori Riuniti. Negli ultimi dieci giorni due volte nel mediterraneo.

 L’estrazione in Libia continua come al solito, con la defeziuone di una compagnia tedesca che  sottrae poco o nulla alla produzione abituale. Continua a leggere

Le rivolte nel Mediterraneo: una grande opportunità per il Libano ( e l’Italia)

 Questa sequela di rivolte politiche e militari  motivate da differenti ragioni, hanno un elemento in comune rappresentato da dittatori e aiutanti dittatori in cerca di un rifugio per le loro fortune.  Da Gheddafi all’Emiro del Bahrain  Continua a leggere

La CIA si arrende e ammette le bugie sull’agente in Pakistan

 Lo ha pubblicato oggi il Washington Post attribuendo la dichiarazione a un “”CIA official”. Il sig Davis è un “contractor della CIA”. Continua a leggere

Il Vicino Oriente: per saperne di più

Dal 21 al 23 febbraio L’associazione dei  maroniti del mondo si riunisce a Roma per l’inaugurazione della Statua di San Marone – il loro fondatore- che sarà inaugurata  e posta all’esterno della basilica di S Pietro. E’ presumibile che il Papa colga l’occasione per far conoscere il pensiero del Vaticano sulla Continua a leggere

Mediterraneo: tutti protagonisti, tranne l’Italia

Qualche  amico mi ha telefonato, esprimendo meraviglia  per  ” i ripetuti attacchi ” alla CIA, se non addirittura alla politica estera USA nel Mediteraneo. Rispondo a uno per chiarirmi con tutti.

La fregata ALVAND iraniana, naviga verso il mediterraneo orientale , dove abbiamo una squadra navale anti traffico di armi. La Alvand lancia missili e noi no.

Sono italiano – anche se a volte non sembrerebbe –  e suggerisco una linea di politica estera vantaggiosa per l’Italia.  Se gli Stati Uniti perseguono una politica buona per loro e cattiva per noi, sento il dovere di dirlo.

Il fatto che  io abbia “azzeccato” una serie di previsioni che sono sotto gli occhi di tutti coloro che hanno letto il blog  dimostra che non parlo a vanvera.

Ho scritto su questo blog  di “Mediterraneo in fiamme” il primo giorno della prima manifestazione,  nel generale scetticismo; ho scritto che tutto il Nord Africa se ne frega della democrazia e cerca pane e lavoro perché messo in ginocchio dalle speculazioni alimentari dei grandi complessi agroindustriali americani. Lo ha confermato il ministro Tremonti alle telecamere del G20 ieri sera, sia pure senza dire  che sono americani. Continua a leggere

Pakistan: colto in flagrante un terrorista. Sorpresa: E’ della CIA.

Il senatore USA  Kerry,  che ha avuto un momento di notorietà come possibile candidato presidenziale, qualche giorno fa promise di promuovere una inchiesta del Senato sull’omicidio di due cittadini  pakistani da parte di un impiegato del consolato di Islamabad.

 Andando a vedere la cosa più da vicino, troviamo un altro episodio di tradimento della fiducia degli alleati cui sembra che gli USA vogliano abituarci

le facce da assassino sono tuitte uguali. Questo è Raymond Davis. Peccato che la stampa italiana non lo racconti.

. Continua a leggere

Perché anche Gheddafi è nella tormenta

 Lo scorso 2 febbraio in questo blog  pubblicavo un articolo spiegando come mai le rivolte  di gennaio non riguardavano Gheddafi, indicando nella relativa maggior ricchezza della Libia una delle ragioni a cui si aggiungevano l’aver creato una casta di privilegiati dalla nazionalizzazione dei beni italiani confiscati, senza contare l’efficienza della “occhiuta polizia”. Continua a leggere

Washington: la CIA corre ai ripari e la spara grossa:Non sapevano niente e sono stati presi di sorpresa dai discolacci di Facebook. Hanno paura di una vendetta araba che racconti di extraordinary renditions

Il giornalista David Ignatius, in un articolo del 10 febbraio  che cita  fonti della CIA, al punto da sembrarne il portavoce, illustra quanto sia dura la vita per i responsabili della stazione CIA in località come Tunisi o il Cairo o Amman: Continua a leggere

La strategia USA nel mediterraneo. Il cardine è il petrolio, ma adesso c’è una coincidenza di interessi e motivazioni.

 Gli USA hanno per anni tenuto un  duplice atteggiamento politico militare  che si può condensare con lo slogan ” Duri in Asia e molli in Europa” ( ricordiamo la Guerra di Corea e del Vietnam, lo schiacciamento della guerriglia in Birmania ( a cura degli inglesi), Continua a leggere

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