Monthly Archives: novembre 2010

GRAMELLINI FOR PRESIDENT da ” La Stampa”

“Senza di loro” Massimo Gramellini, La Stampa  26/11/2010                 Meno male che Gramellini c’è.    (ndr)

Possiamo farcela. Anche se la crisi si fa critica, l’euro è ricoverato alla neuro e Bruxelles sta per intimarci di dimezzare il debito pubblico, così la prossima volta sulla Mole con gli studenti ci saliranno i pensionati? Anche se La Russa vola sopra Continua a leggere

Al di la del folclore di wikileaks: L’asse si sposta verso la Cina e la squalifica tocca tutti gli europei tranne la Germania. Il destino ( gli USA) ha cambiato cavallo?

i " lucrosi contratti" possono farli solo gli USA?

Dimitri Peskov, il portavoce di Putin e Franco Frattini  sono gli unici che abbiano preso sul serio le comunicazioni passate da Wikileaks e in particolare quelle  della signora  Elisabeth  Dibble. 

Questa signora è la stessa che  cinque anni fa – quando si occupava di Medio Oriente –  convocò il nostro ambasciatore  Sergio Vento e gli fece una intemerata a causa dei buoni rapporti con la Siria che l’Italia tuttora intrattiene. Nel rapporto  – educatissimo e misuratissimo – del nostro ambasciatore, c’era Continua a leggere

sospensione causa influenza

per questa settimana  il numero del lunedì é sospeso  per ragioni di salute.

Spero solo che nel disordine crescente non si capisca che Bocchino ha concesso l’uso del profilattico e che il papa abbia vietato a Berlusconi l’uso del marchio che avrebbero in comproprietà…

LA NATO E’ MORTA, NASCE LA NUOVA YALTA.

 Per gli amici che hanno letto l’articolo su questo tema pubblicato la scorsa settimana, la riunione di Lisbona non ha serbato  grandi sorprese. Ci sono però delle conseguenze, forse non indicate dalla stampa italiana , che ha salutato acriticamente l’avvenimento  nel nome di una continuità  ormai condannata.

La NATO ha trovato un nuovo alleato:la Russia

Una alleanza nata in funzione anti sovietica,  per elaborare una nuova strategia globale, Continua a leggere

Nilo bianco, Nilo Azzurro e la propaganda USA sul SUDAN

In una epoca preistorica in cui ho avuto l’ingenuità di  voler fare,  per circa un anno, il capo delle relazioni internazionali del Ministero dell’Agricoltura,  gestione Alemanno ultima parte,  ho avuto modo di occuparmi  anche del Sudan.

La prevenzione che avevo, è scomparsa alla prima volta che mi sono recato sul posto. Intanto la famosa battaglia campale di Omdurmann che fece la fama di Churchill, ho scoperto che le perdite inglesi furona di tre ufficiali e ventisette uomini di truppa, più pochi egiziani delle truppe ausiliarie. Poco più di una manifestazione turbolenta.  Dopo questa prima bugia  della perfida Albione, ne ho scoperte molte altre. 

 All’arrivo, nessun apparato poliziesco, nemmeno in aeroporto, una sola camionetta, con mitragliatrice, davanti alla presidenza della Repubblica, nessuna davanti al ministero dell’agricoltura e alle ambasciate, nessuna donna velata – sono generalmente ben fatte e vestono con una sorta di sari all’indiana –  tassisti onesti,  insomma  Khartoum- Ondurmann

Khartoum/Omdurmann: alla confluenza tra Nilo Bianco e Azzurro ed al centro di interessi petroliferi, strategici e militari

( le due città si sono praticamente fuse) è un posto pacifico, inabitabile d’estate per la calura, ma a dicembre , quando ci andai, c’era una primavera invitante che mi condusse a sorseggiarmi una Coca Cola alla confluenza tra Nilo Bianco e Nilo Azzurro godendo l’aria fresca dei due fiumi che si snodavano davanti ai miei occhi.

Questi ricordi me li ha fatti tornare GEORGE CLOONEY ieri sera quando al  telegiornale ( TG 1 delle 20.00) invece di Continua a leggere

La risposta alla LETTERA DAL CANADA di E. Zangrando

 Pubblico volentieri la risposata alla lettera canadese dell’amico Ceccarelli.  Dai tempi di Beccaria  si discute sulla congruità delle pene rispetto ai delitti.  Credo che il problema sia che lo Stato  debba  assicurare la pubblica quiete, mentre l’organizzazione penitenziaria – dunque in sottordine –  possa cercare di recuperare il colpevole.  Da noi l’obbligo di recupero fa premio sulla necessità della sicurezza.

  Comunque, chiedo a tutti, per evitarmi fatiche  superflue, di usare le finestre apposite a fine articolo per i commenti e le risposte.  GRAZIE !

Caro Gianni approfitto dell’assenza di mio figlio e mia nuora per rispondere alla lettera dal Canadà (vera o verosimile che sia). Più che a rispondere – non ho risposte da dare perché non ho certezze che mi sorreggono – la lettera mi induce a riflettere e a pormi qualche domanda. Non è la prima volta che mi pongo il problema delle vittime dei delitti spesso lasciate sole Continua a leggere

A verbale

Al 31 Marzo del 2010, la Banca dei regolamenti internazionali ( BRS) aveva queste partite irlandesi  in miliardi di dollari USA: La Germania ha una esposizione sette volte superiore a quella italiana…

LA GB ( UK) esposta per 222,4  MLD

LA GERMANIA                   205,8

GLI USA                                   113,9

LA FRANCIA                             85,7

L’ITALIA                                       28,6

IL GIAPPONE                               22,9

LA SPAGNA                                  16,2

I  dati sono presi dal WALL STREET JOURNAL  del 17 novembre.

Della serie:  perchè ci fanno la lezione? Come mai  prima prestano  una montagna di soldi e poi sgridano noi che saremmo gli spreconi? Come mai, infine si indebitano per poter prestare i denari a noi pveri mediterranei ( gli irlandesi, ad honorem)?

pistola fumante

lettera dal Canada di G Ceccarelli

Dal Canada mi arriva questo racconto che ho tradotto dal francese..

Viene dato come vero, ma anche se vero non fosse, lo sarebbe egualmente. Continua a leggere

Risposta a Enrico e Roberto, il “mercato dei parlamentari” e il resto

Il mio pezzo su l’atteggiamento tedesco ( vds ” due piccioni con una favola”), mi ha valso una  reprimenda di Enrico e una difesa di Roberto che poi han sconfinato nell’aggressività. Ero a Barcellona per lavoro e non ho potuto rispondere prima.

 Cari amici, la vostra polemica è ‘ il ritratto della situazione italiana fin dai tempi del Manzoni.  Ecco i polli di Renzo che litigano mentre vanno in pentola

ho rozzamente montato una immagine per dare l'idea che sotto i vari cappelli da mendicanti c'è sempre un cilindro da banchiere

Nessuno è disposto a difendere  Mr B.  o   Prodi. Li ritengo entrambi pessimi alla prova dei fatti. Sanno vincere le elezioni, ma non governare. Hanno avuto solo concrete  manifestazioni di piaggeria nei confronti degli alleati USA, nella speranza di ingraziarseli e rafforzare le loro posizioni personali.  Uno mi  ricorda Erode che perse la testa per la minorenne  Salomé e l’altro il gran sacerdote Caifa che vuol fare la pelle a uno per salvare il sistema.   Anche se un banchiere di nuova scelta dovesse succedere a uno o all’altro,   sarebbe lo stesso: nullità politicamente  intercambiabili in temporanea occupazione di un  posto di cui   non saprebbero che  poco o  nulla, salvo che il  fare inchini a Pilato porta fortuna.

  Sia Enrico che Roberto, vomitano per lo  schifo e invece di sciacquarsi la bocca ,  litigano ipotizzando  su quale sia stato l’ emetico decisivo.

Il compito del nostro  CORRIERE DELLA COLLERA è quello  di conciliare la Destra con la Democrazia e la Sinistra con la Nazione, aiutandoci a identificare obbiettivi utili per la comunità italiana nel contesto euro-mediterraneo. Ho fatto questo blog proprio per  mettere in luce elementi di fatto che interessano il sistema Italia, per dare consapevolezza di quel che è l’interesse nazionale  dal quale non possiamo prescindere, neanche volendo, pena la scomparsa dalla scena del mondo.

La Sinistra ha evitato la realtà per molti anni e  ne sta  duramente pagando le conseguenze. La Destra, dal canto suo , ha  snobbato il fattore democrazia –  che solo garantisce la  coesione di un  popolo e di un partito –  ed è recidiva: la lezione dell’8 settembre 1943 non ha provocato che la tendenza a mettere da parte un gruzzolo per i giorni bui.

Nessuno dei due schieramenti ha fatto veramente i conti col proprio passato ed è per questo che siamo condannati a ripeterlo.

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Enrico: non ho attaccato la Germania. Ho elencato alcuni fatti ( alcuni appurati dal magistrato militare come il caso Somalia) che mostrano come i tedeschi sappiano fare i loro interessi e agiscano di concerto tra loro, obbiettivamente in  contrasto coi nostri interessi. Potrei rifare l’esercizio con un altro paese, anche gli USA, Continua a leggere

L’eredità di Trichet, ovvero due piccioni con una favola

 La favola è quella che ci hanno raccontato quando si trattò di aderire all’euro.  Avremmo vissuto felici e contenti perché  il nostro debito pubblico sarebbe costato meno e la nostra moneta sarebbe stata inaffondabile. 

Il presidente della banca centrale germanica Axel, autocandidato alla ECB con metodi e appoggi discutibili.

L’operazione ” passaggio” fu affidata ad Amato ( non dimentichiamolo) , forse perché aveva già portato a buon fine l’iniziativa ” Craxi in galera”.

Il buon Amato si dotò di un fido collaboratore pescato in BNL e si mise allopera. ( a proposito, il comitato per il cambio da lira a euro è ancora vivo al ministero del tesoro….). Morale, quando giunse il momento di usare l’EURO, nessuno sapeva quanto  questo valesse rispetto alla lira – forse Pippo Baudo –  e a che prezzo comprare i fagliolini. Adesso costano 7 euro al chilo.

 Il gioco delle tre carte prosegue – con gli stessi complici –   puntando  agli interessi pagati dai nostri buoni del tesoro. “L’Italia non ce la fa”,” l’Italia ha un debito troppo elevato”,” l’Italia non ha credibilità perché è instabile” ecc.

 C’è una manina, quella dell’intelligence germanica, dietro queste continue disinformazioni di cui è  bersaglio l’Italia. Continua a leggere

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